Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

venerdì 14 dicembre 2018

Draghi e cacciatori verso il monte San Lorenzo

"Nel bosco del Ban non si poteva entrare: un Signore (un Soffumbergo? un patriarca di Aquileia? un Provveditore della Serenissima?) aveva, su una pietra, scolpito un segno che bandiva il bosco, riservandolo per sé. La comunità non vi poteva accedere per tagliare la legna o pascolare. Poi, un'altro potente, il Signore della Modernità, aveva allontanato tutti gli uomini da tutti i boschi della montagna.
Ora, queste terre dell'abbandono, proprio per la loro marginalità, esclusione e ritardo, hanno preservato ciò che altrove è scomparso; costituiscono di nuovo un bene, non più escluso ai più, ma aperto a esperienze di paesaggi naturali e insieme di memoria e identità.
Una rete restaurata di sentieri consente di recuperare i legami con la natura e di leggere le tracce di culture precedenti e diverse...."



venerdì 7 dicembre 2018

Tripletta ai piedi dell'Amariana: M. Cjastel Grant, Puselie, Chiastelut

Uno sguardo al pendio boscato e il nostro piano A fallisce miseramente dopo pochi metri di cammino. Quello che sembrava essere un sentiero, dopo la canaletta di scolo dell'ultimo tornante per la Forca del Cristo, sparisce nel nulla, nel ripido bosco ricoperto di foglie. L'idea di ravanare alla cieca, seguendo la traccia che anche il fedele Oruxmaps riporta, non ci va a genio. Una seconda traccia partirebbe dal terzultimo tornante ma abbiamo tempi "strettini": un veloce controllo inconcludente pure a quello e decidiamo che non ci va di sprecare la bella giornata alla ricerca di vecchi sentieri, con il rischio di non arrivare ad una meta. 
Urge un velocissimo Piano B!!!


(Foto tratta dal libro "Da 200 a 2000 metri con il Cai di Tolmezzo", Andrea Moro Editore) 

lunedì 3 dicembre 2018

Gartnerkofel, prove d'inverno

In quel mentre il ronzio, una sorta di tintinnio, diventò più distinto e, per non udirlo, cominciai a parlare anch'io, più che potevo, ma esso non si lasciò sopraffare e acquistò un carattere ben preciso, e dovetti riconoscere, infine, che esso non era nelle mie orecchie.
Come per l'anonimo protagonista del racconto di Poe, li sentivo, le sentivo. Ogni volta che passavo vicino alle casse dove riposano, in attesa del freddo inverno, si facevano sentire. Chiamavano, forse anche supplicavano. Si rivelavano per quello che erano. Pulsante materia fredda che reclamava la sua ragione di vita.
Venne dunque il tempo. 

Lungo il Sentiero dei Soldati alla Testa di Malborghetto

Sentiero dei Soldati / Soldatenweg
Interessante tracciato che collega il centro di Malborghetto con il Forte Hensel passando per il punto panoramico della Testa di Malborghetto / Buchkopf a 1260m s.l.m. , sito di interesse storico ove si trovano i resti dell'osservatorio di destra del Forte Hensel. Le rovine dei manufatti bellici e gli appaganti scorci panoramici, che consentono di ammirare le cime delle Giulie dalle quali l'esercito italiano bombardava la valle, ne fanno decisamente una meta suggestiva. Il sentiero, voluto e ideato dal Comune di Malborghetto-Valbruna, si configura come uno straordinario trekking nella natura, indubbiamente indimenticabile per l'occasione, unica, di camminare sui passi percorsi oltre 100 anni fa dai soldati, uomini e ragazzi che, con ogni avversità climatica, si inerpicarono e vissero abbarbicati su questi monti per difendere con cieco entusiasmo gli ideali del loro Impero.
(Testo tratto dal volantino del Forte Hensel)


Al Forte Hensel c'eravamo stati ad agosto con Gabriele. 
Fu in quell'occasione che notai il cartello per il "Buchkopf"...l'osservatorio in cima alla Testa di Malborghetto. Incuriosita feci alcune ricerche ma, a parte una descrizione dell'itinerario sul sito di "Il Tarvisiano", non trovai foto della cima per saziare la mia curiosità!