Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

venerdì 16 febbraio 2018

Cogliendo l'attimo... Carpe Diem

Carpe Diem... 
Cogli l'attimo...
Cerchiamo di coglierlo questo attimo, assieme agli amici Orsi, in questa bellissima domenica soleggiata e fredda, approfittando del fatto che nel parcheggio in Val Visdende non c'è parcheggiata ancora nessuna auto!
Ci prepariamo in fretta e partiamo: si sa mai che arrivi gente! Per ora siamo i primi e già la cosa è super, visti i miei dubbi in auto, sulla possibilità che in una giornata così, la cascata sia super affollata!



giovedì 8 febbraio 2018

Quattro Orsi sulla Schiavi

"Se vado avanti così, ricorderò questa uscita per le orme nella neve!!!"
Penso questo, mentre con affanno e sguardo fisso, mi concentro nel posizionare bene le picche nella neve e inserire gli scarponi dentro le orme che salgono sul pendio verticale davanti al mio naso!
Ma quanta forza hanno???!!!
Si saranno mica drogati???!!!
Guardo in alto, seguendo lo scorrere della corda che mi lega a Luca, fermo ad aspettarmi una decina di metri sopra di me. Stefano e Roberto sono poco più in là, fermi anche loro, sorridenti!


martedì 6 febbraio 2018

Creta di Pricot, via Fausto Schiavi

L'idea di salirla ancora si riproponeva spesso negli anni, ma poi, come spesso accade, veniva accantonata per vari motivi. vuoi le condizioni, vuoi che avevo altri progetti, o semplicemente perche in quel momento non mi interessava.
Poi, d'improvviso, quindici anni dopo l'ultima volta che la salii, mi ritrovo con la giornata giusta, la condzione giusta e la voglia di salirla ancora una volta. Ricordi confusi risalgono improvvisamente in superficie, attimi di gioia lontani che piegano in un sorriso le labbra, mentre, chiudendo gli occhi, vedo scorrere le immagini di anni fa, con gli amici di sempre e con quelli che han preso altre strade.


giovedì 28 dicembre 2017

L'attesa

Mancava poco al Natale e l'attesa si insinuava come una lama tra le carni. 
Lentamente.
Non era doloroso, ne assomigliava ad un fastidio. Era una mancanza, un elemento che latitava nel novero delle emozioni che mi sono familiari. Che fanno parte di me. Un aspetto della mia vita che, periodicamente, lascia un vuoto da riempire. Un ciclo senza principio, senza fine.