Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy
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domenica 21 marzo 2021

Cima di Mezzo

Un pò a causa della primavera, un pò a causa del periodo che viviamo, un pò a causa di Tigro che viene a reclamare la sua libertà ad ore antelucane, è da qualche giorno che la voglia di alzarmi presto la mattina, per andare a fare quello che mi piace, gioca a nascondino. Fondamentalmente credo di essere pigro nel profondo di me stesso. Anche se probabilmente è una scusa per bilanciare la voglia di far fatica, il desiderio di andare a cercare difficoltà inutili, di amare il rischio sottile. Una sorta di algoritmo psicologico per restare nella media. Calcoli. Calcoli che vanno all'aria all'improvviso appesa scivoli fuori dalle coperte. Appena sali in auto e punti verso il cuore, verso l'essenza della vita che ami.
E' con questo algoritmo che elaboro il messaggio di Nadia, a metà settimana., per il sabato:
"partenza alle 5.00, arrivo al Tolazzi alle 7.00, Marinelli alle 9.00, Cima di mezzo alle 11.30" 

giovedì 4 marzo 2021

Sentiero dell'acquedotto, salendo a Cima Valfredda

“I sentieri sono narrazioni su esseri umani che andavano a piedi. 
Hanno un inizio, un centro e una fine. Puntano in avanti, verso la meta, ma anche all’indietro, verso tutti coloro che li hanno percorsi prima di noi, fino alla persona che vi ha lasciato la prima orma." 
(Torbjørn Ekelund, autore del libro Storia del sentiero)

Il gorgoglio dell'acqua che scorre sotto i nostri piedi, ci dice che siamo sul sentiero giusto.


venerdì 19 febbraio 2021

Zouf di Muez...quando le motivazioni son più forti del freddo.

"No! No! No! Io non vengo!"
E' sabato mattina e Gabriele proprio non ne vuole sapere di alzarsi dal letto!
Certo, come ha detto Elena, con il freddo che fa,  oggi ci vuole proprio una forte motivazione!
Per me e Luca è non sprecare una giornata che, nonostante il gelido vento da nord-est, si preannuncia limpidissima! Il dubbio rimane se, la "piccola meta montana" scelta nella lista di Gabriele, sarà o non sarà riparata dalle forti raffiche di vento dalle vicine "sorelle maggiori".


domenica 24 gennaio 2021

Monte Mia, la nostra zona bianca

Il termometro a Stupizza segna -7, ma l'alito freddo che sale dal Natisone, mentre attraversiamo il ponte, sicuramente abbassa di molti gradi la colonnina di mercurio. Il tempo di scattare una foto senza guanti e le mani sono gelate! 


sabato 26 dicembre 2020

Da Baita Polo a Casera Palussa, lungo i sentieri di Giais

Ultimo fine settimana per poter andare per monti quest'anno!
Un nuovo lockdown ci terrà rinchiusi fino a dopo le festività e il meteo non è granché. Evitando di andare troppo lontano e in alto, propongo alle amiche la salita alla Cima Valfredda, già salita da me nove anni fa.


martedì 15 dicembre 2020

Una domenica a casera Palussa

Quest'anno va così, tra alti e bassi, tra stop e via libera.
Dopo tre settimane in "zona arancione" e belle giornate, senza poterci muovere dal proprio comune, il ritorno in quella "gialla" e alla ritrovata libertà di movimento, è preceduto da una consistente nevicata e da un fine settimana piovoso!  
Per fortuna questa domenica il meteo è super e, nonostante l'abbondante coltre di neve che ricopre le cime, troviamo una meta adatta a Gabriele, che so non essere molto nota. Casera Palussa l'avevo scoperta per caso, salendo alla casera di Giais molti anni fa e mi era rimasta impressa per la posizione defilata e panoramica. 


venerdì 13 novembre 2020

Creta di Bordaglia

Austera e candida, lei si specchia vanitosa nel lago Pera.
Come una dama bianca, si erge da un ondulato mare erboso e ammalia lo sguardo di chi, come noi oggi, risale il lungo vallone di Sissanis e si affaccia oltre la sella. 


lunedì 12 ottobre 2020

Navagiust e Quota Pascoli, tra ricordi e nuovi amici.

Il rumore delle acque del torrente Degano ci accompagna verso la stretta di Fleons. 
Oggi c'è parecchia gente che sale a Bordaglia, forse perché domani è previsto che "general inverno" venga a imbiancare prepotentemente il mondo colorato che ci circonda. 


venerdì 2 ottobre 2020

Cullar, neve d'autunno

Le scroscianti acque del rio Muela ci accompagnano, mentre percorriamo la sterrata che da Dierico porta al bivio del Crist dal Pic. Di pioggia ne è caduta parecchia negli ultimi giorni, gonfiando i ruscelli e inzuppando il terreno. 


martedì 29 settembre 2020

Terza Grande

Le ultime curve della strada, prima del parcheggio, ci portano nel cuore delle ferite inferte da Vaia. Una landa piena di scheletri ci circonda mentre ci incamminiamo lungo la strada che sale a Casera Mimoias. Il sole, basso nell'orizzonte del mattino, mette in risalto i sopravvissuti di quella lunga notte, ancor più fieri nel loro protrarsi verso il cielo.


lunedì 7 settembre 2020

Baba Grande...raggiunta!

L'auto di Lamberto corre senza indugio lungo la tortuosa strada che da Coritis porta verso il parcheggio di casera Coot. Oggi è lui il nostro autista, affiancato dalla cara Laura, che inutilmente "frena" quando lui non lo fa. Parcheggiata l'auto, casera Coot ci accoglie silenziosa all'ombra delle Babe; passiamo oltre e risaliamo verso quel puntino rosso posto alla base del Torrione Mulaz, che già mi aveva vista arrancare i primi giorni di gennaio! 


sabato 29 agosto 2020

Sentiero Zandonella, Spalla del Duranno

Dalla pianura ha una visuale privilegiata: appena ti avvicini a "l'aghe" lui fa capolino, ricordandoti la sua presenza. Isolato e possente, col caratteristico becco. 

E' lui, il Duranno.

Per me ha sempre significato solitudine e ambiente selvaggio.

Quando abbandoni Erto e ti inoltri lungo la Val Zemola senti che non sono luoghi normali. Saà l'abisso che percepisci oltre il bordo della strada, sarà la fatica umana di cui sono intrise le pietre di Cava Buscada, ma niente come il Duranno, assieme alla gioia di essere al suo cospetto, ti infonde un timore reverenziale.

Un cielo scuro e lattiginoso chiude il cielo sopra Casera Mela, mentre imbocchiamo il sentiero che sale al rifugio Maniago. A tratti si indovinano le crode che fanno da contorno alla valle, ma forse sono solo effimeri miraggi che vogliono prendersi gioco di noi.


domenica 23 agosto 2020

Dalla Ferrata Italiana alle Cime Verdi, tra Stelle Alpine e solitudine

Voci e rumori giungono attutiti dalla posizione privilegiata in cui ci troviamo. Osserviamo dall'alto della  dorsale delle Cime Verdi le persone che si aggirano lungo l'altopiano, alla base del cupolone del Mangart. 

giovedì 13 agosto 2020

Castrein, terminando l'Anita Goitan

"Ma poi, il sentiero si allarga, vero?"

Il sorriso imbarazzato di Silvia precede la sua risposta negativa. Lei, che quassù c'è già stata con Diana un paio di anni fa, ricorda bene questo tracciato, la tensione durante la salita, la preoccupazione per l'amica. Le stesse emozioni che provo oggi io, più per me stessa che per le due amiche che mi accompagnano: come me sono concentrate a dove mettere i piedi, ma più tranquille della sottoscritta!

mercoledì 12 agosto 2020

Anita Goitan, l'unione fa la forza

Ci sono percorsi che rimangono in lista per molti anni.

L'Anita Goitan era uno di questi. Sarà che il dislivello da fare era consistente e meritava allenamento. Sarà che proprio non ci andava di pernottare al rifugio Corsi. Come la salita al Jof Fuart, era una chimera, un desiderio nel cassetto...

martedì 4 agosto 2020

Ago di Villaco, spigolo sud

Dell'ultima volta che salii su quella che, per me, è la guglia più bella delle Alpi Giulie ricordo il freddo, un grande momento di gioia e uno di piacere. 
Era l'alba del 6 gennaio del 2000 e la temperatura era di molto sotto lo zero. Uscii dal bivacco invernale del Corsi avvolto in una coperta, con la tazza del te in mano, facendo attenzione a non scivolare sul ghiaccio. Mi pareva che il freddo mi rallentasse il pensiero.
Rientrai posando la tazza vuota vicino al fornelletto e mi rintanai nel sacco a pelo: dagli altri sacchi delle voci confuse chiesero qualcosa che non capii. Risposi che il sole sarebbe arrivato tardi ed era meglio aspettare per muoverci: un silenzioso assenso si diffuse come il profumo del tè. Il freddo era pungente e mi rintanai ancor di più nel caldo abbraccio del sacco.
Questo era un grande momento di gioia.
Un paio d'ore più tardi il tè nel pentolino era freddo e con una piccola crosticina gelata: mentre riprendeva vigore il bollore, sbucammo fuori dal bivacco e l'Ago era splendido: nella luce fredda di metà mattina, che donava una solenne maestosità alle sue rocce ammantate d'ermellino, aveva un aspetto magico.
Dopo aver fatto colazione, sistemammo le nostre cose e risalimmo all'attacco della Klug Stagl. 
Le scarpette rimasero negli zaini alla base, in una truna scavata nel pendio di neve che inghiottiva il sentiero estivo. 
Salimmo con gli scafi ai piedi. La fessura fu meno faticosa del solito, intasata di neve, si fece salire rapidamente dalle punte dei ramponi, le picche non erano ancora pensate per il misto moderno ed erano d'impaccio anche per scavare gli appigli per le mani guantate. Uscimmo sulla cengia coperta di neve: da li in poi la roccia era abbastanza pulita ed arrivammo velocemente in cima. 
Ricordo che sembrava un piccolo Cerro Torre.
E questo era un grande momento di piacere.
L'esile cima incrostata di neve e ghiaccio era qualcosa di incantato: racchiudeva sogni e speranze, propri di giorni grandi ai nostri occhi di allora. La mente viaggiava verso progetti lontani e, nonostante il freddo, ci passammo quasi un paio d'ore, tra foto e vin brulè che ribolliva senza fine sul fornelletto .


giovedì 30 luglio 2020

Jof Fuart, navigando tra le nuvole

Rumore di passi affrettati ci giungono dall'esterno, destandoci dal torpore del sonno.
Il leggero chiarore che filtra dal telo della tenda ci annuncia che l'alba è vicina e il figlio del gestore di Malga Grantagar è già all'opera. Ci aveva avvertito la sera prima, che alle 5:30 sarebbe passato lì davanti con i bidoni del latte. Apriamo la tenda e la visione delle cime che ci circondano, rischiarate dalla luce del nuovo giorno, ci regalano un silenzioso e bucolico buongiorno.


domenica 19 luglio 2020

Da un gioco al monte Cregnedul

A volte basta poco per rallegrare la giornata delle persone.
E forse Laura non si sarebbe mai aspettata che, un gioco "inventato" su Facebook durante le lunghe giornate del lock down, avesse con noi un simile successo.


lunedì 22 giugno 2020

Pala Verde di Val di Collina

Era una cima senza nome: gliene abbiamo dato uno noi, dopo averla salita.
Da tempo mi "chiamava", facendosi notare, quando da Timau salivo al Passo di Monte Croce Carnico. Verde d'estate, bianca d'inverno, la sua forma allungata spiccava solitaria sopra le Placche di Val di Collina e ogni volta la guardavo, promettendole un giorno di salirla. 



domenica 14 giugno 2020

Ritorno al Cuel de la Bareta

Nel novembre 2008 percorrevo con Luca e Indy il bellissimo e selvaggio tracciato del sentiero CAI 620 da Patocco al Cuel de la Bareta. Percorso rimastomi impresso per l'alternanza degli ambienti percorsi, per la solitudine, per le atmosfere che quel giorno ci circondavano. 
Una meta dove volevo tornare e che Barbara aveva messo nella sua lista: ottima occasione per l'uscita di questo sabato!