Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy
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domenica 21 marzo 2021

Cima di Mezzo

Un pò a causa della primavera, un pò a causa del periodo che viviamo, un pò a causa di Tigro che viene a reclamare la sua libertà ad ore antelucane, è da qualche giorno che la voglia di alzarmi presto la mattina, per andare a fare quello che mi piace, gioca a nascondino. Fondamentalmente credo di essere pigro nel profondo di me stesso. Anche se probabilmente è una scusa per bilanciare la voglia di far fatica, il desiderio di andare a cercare difficoltà inutili, di amare il rischio sottile. Una sorta di algoritmo psicologico per restare nella media. Calcoli. Calcoli che vanno all'aria all'improvviso appesa scivoli fuori dalle coperte. Appena sali in auto e punti verso il cuore, verso l'essenza della vita che ami.
E' con questo algoritmo che elaboro il messaggio di Nadia, a metà settimana., per il sabato:
"partenza alle 5.00, arrivo al Tolazzi alle 7.00, Marinelli alle 9.00, Cima di mezzo alle 11.30" 

martedì 25 febbraio 2020

Ari & Apu, Cavallo di Pontebba

D'inverno, più volte, scendendo dal Monte Cavallo, o dalla Torre Clampil, l'occhio scrutava curioso la lunga bastionata delle pareti nord. L'evidente e conosciuta linea della Schiavi è la Regina di questa parete. Relativamente facile, d'inverno acquista l'eleganza di una classica invernale. Poi, un pò più a destra, un'altra linea conquista l'attenzione degli occhi bramosi delle opportunità che la stagione bianca può offrire. Più volte ha chiesto attenzione, ma non andai mai oltre a leggere di lei sulla guida delle Carniche. 
Rimase li. Un progetto, tra i tanti in attesa.
Poi, come spesso accade nella vita, le cose si ripresentano d'improvviso, belle e fatte, ma non per questo meno intriganti. 
Grazie ad Alex Franco e Massimo Candolini la via Ermanno, salita da Ceccon e Domenis nel 1971 (IV+, III), rinasce nell'inverno più strano degli ultimi anni e viene ribattezzata Ari & Apu (M4, 70°).
Un veloce scambio di informazioni con Alex e poi, con Carlo, si parte.


giovedì 30 gennaio 2020

Mojstrovka d'inverno

Mille pensieri si rincorrono negli ultimi tempi, ed il fine settimana diventa un momento di fuga e di ricerca: a volta di se stessi, a volte della vita che riprende a scorrere nella maniera giusta, e che chiede di essere assecondata nel suo andare. Per questo il tempo di fissare con le parole i pensieri e le emozioni spesso non ho voglia di cercarlo. Poi invece scoppia d'improvviso il bisogno di farlo: ecco allora che il vecchio libretto dalla copertina di sughero riappare tra le mani, oppure si accende lo schermo e le dita scorrono la tastiera per fissare i ricordi di una giornata perfetta.
Si posso dire che era una giornata perfetta. 
Tersa, con un cielo limpido, il cui blu profondo diventa quasi nero al confronto con la neve che abbraccia la montagna.


domenica 5 gennaio 2020

Sul Monte Guarda...piani B invernali

Sbuffi di neve si alzano dalle creste e volteggiano nel cielo azzurro, per poi scivolare giù per il canale dell' Infrababa grande in un turbinio bianco, avvolgendo in un gelido e bagnato abbraccio chiunque si trovi sul suo percorso.


martedì 26 marzo 2019

L'inverno in un soffio

La stagione che amo di più, mi è scivolata addosso senza lasciare graffi, ne sulla pelle , ne nell'anima. Me ne accorgo senza rammarico, con il cuore e gli occhi che già immaginano la roccia che viene accarezzata dalle mani e dalla primavera.
In questi giorni in cui l'inverno muore, la bora gelida da nord mi avvolge mentre esco, quasi un ultimo tentativo di portarmi verso venature bianco azzurre che pian piano si ritirano verso l'alto, inesorabilmente arrese al sole sempre più forte sull'orizzonte.
Un inverno trascorso con esperienze nuove, tentativi finiti in vuote cavalcate e giornate grandi con amici sinceri.
Giornate leggere in cui vedevi germogliare il fiore bianco di una cristallina pazzia  nei compagni di cordata, giornate di grassa gioia mentre vedi gli amici avventurarsi dove meno te lo aspetti, e ti compiaci dei loro errori come esperienza utile a rafforzare la gioia.
Ma nonostante tutto, quest'inverno è volato via in un soffio, leggero.
Il profumo della roccia scaldata dal sole mi ha conquistato già da un po' durante questo inverno camuffato. 
Il desiderio delle mani che stringono le rughe del calcare e della dolomia mi ha pervaso lo spirito inquieto. 
Quell' inquietudine  che in fondo sa che, comunque il tempo scorre veloce, e presto si ripresenterà con quel desiderio di effimero.
Un effimero che saprà riconquistarmi e tormentarmi, quando verrà il momento dei larici dorati.


lunedì 3 dicembre 2018

Gartnerkofel, prove d'inverno

In quel mentre il ronzio, una sorta di tintinnio, diventò più distinto e, per non udirlo, cominciai a parlare anch'io, più che potevo, ma esso non si lasciò sopraffare e acquistò un carattere ben preciso, e dovetti riconoscere, infine, che esso non era nelle mie orecchie.
Come per l'anonimo protagonista del racconto di Poe, li sentivo, le sentivo. Ogni volta che passavo vicino alle casse dove riposano, in attesa del freddo inverno, si facevano sentire. Chiamavano, forse anche supplicavano. Si rivelavano per quello che erano. Pulsante materia fredda che reclamava la sua ragione di vita.
Venne dunque il tempo. 

lunedì 5 marzo 2018

Ghiaccio in Reintal

A volte capita di cadere in letargo, la voglia di scoprire o riscoprire vien meno, ci si adatta a quello che si conosce bene. Poi d'improvviso riesplode la voglia di conoscere, di vedere cosa c'è dietro l'angolo, e oltre ancora, coinvolgendo chi ti sta vicino, cercandone l'appoggio, la spinta decisiva.
"Andiamo? No, Andiamo!"
Rimandato un viaggio molto desiderato per i problemi di un amico, la voglia resta. La voglia di uscire dal solito, di riscoprire luoghi visitati anni fa, talmente tanti da non ricordare nulla, se non qualche nome. E cosi mi ritrovo a coinvolgere gli amici, che prontamente seguono. E per trovare aria nuova, alla fin fine, non serve molto, basta far qualche chilometro in più. Basta aver voglia di scoprire quello che raccontano le pagine di un libro.
Così ci si ritrova di buon ora al solito parcheggio,si caricano le auto e si parte, rompendo la routine che si era creata anche nel gruppo degli amici. Si parte alla volta di Riva di Tures per passare un fine settimana tra le verticalità effimere che offre la valle.

venerdì 16 febbraio 2018

Cogliendo l'attimo... Carpe Diem

Carpe Diem... 
Cogli l'attimo...
Cerchiamo di coglierlo questo attimo, assieme agli amici Orsi, in questa bellissima domenica soleggiata e fredda, approfittando del fatto che nel parcheggio in Val Visdende non c'è parcheggiata ancora nessuna auto!
Ci prepariamo in fretta e partiamo: si sa mai che arrivi gente! Per ora siamo i primi e già la cosa è super, visti i miei dubbi in auto, sulla possibilità che in una giornata così, la cascata sia super affollata!



giovedì 8 febbraio 2018

Quattro Orsi sulla Schiavi

"Se vado avanti così, ricorderò questa uscita per le orme nella neve!!!"
Penso questo, mentre con affanno e sguardo fisso, mi concentro nel posizionare bene le picche nella neve e inserire gli scarponi dentro le orme che salgono sul pendio verticale davanti al mio naso!
Ma quanta forza hanno???!!!
Si saranno mica drogati???!!!
Guardo in alto, seguendo lo scorrere della corda che mi lega a Luca, fermo ad aspettarmi una decina di metri sopra di me. Stefano e Roberto sono poco più in là, fermi anche loro, sorridenti!


martedì 6 febbraio 2018

Creta di Pricot, via Fausto Schiavi

L'idea di salirla ancora si riproponeva spesso negli anni, ma poi, come spesso accade, veniva accantonata per vari motivi. vuoi le condizioni, vuoi che avevo altri progetti, o semplicemente perche in quel momento non mi interessava.
Poi, d'improvviso, quindici anni dopo l'ultima volta che la salii, mi ritrovo con la giornata giusta, la condzione giusta e la voglia di salirla ancora una volta. Ricordi confusi risalgono improvvisamente in superficie, attimi di gioia lontani che piegano in un sorriso le labbra, mentre, chiudendo gli occhi, vedo scorrere le immagini di anni fa, con gli amici di sempre e con quelli che han preso altre strade.


giovedì 28 dicembre 2017

L'attesa

Mancava poco al Natale e l'attesa si insinuava come una lama tra le carni. 
Lentamente.
Non era doloroso, ne assomigliava ad un fastidio. Era una mancanza, un elemento che latitava nel novero delle emozioni che mi sono familiari. Che fanno parte di me. Un aspetto della mia vita che, periodicamente, lascia un vuoto da riempire. Un ciclo senza principio, senza fine.

domenica 25 giugno 2017

Presanella

Lasciato il Forte Pozzi Alti imbocchiamo il sentiero per il rifugio Denza. L'aria del bosco è satura d'umidità, una pioggia sottile penetra le fronde arrivando fino a noi, mentre echi lontani di temporale ci fanno affrettare il passo.
Il cielo è grigio sopra le cime, e un vento caldo soffia radente le rocce, sfiorando i rododendri in fiore, sfiorando il sentiero e i miei pensieri. Saliamo in Presanella per il modulo alta montagna del corso esame per istruttori di alpinismo. Questa volta, ancora con Roberto, siamo dall'altra parte della barricata, pochi anni fa salivo sentieri simili con la preoccupazione di affrontare un esame, oggi li salgo con la preoccupazione di riuscire a trasmettere le mie esperienze in maniera costruttiva ai futuri istruttori; mentre cammino mi immagino Fabrizio mentre pronuncia le parole del messaggio "Mi raccomando, siate più maestri che istruttori". Sorrido assieme al mio compagno: lo saremo.
In breve arriviamo al rifugio, subito riunione per l'indomani. Sarà una lunga giornata.


sabato 28 gennaio 2017

Juliana, Val Trenta

La strada si insinua sempre più profondamente nella valle, le pareti si fanno sempre più alte, mentre entriamo nel cuore delle Alpi Giulie. Il freddo punge, spinto dal vento, mentre entriamo in un inverno finalmente bianco.
Il piccolo paese di Trenta sonnecchia, quasi disabitato. 
Il vento porta tra gli alberi voci lontane, che si perdono tra i rami, prima di trovare nuovamente la via.

lunedì 23 gennaio 2017

Castello delle Nevere

La mole grandiosa della Torre Trieste si bilancia all'orizzonte con il massiccio Agner. L'uno di fronte all'altra, come due titani che si studiano prima della battaglia. Noi nel mezzo, resi ancora più piccoli dalle note silenziose dell'inverno.

lunedì 16 gennaio 2017

Cjanevate nord

Il buio ci avvolge nelle prime ore dell'Epifania, mentre saliamo verso la Cresta Verde. 
Il respiro si materializza davanti a noi, cristallizzandosi davanti agli occhi, nel fascio di luce della frontale.
Non sono i rossi bagliori dei falò che iniziano a rischiararci la via, sul sentiero gelido. Alle nostre spalle il sole si sta svegliando, mentre raggiungiamo il confine tra luce ed ombra. Il respiro della notte ci saluta.


sabato 31 dicembre 2016

Mangart, a nord

La strada era deserta, nel buio prima dell'alba. Arrivato davanti alla casa indicata, il Biondo spense il motore per non dare nell'occhio e stette silenziosamente in attesa. Dall'interno nessun segno di vita, mentre le dita tamburellavano nervose sul volante. I minuti passavano e non succedeva niente. Prese in mano il telefono e compose un numero, attese qualche secondo, finchè gli rispose la segreteria. 
Il tempo passava e lui non poteva permetterselo, gli baleno in testa l'idea di un malinteso: forse il Giovane aveva frainteso e lo stava aspettando al solito posto. Scosse la testa e avviò il motore. 
In breve fu al solito posto ma non c'era nessuno. Scosse ancora la testa e pigiò sull'acceleratore. Il Grande lo stava aspettando.

giovedì 8 dicembre 2016

A nord, sulla Mala Mojstrovka

Il passo Vrsic è ancora immerso nella luce blu del primo mattino, mentre il sole splende alto oltre la cima del Prisojnik, illuminando la nostra meta. Ci prepariamo in silenzio, controllando rapidamente il materiale e lasciando quello di troppo in auto.

giovedì 18 agosto 2016

Johannisberg, al cospetto del Re dei Tauri

Una sottile striscia di luce al di là delle Carniche ci fa ben sperare per la giornata che abbiamo davanti, ma una volta valicato il confine di Passo Monte Croce Carnico le nuvole si fanno più compatte davanti a noi. Di tanto in tanto qualche goccia bagna il parabrezza, mano a mano che ci avviciniamo alla meta la temperatura scende. Arriviamo al parcheggio del Franz Josef Hohe il clima è decisamente invernale. Ci prepariamo velocemente, organizzando già le cordate per l'indomani e partiamo. 

giovedì 30 giugno 2016

Aréte des Cosmiques

"Sulle cime più alte ci si rende conto che la neve, il cielo e l'oro hanno lo stesso valore"
Boris Vian

Triangle du Tacul, Goulotte Chéré

Notte prima degli esami serena. La via sarebbe stata una bella salita da fare. Il compagno, Mauro, uno di quelli di cui ci si fida subito, al primo sguardo. L'esaminatore, Roberto: due occhi vispi sotto un cespo grigio e sopra un gran sorriso. Con queste premesse, la giornata sarebbe stata sicuramente una gran bella giornata.