Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy
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lunedì 10 novembre 2014

Aspettando l'inverno

Le nevicate e il freddo della settimana prima avevano stuzzicato la fantasia, stimolato l'appetito. Voci di amici che parlavano di pareti cristallizzate a nord, verglas e neve che scricchiola sotto gli scarponi
Pensieri volti a reglette impiastrate di ghiaccio, fessure chiuse da bianche cicatrici. Roccia fredda e raggi di sole da godere una volta usciti in cima.
Durante la settimana le webcam che spiano le montagne davano segnali bene auguranti, solleticando la fantasia, facendo venire l'acquolina in bocca per un antipasto d'inverno.
Domenica si parte presto. Spesso l'auto segnala pericolo di ghiaccio e ogni volta sorridiamo, il sole manda i primi raggi a illuminare la notte che muore davanti a noi. La strada si fa buia mentre saliamo verso Cason di Lanza, il bosco pare non volersi arrendere alla luce del giorno, passiamo oltre Casera Ramaz e inizia a far capolino il nostro desiderio. 
Grigio e bianco sotto toni intensi di azzurro.
Sembra quasi di sentire le sirene di Ulisse.
Saliamo ancora verso il passo e mi accorgo che sono veramente le sirene di Ulisse. I nostri desideri naufragano contro i grigi scogli della nord dello Zermula. Piccole lacrime di neve punteggiano la parete, quasi dispiaciute per averci attirato e illuso.
Ma l'alpinista è volubile, abbandona vecchi progetti per nuovi orizzonti e cosi, più di tanto non ce la prendiamo. D'altro canto siamo appena alla metà di questo autunno.
Ci godiamo i colori del bosco scendendo verso Pontebba. Picche e ramponi ci sono, ghiaccio no. E allora andremo a spaccar pietre. Chiaulis stiamo arrivando.

giovedì 15 dicembre 2011

Chiaulis

Domenica scorsa partenza comoda con destinazione Verzegnis. Una giornata tranquilla con Raffaele e Stefano per iniziare ad usare le picche a... secco! Fin tanto che il ghiaccio non viene a farsi massacrare un pò!
Giornata tranquilla e piacevole, sopratutto per l'entusiasmo dei miei due compagni, alla prima esperienza di drytooling: una soddisfazione nella soddisfazione vedere la gioia negli occhi di un amico quando gli apri le porte che portano a nuove esperienze!

domenica 21 novembre 2010

Chiaulis: dry umido

"Solo noi? Gli altri?" "Letargo?" Sotto un cielo che dà qualche speranza parto assieme a Roberto alla volta di Chiaulis per una giornata di roccia e piccozze. Dopo un fine settimana ad Arco facciamo uscire dal letargo le piccozze e, fintanto che ghiaccio non c'è, facciamo mordere loro  un pò di conglomerato.
Lasciata l'auto nei pressi del Municipio di Verzegnis, ci prepariamo e imbocchiamo la stradina che, in discesa porta alla falesia di drytooling attrezzata dagli amici delle Guide Inmont.
Il cielo si rannuvola ma non piove, l'unica acqua viene dallo sgocciolare degli alberi.
Iniziamo a salire le varie vie attrezzate in successione e il corpo reagisce bene a quello sforzo un pò diverso. I bicipiti e gli avambracci sembrano esplodere e le mani sembrano ribellarsi al comando di stringere gli attrezzi dopo un pò.

lunedì 30 novembre 2009

E furon urla (di gioia) e stridor di picche

Prima Gianni con un post sul blog giovedì fece scattare il desiderio, poi nel venerdì un sms di Guido lanciò l'amo" e a questo punto era fatta: domenica a Chiaulis. Un posto un pò selvaggio: si lascia il paese in direzione della valle del Tagliamento, si scende per una stradina sempre bagnata e si risale un sentiero fangoso, poi in una bella gola umida si aprono alla vista del viaggiatore le pareti della prima falesia di dry tooling in Friuli.
Dry tooling ovvero attrezzi a secco: picche e ramponi che mordono la roccia in attesa di affondare nel ghiaccio! 
Bellissimo!
Non certo il cielo, quello no, non era bellissimo domenica, ma ormai che ci eravamo alzati... qualcosa si doveva pur fare. E così in compagnia di Robertone partiamo alla volta di Tolmezzo.




...Ormai... Nel parcheggio c'è già il pick-up di Gianni e mentre ci avviamo un colpo di clacson ci invita a voltare lo sguardo indietro: ecco! E' arrivato pure Guido con i suoi due clienti: Gianni e Flavia.

Arrivati ai piedi della falesia ci giungono i saluti di Gianni, Matteo e del Peri, bella compagnia per iniziare l'ingaggio!!

Nella tarda mattinata la combriccola s'ingrandisce e anche Stefano e la Cate fan parte dei temerari di Chiaulis. Ti tanto in tanto il cielo prova a metterci paura, ma qualche goccia non ci impensierisce, anzi, a qualcuno sembra quasi di essere in cascata sentendo le gocce sul viso, mentre, proteso verso l'alto, cerca con la becca l'appoggio giusto per salire.




La giornata grigia scorre veloce, e tra un tiro e l'altro si inanella gradi e, senza neanche accorgersene, quando le braccia son ben ghisate, si son fatte le quattro del pomeriggio. Tra risate e fatiche il tempo è volate leggero, complice l'atmosfera resa simpatica dall'amicizia che ci unisce.
Dopo il vino e lo spuntino che Maria Elena è venuta a portare, riprendiamo il sentiero che ci riporta alle auto.
Saluti e strette di mano e "alla prossima", aspettando il ghiaccio.