Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

giovedì 19 settembre 2019

Verticalmente in su...sulla Farina del Diavolo

Una nuova ferrata in Carnia!
La voce sulla sua costruzione c'era giunta mesi fa: il posto si conosceva, ma dalla strada non si scorgeva nulla. Eppure là, dove la cascata Radime si getta giù dall'altopiano di Lauco solo nelle giornate piovose, le guide di In Mont lavoravano già da un po' alla famigerata "Farina del Diavolo".


domenica 15 settembre 2019

Balo del Chiadin

"Vertical Chiadin".
Il cartello sulla strada avrebbe dovuto metterci in guardia.
Ne cogliamo il senso solo percorrendo il sentiero 168 che, inizialmente tranquillo, sale poi con andamento ripido e super ripido costante, facendoci avanzare sbuffando all'ombra del bosco. 


lunedì 9 settembre 2019

Via Tedesca al Grande Nabois

Per anni l'ho guardato dal fondovalle: la sua mole imponente svettava come sentinella a guardia del castello dello Jof Fuart. Immancabilmente, ad ogni stagione, con ogni tempo, mi rapiva la vista passando lungo la statale, prima di alzare lo sguardo verso le cime più alte, alle sue spalle. Molte volte son salito lungo i suoi fianchi, per raggiungere quelle cime che sembra voler difendere dall'assalto di piccoli conquistatori. Molte volte l'ho snobbato, rimandandone la salita ad altre occasioni. Poi, guardandolo dall'alto perdeva significato, restando un punto bianco nella mappa delle mie montagne.


martedì 3 settembre 2019

Silenzioso Frate

Silenzio.
Il respiro affannato e i nostri passi sul sentiero, sono il solo rumore che ci circonda. 
Una leggera brezza smuove le foglie, rinfresca la fronte, ma tutto è muto in questo bosco di faggi.


venerdì 30 agosto 2019

Zottachkopf? No, Cima di Lanza

La Creta di Aip sembra un vulcano in eruzione...
Le nuvole che inizialmente l'avvolgevano, si sono fermate sul suo lato nord, creando quella che appare come un'enorme fumata bianca.


venerdì 23 agosto 2019

Creton di Culzei, lungo i 50

Il sole che sorge come una palla di fuoco sembra presagire una giornata certa e serena. Gli scarponi passano silenziosi l'uscio, entrando nella riga definita del sentiero. Bagnati, dalle gocce del mattino, che si lasciano cadere al passare ancora silenzioso degli amici. Pian piano cala la tensione e si alzano un pò le voci. Serene e scherzose. 

domenica 18 agosto 2019

Monfredda

Una Madonnina, un panorama e un nome: Monfredda.
Dopo aver visto la foto postata tempo fa su Facebook, giovedì inizio a cercare freneticamente informazioni su questo "misterioso" piccolo monte posto sopra l'abitato di Feltrone. A parte un sentiero Cai che risale verso gli Stavoli Nolia, sulla cartina non c'è che una traccia nera, che s'interrompe però lungo la sua dorsale. Mi pento di non aver chiesto prima maggiori delucidazioni all'autore della foto, ma ormai è tardi: domani andremo a vedere di persona!



mercoledì 14 agosto 2019

Piani B...Monte Chiadin ovest

Barbara non può venire!
Quando la meta è già decisa, cambiare improvvisamente programma la sera prima mi crea non pochi patemi!
Le cime in lista sono tante, ma con le temperature previste per l'indomani o sono troppo lunghe o sono troppo basse! La tentazione di tirare pacco pure io inizia a farsi avanti, mentre scruto la cartina con i giri fatti evidenziati, alla ricerca di qualche meta che sia abbastanza alta ma non eccessivamente lunga. Ed è così che l'occhio cade su una cima più volte messa in lista mentalmente ma non sulla carta! E si che ogni volta che passavo per Forni Avoltri, alzando lo sguardo dicevo: "un giorno pure tu!"!!! Una rapida ricerca sul web per i dettagli sull'itinerario e il piano B è servito! Si va sulla cima ovest del Monte Chiadin!


lunedì 12 agosto 2019

Teplizer Spitze

A volte una salita ci affascina per la sua storia, per le vicende che ruotano attorno ai suoi autori, al contesto storico in cui è stata realizzata. A volte è la linea di salita che ci avvince e che si fa desiderare, spigoli arditi o immensi mari di roccia. Altre volte ancora è un colpo di fulmine, un colpo d'occhio improvviso che ti fa pensare "devo salirla!". Il come e il quando non importa.
Questo innamoramento si perde negli anni giovanili, quando salii alla Karlsbaderhutte per fare la ferrata della Grosse Sandspitze: ricordo questa silhouette che mi rapì lo sguardo. Le mie richieste furono liquidate sommariamente con un "Mah, non so. Credo sia roba da arrampicare", e finì nell'oblio.
Riemerse in tutta la sua eleganza un paio di anni fa, quando salii con Nadia di nuovo in quel circo di cime fantastico: quella volta fu il meteo a non concederci di salirla.

giovedì 1 agosto 2019

Ritorno al Jouf

L'umidità del sottobosco, bagnato da recenti piogge, ci fa sudare mentre c'incamminiamo lungo la sterrata che, da forcella di Pala Barzana, sale verso malga Jouf.


lunedì 29 luglio 2019

Crete di Chiampizulon

L'aria del mattino ai Piani di Vas ha già il vago profumo della pioggia. Il sottobosco, umido dalle piogge della sera, sembra volerci ricordare che il sereno potrebbe essere passeggero, ma siamo presto ed il giro scelto non è lungo, anche se non banale.

giovedì 25 luglio 2019

Gartnerkofel, Pilastro Sud-Ovest

Prologo
Venerdì mattina, da qualche parte, nel silenzio del letto, subito dopo la sveglia ed il buon giorno, una voce roca e decisa: "con l'instabilità che mettono domani non mi va di andare a fare una via lunga".
Da un altra parte, subito dopo la sveglia ed il buon giorno, dopo una voce roca e decisa, sale l'eco distorto e svampito di una voce che cerca di dar corpo al pensiero di una mente ancora aggrappata al cuscino, nella penombra di un giorno che inizia: "eh? Bon bon no sai, viodin, larin di un atre bande. Bundi"

domenica 21 luglio 2019

Tra magici boschi e verdi prati... Gozman

"Passo di Lanza chiuso"!
Il cartello rosso sulla strada ci coglie momentaneamente impreparati: certo è mercoledì, e forse fervono ancora lavori di manutenzione dopo la tempesta Vaia, ma eravamo convinti che l'avremmo trovato aperto dal lato di Pontebba. 
Okay, urge piano B! L'ora è già tarda e dopo un veloce consulto della cartina, puntiamo l'auto in direzione Ugovizza e la val Uqua. Valutate le tempistiche, decidiamo di salire verso Sella Pleccia e la piccola chiesetta della Madonna della Neve. Dopo un primo tratto su sterrato, un piccolo cartello ci indica la via in salita, in mezzo al bosco.


venerdì 19 luglio 2019

Trogkofel...Via Steinbeiser

Ho sempre pensato che il numero ideale in montagna sia il due, se poi vogliamo la perfezione si potrebbe scendere a uno, ma questo di tanto in tanto, non sempre. Perché alla fine condividere un'emozione con un'altra persona è più bello. Si possono sommare le emozioni che viviamo in prima persona a quelle che prova il nostro compagno di cordata. Poi, se si è fortunati, l'egoismo proprio dell'alpinista lo possiamo condividere con chi è parte della nostra vita, della nostra mente e del nostro cuore. Poi, ancora,  a volte, si sente il bisogno di allargare questo piccolo mondo, per poter vedere i sorrisi di più persone innamorate della stessa cosa.


lunedì 8 luglio 2019

Spallone del Ciareido

Dopo moltissimi anni torno in Marmarole, complice un post di Nicola su Facebook, a riguardo dell'uscita di fine corso della sua Scuola. 
Un ambiente solare e grandioso, di ampio respiro. Scavando nella memoria ho solo il ricordo di una giornata in cui grandi nuvole si rincorrevano nel cielo, minacciando temporali (che poi arrivarono) già nel mattino. Il gestore del rifugio ci disse, pacifico,  che il tempo avrebbe tenuto e che eravamo giovani e veloci. Aveva avuto ragione, oppure noi fortuna! Tant'è che poco meno di trent'anni fa, con Massimo e Marco, salii la Torre dei Sabbioni per la normale, con conoscenze alpinistiche scarse e tanta voglia di fare. Andammo di corsa, la corda la portammo a spasso, mentre nell'aria frizzava il profumo del temporale, che arrivò poco prima di mezzogiorno, ma noi eravamo giù al bancone del rifugio. Fuori la tempesta.


Niente a vedere con la giornata odierna: l'aria tersa ci fa toccare le pareti con lo sguardo, una vista invitante sotto un cielo azzurro. Zaino e corde in spalla, ci dirigiamo verso il rifugio Ciareido, dove ci intratteniamo con il gestore che, molto gentilmente, ci spiega tutto quello che c'è da sapere sulle pareti.


Per questa seconda "prima volta" andiamo sul tranquillo, scegliendo di salire lo Spallone del Ciareido lungo la linea di Eugenio Cipriani.
Il sentiero ci porta comodamente ai ripidi verdi che salgono alla parete sud-est. L'attacco è a sinistra dell'evidente camino che taglia di netto la parete, ben individuato da un segno rosso e da due cordini.
Vestiti gli imbraghi e legati, parto per il primo tiro, facile su roccia buona, anche se con qualche detrito. Recuperata Nadia alla prima sosta, su di una comoda cengia, inizia la perte divertente della salita.







La roccia è salda e molto articolata, e permette un'arrampicata fluida e molto divertente. Spesso mi accorgo che il piacere di salire mi fa dimenticare di mettere qualche protezione. Nadia non se ne lamenta in sosta e quindi proseguiamo veloci, godendoci la salita in maniera esclusiva, nessuno sulle pareti. Di tanto in tanto ci giungono voci di escursionisti dal sentiero che collega il rifugio Ciareido al rifugio Baion, ma sono echi lontani e ci lasciano nella nostra spensierata e piacevole solitudine.










Sul far del mezzogiorno la via è salita e non ci resta che scendere in doppia alla base. Qualche pensiero, dovuto alla conformazione della roccia, mi preoccupa mentre ritiro le corde, ma scendiamo senza inghippi fino alla base, dove i prati invasi pacificamente dalle fioriture ci accompagnano nuovamente al rifugio.
Seduti comodamente a godere del panorama ci lasciamo viziare un pò dalla cucina del rifugio, mentre il sole e l'aria fresca ci coccolano.






domenica 30 giugno 2019

Silenzi e panorami al bivacco Luca Vuerich

Avevi occhi e sorriso sinceri.
Il tuo viso mi dice questo, mentre guardo la foto appesa al sottotetto del bivacco che porta il tuo nome. 



domenica 16 giugno 2019

Sulle ferrate del Ra Pegna, Ra Bujela e Col dei Bos

Quest'anno il corso MF1 (movimento in ferrata) si è svolto in zona passo Falzarego. Le belle giornate e la quasi totale assenza di persone sulle ferrate scelte han fatto sì che ce la prendessimo comoda e gli allievi si divertissero. 


lunedì 13 maggio 2019

Tra i silenzi del Ciaurlec: anello di casera Sinich

Maggio è tutto un susseguirsi di instabilità meteorologiche e mercoledì purtroppo non è da meno.
L'iniziale idea di andare ad arrampicare a Trieste viene scartata e per non buttare proprio un altro mercoledì, decidiamo di sfidare il meteo con una camminata. Cogliamo così l'occasione di fare un giro ad anello suggeritomi dall'amico Sylvain e, raggiunto Travesio, saliamo oltre la borgata di Praforte, parcheggiando presso il divieto di transito che porta al Col della Siera. Il cielo sopra di noi è grigio, ma sembra "reggere" mentre ci inoltriamo lungo la sterrata, circondati dal cinguettare di numerosi uccelli.



mercoledì 24 aprile 2019

Da Casso verso la solitudine

Sul finire dello scorso autunno, per la prima volta, andai alla falesia di Casso, innamorandomene. La giornata fredda e nebbiosa, le pareti che si alzavano a ridosso degli alberi spogli, uscendo da leggere brume, davano alla giornata le sfumature romantiche ricercate dai viaggiatori ottocenteschi, la natura e la sublime solitudine. Sotto di noi, facendosi strada tra le nebbie, scendeva la valle del Piave, portando gli echi della vita che scorreva lungo le sue sponde.
Qualche tempo dopo, lessi sulla rivista del CAI di un percorso in luoghi solitari, che seguiva quelle stesse balze rocciose, un anello il cui principio e fine si trovava tra le vie strette di Casso, abbarbiccato alle falde del Monte Borgà. La curiosità mi prese e mi ripromisi di percorrere quei passi. Poi, i soliti mille pensieri e progetti relegarono i pensieri curiosi da qualche parte a prendere polvere, finchè pochi giorni fa fu Nadia a rispolverare l'interesse per quelle tracce.


lunedì 8 aprile 2019

Tra le nebbie dello Jouf di Maniago

Barbara finalmente decide di varcare il "confine Tagliamento" e visitare un po' dei monti a ovest!
Dopo aver acquistato la cartina Tabacco 28 e essersi accorta che "di là" ho girato quasi tutta la zona che si affaccia sulla pianura, inizia timidamente a propormi uscite a cui acconsento, pur di salire per vie che non ho già percorso. E' così che ci accordiamo di salire sul Jouf di Maniago da "ovest", parte che mi manca, avendolo già salito precedentemente altre due volte, ma sempre da est. Fissato per sabato il ritrovo a San Daniele, puntiamo verso Maniago e parcheggiamo in via del Castello, poco prima del divieto di transito posto sulla strada che appunto, porta alle rovine del castello. 

martedì 2 aprile 2019

Assieme, su Cima Tulsti

Gabriele ce la farà?
Mi chiedo questo, quando Barbara ci propone per sabato la Cima Tulsti in Val Resia.
Deciso che al massimo, se sarà stanco, ci fermiamo tutti a Sella Sagata, ci accordiamo per l'orario di partenza e l'indomani raggiungiamo Prato di Resia, dove parcheggiamo dietro la chiesa. Oggi assieme a noi ci sono anche Luca, Silvia e Renato: conto su questi ultimi due, entrambi nella "simpaty list" di Gabriele, per "alleggerirgli" il dislivello chiacchierando. 


lunedì 1 aprile 2019

Un mercoledì sul Col Maior

L'anello del Col Maior era nella lista di Gabriele, ma complice il fatto che con noi c'è Elena in "dolce attesa", mercoledì decidiamo di fare assieme una "pregita". 
Raggiunto Navarons, ne percorriamo le anguste viette e seguiamo le indicazioni per Clausina, parcheggiando subito dopo le ultime case di Navarons. 


martedì 26 marzo 2019

L'inverno in un soffio

La stagione che amo di più, mi è scivolata addosso senza lasciare graffi, ne sulla pelle , ne nell'anima. Me ne accorgo senza rammarico, con il cuore e gli occhi che già immaginano la roccia che viene accarezzata dalle mani e dalla primavera.
In questi giorni in cui l'inverno muore, la bora gelida da nord mi avvolge mentre esco, quasi un ultimo tentativo di portarmi verso venature bianco azzurre che pian piano si ritirano verso l'alto, inesorabilmente arrese al sole sempre più forte sull'orizzonte.
Un inverno trascorso con esperienze nuove, tentativi finiti in vuote cavalcate e giornate grandi con amici sinceri.
Giornate leggere in cui vedevi germogliare il fiore bianco di una cristallina pazzia  nei compagni di cordata, giornate di grassa gioia mentre vedi gli amici avventurarsi dove meno te lo aspetti, e ti compiaci dei loro errori come esperienza utile a rafforzare la gioia.
Ma nonostante tutto, quest'inverno è volato via in un soffio, leggero.
Il profumo della roccia scaldata dal sole mi ha conquistato già da un po' durante questo inverno camuffato. 
Il desiderio delle mani che stringono le rughe del calcare e della dolomia mi ha pervaso lo spirito inquieto. 
Quell' inquietudine  che in fondo sa che, comunque il tempo scorre veloce, e presto si ripresenterà con quel desiderio di effimero.
Un effimero che saprà riconquistarmi e tormentarmi, quando verrà il momento dei larici dorati.


lunedì 25 marzo 2019

Zisilin, Cripia e Namlen

Sul Zisilin c'ero già stata tanti anni fa e... non mi era piaciuto!
Sarà perché il sentiero del rio Gorgons versava in pessime condizioni, perché la cima era tutta boscosa o perché non avevamo neppure potuto suonare la campana perché sopra c'era un grosso nido di vespe!
Fatto sta che l'avevo messo categoricamente nel dimenticatoio fino a quando, qualche settimana fa,  ne ho rivisto la grande croce dal castello di Cergneu!