Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

giovedì 29 maggio 2008

29 maggio 1953

Sono trascorsi 55 anni da quando la cima dell'Everest ricevette come ringraziamento da parte di Edmund Hillary e Tenzing Norgay una croce e dei biscotti e cioccolato. I protagonisti di quell'impresa non ci sono più. Norgay è morto nel 1986 a 72 anni, Hillary è mancato l'11 gennaio di quest'anno, ma hanno lasciato una traccia immortale nella storia dell'alpinismo.

25 anni dopo la loro salita, l'8 maggio 1978 fu la volta di Reinhold Messner e di Peter Habeler scrivere una pagina fondamentale nella storia della montagna, compiendo la prima scalata senza ossigeno.

lunedì 26 maggio 2008

M.ga Pezzeit di sotto








Dopo lo scorso weekend, passato in casa come lupi in gabbia, niente mi avrebbe fatto stare di nuovo al chiuso, neanche le pessime previsioni meteo del tg3! riponevo la mia fiducia su quel "poco nuvoloso con locali schiarite" preannunciate dal sito meteoFriuli.

Così, lasciato a casa un dormiente Luca, impegnato più tardi con il corso, e caricato il figliolo e gli zaini in auto, mi dirigo a Gemona dove Silvia, Renato e loro amici ci attendono. Codroipo è soleggiato, ma arrivando a Gemona, noto i bassi nuvoloni che nascondono le cime di Cuarnan e Chiampon, per non parlare dell'asfalto bagnato e della portata d'acqua del canalone Ledra! Basta pioggia!!!

Ad attenderci trovo solo Silvia e Renato. I loro amici, viste le previsioni meteo, hanno preferito rinunciare. Dopo il classico caffè al Fungo, vista l'incertezza del tempo, decidiamo di rimanere nelle "vicinanze" e puntiamo in Val Preone e S.la Chiampon, destinazione m.ga Pezzeit di sotto.
All'imbocco della stretta strada che s'addentra nella valle, oltre la curva, per poco non faccio una strage! un numeroso gruppo di escursionisti triestini, diretti a s.la Chiampon e c.ra Teglara, pascola tranquillamente occupando tutta la strada! Facendomi spazio, riesco a proseguire con la mia piccola Punto fino al parcheggio.
Calziamo di corsa gli scarponi e, zaini in spalla, speriamo di anticipare il gruppo. Speranza vana...ma quanto corrono 'sti triestini?! Attendiamo pazientemente che il grosso del numeroso gruppo passi e ci accodiamo. Per un po' condivideremo la stessa strada, perciò scambiamo quattro chiacchiere con il capo gita che chiude la lunga fila. Al bivio abbandoniamo l'allegra compagnia e ci avviamo in tranquilla solitudine su per la lunga strada che serve la piccola malga, ora adibita a ricovero, recentemente restaurato.

Alcuni nuvoloni avvolgono il bosco che attraversiamo dandogli un'aria spettrale e magica ma quando giungiamo ai pascoli della Pezzeit il sole fa capolino e riscalda piacevolmente! Dopo uno sguardo all'accogliente ricovero, ci sediamo a mangiare sotto il portico: che ben che si sta! siam qui, soli soletti a goderci questo insperato sole che riscalda i visi e.... asciuga mutande e pantaloni di Nicholas!!! e sì, mai sedersi sul boccaglio della camelbag figlio mio!!!..ne sa qualcosa anche tua madre!!! Fortuna che Renato ha sempre con se un paio di pantavento!!
Rifocillati, rilassati e asciugato il vestiario, decidiamo di proseguire fino a m.ga Pezzeit di sopra. Con soli 100mt di disl., percorrendo un bellissimo sentiero, a tratti ancora ghiacciato e innevato, accompagnati dal cinguettio di numerosi uccellini, in pochissimo tempo arriviamo ai ruderi della malga. Solo vecchi muretti e l'abbeveratoio rimangono ma il posto è davvero bello e contornato da pendiì ricoperti di erica in fiore.
L'idea di completare l'anello passando per c.ra Teglara ci attirerebbe( un po' meno Nicholas), ma dobbiamo abbandonarla, l'ora è tarda e tratti di sentiero saranno ancora molto innevati. Un'altra volta, una futura avventura!


Ripercorriamo a ritroso tutto il tragitto e saliamo in auto che inizia a gocciolare! E i triestini? Eccoli che arrivano anche loro! Siamo stati fortunati, il tempo ha ascoltato le nostre preghiere e ci ha regalato una bellissima giornata!

Al corso di corsa

Devo ammettere che ora che mi avvicino a quello a cui Dante si riferiva scrivendo "nel mezzo del cammin di nostra vita" le levatacce mattutine a volte mi stanno un pò strette e spesso rimando il più possibile il doloroso addio alle lenzuola, specie nel fine settimana.


Domenica il ritrovo per la lezione del corso di alpinismo era in programma per le otto, Nadia partiva alle 7.40 e poichè avrei avuto la casa per ben 20 minuti a mia disposizione prima del ritrovo mi sembrava logico approfittare del giaciglio fino all'ultimo secondo utile.
E' stato il bacio di saluto di Nadia a darmi il là decisivo. In 20 minuti ero perfettamente pronto per uscire, tanto il ritrovo è alle otto, il meteo è quel che è, e si deve decidere la meta della giornata: arrivo con tutta tranquillità!


Tranquillità...


Arrivo in piazza che c'è tutto un brulicare di istruttori e allievi gracchianti, zaini che volano nei bagagliai di auto già in corsa, Fabrizio che da indicazioni alla velocità della luce su dove, come, quando e perchè e... e io scendo dall'auto con gli occhiali scuri sotto un cielo lattiginoso in tutta calma e chiedo al vento dove andiamo, tanto c'era giusto lui a rispondermi!!
Spariti tutti in men che non si dica!


Salgo in macchina con al fianco l'Uomo delle Dieci, direzione Alta val del Torre: meta di oggi è la falesia dei Ciclamini. Mentre inseguiamo le auto di Tano e degli allievi lungo la strada guardo l'ora: 8.03. Chiedo all'UDD se ci siamo tutti, mi guarda perplesso e dopo un attimo di silenzio dice di non aver avuto il tempo di guardare chi c'era e chi no. A occhio mancavano due o tre personaggi nella storia che dovremmo raccontare.


Di corsa al corso!!


Incrociamo Big Roberto che punta verso la piazza, anche lui in terribile ritardo!! (Nooo... Compagno di selezione! Anche tu in ritardo!!!)
Comumque sia è tutto sotto controllo. L'innato senso d'orientamento ( e uno squillo di telefonino) darà le dritte occorrenti agli Orsi letargici e ritardatari (resterà il dubbio... eravamo in ritardo? O erano gli altri in anticipo?)


Di corsa al corso n°2!!


Puntiamo decisi a nord verso nuvole poco rassicuranti, e raggiungiamo la Val del Torre su cui calano le quinte nebbiose che danno un sapore di eroico alla giornata. Arriviamo al parcheggio vicino alla falesia e guardiamo perplessi (o scoraggiati?) verso il cielo: magari era meglio puntare verso la val Rosandra? Verso un pò di sole? Mah? Comunque si sa che la fortuna aiuta gli audaci.
E Fabrizio è già sul sentiero.


Arriviamo in breve al settore basso dei Ciclamini e ci dividiamo in gruppi con gli allievi del corso, da una parte c'è chi spiega lo sviluppo della cordata, dall'altra è tutto un battere di martelli e tintinnar di chiodi alla ricerca di qualche buona fessura dove piantarli per realizzare una sosta. E qualcuno ricorda le parole dell'anonimo saggio "L'importante è metterlo ben dentro".


Dopo qualche attimo di riorganizzazione la macchina del Corso, agli ordini di Claudia e Tano é pronta: in contemporanea c'è chi spiega come si sviluppa la cordata, chi cerca di capire come riconoscere una buona fessura per un chiodo, chi risale una corda con gli autobloccanti e chi la corda la usa doppia per scendere!
Nel mezzo c'è chi arrampica sulla roccia umida ( a tratti si può dire anche bagnata) ma nell'insieme mi stupisco, fin nell'intimo di quanto sappiamo organizzarci per bene!
Ad un certo punto appare il Signor Loi, accompagnato dalla Vigile Sabrina:

"Ma non dovevamo vederci alle 8 in piazza?"

"Alle 8.07 non c'era più nessuno in piazza!"

Di corsa al corso n°3!!


La giornata regge bene e la lezione prosegue al meglio con la giusta dose di humour friulano.
Le nuove leve si impegnano nelle manovre, mentre gli allievi degli anni scorsi tirano come dannati sulle vie libere.
Magari agli occhi di qualcuno una gestione simile non sarà molto professionale (ma noi professionisti non siamo), ma credo che in un ambiente divertente e rilassato, dove la parola allievo è quasi un cordiale soprannome, serva sicuramente lo scopo di trasmettere la passione per l'alpinismo e l'arrampicata.


Mara e Claudia sfidano la partenza bagnata di Mr X mettendone in dubbio la gradazione, interviene Giovanni che con i suoi due metri di gamba liquida il passaggio!


Si fa a turno in cima al primo masso per controllare le manovre in sosta degli allievi e Roberto cerca di entrare nel Guinnes dei Primati con il record di permanenza sul clap!
Record che pare piuttosto ambito visto che aspetta pazientemente l'avvicendarsi di sei allievi! Alla fine dovremo salire per tirarlo giù!

domenica 25 maggio 2008

Silenzio


Come spesso accade le nostre preghiere e le nostre speranze cadono nel silenzio e non vengono ascoltate.
Alcuni lo chiamano semplicemente destino.
Quando suona la tua campana non puoi far altro che alzarti e rispondere.
E' successo anche per Inaki Ochoa, spirato per una grave crisi polmonare tra le braccia di Ueli Steck, che aveva abbandonato il tentativo di una nuova via sull'Annapurna per portare aiuto allo spagnolo, in un'azione di soccorso che non ha precedenti in ambienti di alta quota.
Dopo 12 ottomila si ferma la rincorsa di un sogno anche per Inaki.
Qualcuno può pensare che sia inutile correre certi rischi.
Chi invece dentro di se sente quel richiamo verso l'alto e verso i suoi sogni, pensa solo che oggi ha perso un'amico. Anche se sconosciuto, un amico.