Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

martedì 30 marzo 2010

Furlanova, o meglio Plezalna Pot

Ancora Slovenia nei programmi primaverili. Questa volta è la volta della Furlanova, sentiero attrezzato ai margini dell'altopiano del Nanos.
Dopo aver portato gli Alpinfrus dai nonni, ci dirigiamo soli soletti (dopo un bel pò!)verso la valle del Vipacco.
"Hai l'atlante?"
"No"
"Non hai l'atlante?? Ma sai la strada?"
"No, ma mi ricordo che a Nova Goriza c'era l'indicazione per Ajdovscina"
"Sicuro?"
Con un siparietto degno di Casa Vianello attraversiamo il valico della Casa Rossa e dopo un paio di rotonde dirigiamo verso la nostra meta.
La meta di oggi è una gita tranquilla, adatta a far riprendere un pò di verticalità a Nadia, dopo la lunga pausa dovuta all'arrivo di Gabriele.
Strada tranquilla e poco trafficata che permette di godere del largo paesaggio della vallata. raggiungiamo Vipava e dopo qualche giringiro arriviamo a Grediscje. Parcheggiamo l'auto e ci prepariamo, mentre altri escursionisti e climber affollano il parcheggio del piccolo centro sportivo: ci saranno oltre una cinquantina di auto!
Un'occhiata alla segnaletica, ma di Furlanova non c'è traccia! Boh! Chiedo a due ragazzi che parlano italiano: "Furlanova??" Sguardi perplessi e smarriti! "Si, Furlanova.. via ferrata", "Ah! Plezalna pot, di la a destra, poi a sinistra!"
Furlanova. Plezanje pot, che sta per sentiero alpinistico, ma se la ferrata non la chiamano cosi gli indigeni, perché non scriverlo nelle guide? Boh. L'unica scritta "Furlanova Pot" è ben distante dall'attacco, sembra quasi non aver nesso con essa.
Intanto andiamo avanti e vediamo che la ferrata è ben frequentata, un ininterrotto serpente di escursionisti si dilunga lungo il tracciato, una lunga traccia colorata, tra il grigio della roccia e il verde del bosco.

martedì 16 marzo 2010

Scampoli di gelo

Dopo la settimana di bora che ha battuto il Friuli un fine settimana di sole ci attendeva al varco, a rovinare un pò i programmi c'era quel fastidioso tre sul bollettino valanghe. L'idea di qualche bel canale o di qualche salita in quota veniva meno. Invece dando un'occhiata alle ultime avventure di Gianni sul suo blog vedo che c'è ghiaccio in buone condizioni, e con comodo e facile accesso! Rapido scambio di informazioni con Gianni che mi congeda con un "Buon divertimento!".
Domenica l'appuntamento con Roberto è alle sei del mattino. Un'ora e mezzo più tardi, in una sonnacchiosa e fredda Sappada, raggiungiamo le cascate lungo il Piave che solitamente non frequentiamo per l'eccessivo affollamento. Oggi non c'è nessuno!
Ci prepariamo con calma e studiamo la situazione: Gianni ha salito Diagonal e Anonima Trentini, ma Roberto adocchia  la bella colata di Lacrime Ibernate. In tanti anni non l'abbiamo mai salita... oggi è bella e solitaria...
Come un contrappasso dantesco il sole divide la fredda val del Piave: a destra meno otto e sole, a sinistra... ombra!


lunedì 15 marzo 2010

Cercando un po' di primavera sul Jauar

Domenica mattina l'appuntamento con Ilaria e Diana è per le nove a Tavagnacco. Non dovendo andare lontano me la prendo comoda anche se alle sette sono gia in piedi a preparare le ultime cose per l'uscita di oggi. Luca è partito presto alla volta di Sappada con il fedele compagnio di pazzie Robertone e avendo entrambi i pargoli con me ho optato per un giro tranquillo. Oggi si va sulle Zuffine, sopra Attimis!
Caricati bimbi e bagagli vari, partiamo alla volta di Tavagnacco e incontrate Diana e Ilaria raggiungiamo Attimis, dove con un infinità di tornanti e passando per una lunga serie di piccoli borghi abbarbicati sul fianco della montagna arriviamo alla piccola frazione di Subit. Parcheggiata l'auto in un piccolo spiazzo ci prepariamo: oggi tocca a me fare lo sherpa e caricato il piccolo Alpinfrut nello zaino, me lo isso in groppa e imbocchiamo il sentiero denominato "dei folletti"!


martedì 9 marzo 2010

Kobilja Glava...sulle orme di Orso Bruno

Da un paio di mesi frequento un forum di montagna ed è proprio da questo che traggo spunto per la gita di domenica con Silvia. Con la cartina e le indicazioni inviatemi dall'amico Orso Bruno, mi trovo con Silvia a Tavagnacco e puntiamo l'auto verso Cividale. Oltrepassato il valico di Stupizza ci dirigiamo verso Caporetto e Tolmino. Da qui, oltrepassiamo il paese di Poljubinj e, dopo un momento di titubanza, mancando le indicazioni, arriviamo al piccolo paesino di Liubinj da cui parte la stradina che sale alla Planina Stador e Razor. La imbocchiamo e dopo un po' di tornanti ci fermiamo e parcheggiamo, essendo la strada ghiacciata. Non è un problema che si pongono alcune auto slovene, che continuano imperterrite. Indossati scarponi e zaini ci avviamo a piedi e in mezz'ora arriviamo alla Koca na planini Stador. Poco prima di varcare il cancelletto del cortile, prendiamo il sentiero che parte sulla sinistra con le indicazioni per il Kobilja Glava.



lunedì 1 marzo 2010

Aggiornamento istruttori

Sul finire di febbraio arriva anche la giornata di aggiornamento per il gruppo istruttori degli Orsi. La giornata inizia grigia e all'appuntamento in piazza Giardini la discussione verte su dove andare: Cuargnui come da progetto? Trieste?  Scrutare il cielo non giova e non aiuta. Ok si va a Trieste. No! Andiamo ai Cuargnui!
Dopo qualche rassicurazione sulla meta definitiva partiamo.
La falesia dei Cuargnui è situata poco dopo Paludea, ed è molto "in ambiente" sebbene disti solo una decina di minuti dal parcheggio offre un ambiente isolato e selvaggio.
Ripulita ed attrezzata ad opera degli amici del Cai Spilimbergo si presta molto alla didattica per la roccia appigliata e le difficoltà non estreme.
Dopo una  breve introduzione sui nodi e sui materiali con cui vanno utilizzati, tenuta dal sottoscritto, ci siamo messi a lavorare sulle varie tipologie di soste.






Dopo la pausa per mangiar qualcosa, abbiamo lavorato sulle manovre di svincolamento dalla sosta in caso di colo del primo di cordata e sui paranchi.
Una giornata tranquilla e produttiva, che ha generato molti spunti di discussione, e che soprattutto ha rappresentato un momento di lavoro comune e di aggregazione. fondamentale per la crescita di un gruppo.