Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 15 marzo 2010

Cercando un po' di primavera sul Jauar

Domenica mattina l'appuntamento con Ilaria e Diana è per le nove a Tavagnacco. Non dovendo andare lontano me la prendo comoda anche se alle sette sono gia in piedi a preparare le ultime cose per l'uscita di oggi. Luca è partito presto alla volta di Sappada con il fedele compagnio di pazzie Robertone e avendo entrambi i pargoli con me ho optato per un giro tranquillo. Oggi si va sulle Zuffine, sopra Attimis!
Caricati bimbi e bagagli vari, partiamo alla volta di Tavagnacco e incontrate Diana e Ilaria raggiungiamo Attimis, dove con un infinità di tornanti e passando per una lunga serie di piccoli borghi abbarbicati sul fianco della montagna arriviamo alla piccola frazione di Subit. Parcheggiata l'auto in un piccolo spiazzo ci prepariamo: oggi tocca a me fare lo sherpa e caricato il piccolo Alpinfrut nello zaino, me lo isso in groppa e imbocchiamo il sentiero denominato "dei folletti"!





Il pupo pesa ma sistemato per bene lo zaino, dopo un po' ne faccio l'abitudine e riesco a tenere un passo costante, facilitata anche dal fatto che buona parte dell'itinerario, almeno all'inizio, si svolge su sterrato. La descrizione data dal libro da cui ho tratto lo spunto per l'uscita di oggi è un po' "da interpretare" ma dopo un paio di titubanze raggiungiamo un punto che corrisponde alla relazione,un piccolo ricovero con fontana. Trovata anche la mulattiera che scorre poco più in alto, la raggiungiamo per tracce di sentiero e poco dopo ricominciano i dubbi. L'itinerario pultroppo non è uno di quelli segnalati e dopo un paio di incertezze imbocchiamo una larga mulattiera che sale con pendenza moderata ai prati di S.Anna, sulle pendici del monte Jauar. Finalmente uscite dal bosco, la vista si apre verso sud e il bel sole di oggi ci accompagna mentre saliamo il ripido ed erboso pendio fino ad una spalla dove la vista si apre anche verso nord.




Pultroppo la giornata non è limpida e una densa foschia alleggia tutto attorno impedendoci quella meravigliosa visuale che promettevano le foto sulla guida. Monte Nero, Matajur, la lunga catena dello Stol e tutte le collinette verso la pianura si intravedono poco, un vero peccato. A peggiorare la situazione sta il fatto che non riusciamo a trovare  la via di prosecuzione per le altre cime che formano il gruppo delle Zuffine! Decidiamo di fermarci e pranzare visto che le campane di Subit suonano a mezzogiorno e scaricato il pesante fardello dalla mia schiena ci sediamo in un angolino riparato dalla brezza e libero dalla neve che a tratti copre l'erba. I primi fiori primaverili hanno fatto la loro comparsa e durante la salita hanno ravvivato il bosco dormiente con tinte di giallo e viola.



Il sole ci riscalda mentre mangiamo e anche Gabriele sembra godersi la giornata: con i suoi occhialini da sole siede come un pasha in attesa di attenzioni!! Rifocillato e intrattenuto a turno dai componenti del gruppo, riprendiamo le ricerche pultroppo infruttuose, del sentiero per il monte Namlen.


L'idea era di raggiungerlo e salire anche il successivo monte Cripia ritornando all'auto per la strada militare che collega Taipana a Subit ma dopo avere girovagato a destra e sinistra, fuori e dentro il bosco innevato, ci arrendiamo e ritorniamo da dove siamo salite. Incontriamo sul pendio una coppia di ragazzi che hanno in mano la nostra stessa relazione: li avvertiamo sulla difficoltà nell'individuazione del sentiero ma sono fiduciosi e proseguono convinti. Raggiunta di nuovo l'auto ci fermiamo a fare quattro chiacchiere con una signora anziana di Subit che passeggia con i suoi due cagnolini e abbiamo così l'opportunità di rivedere la coppietta di ragazzi incontrati poco prima, che sconsolati ci informano di non avere avuto fortuna con il fatidico sentiero.


Sarà per un altra volta, con cieli un po' più limpidi e magari barando, salendo direttamente al Namlen dalla strada militare che passa pochi metri sotto la sua cima!   

5 commenti:

frivoloamilano ha detto...

Narra la leggenda che sul "sentiero dei folletti" accade di tutto e di solito, questi dispettosi, fanno sparire il sentiero! Non sono riusciti a far sparire le primule e e i crochi però.

ciao ;-)

Annarita ha detto...

sempre più figo l'alpinfrut! ma che bei posticini per la primavera entrante

Antonella ha detto...

bello sto posto, facile e panoramico e a portata di un niente

Piero ha detto...

E brava la nadia!sei ammirevole !
bel giretto per bebè

Laura ha detto...

ma che bella famigliola, chi al sole tra i fiori, chi al gelo, tra i cristalli. cresce bene questo bel pupattolo!