Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

venerdì 1 giugno 2018

Attorno al Ciavac, per il Plan Davour

E' piovuto da poco...
Goccioline imperlano le deliziose fragoline di bosco a bordo strada, mentre saliamo verso il Col de Crous.
Caldo e umidità si mescolano e appesantiscono l'aria, facendoci sudare come non mai! E sono solo le 9:30!!!


L'anello del monte Ciavac è uno di quei giri che attendono da anni il proprio turno di essere preso in considerazione. Il suo momento arriva mercoledì, complice l'assenza di Luca e gli impegni di Barbara, poco propensa ad andare verso ovest. Così, recuperata la fedele Diana a Dignano, puntiamo l'auto verso Maniago e dopo la lunga galleria che porta verso Barcis, svoltiamo verso Andreis dove parcheggiamo nell'ultimo spiazzo poco dopo il centro visite del parco.


Ci incamminiamo seguendo la sterrata che in discesa ci porta a guadare il torrente Ledron per poi risalire verso la piccola ancona del Col de Crous che ci segnala il bivio tra le due opzioni che abbiamo oggi per percorrere l'anello. A sinistra il sentiero scende e guada più volte il torrente Ledron, a destra invece una traccia si inerpica sul pendio ghiaioso del Plan Davour attraversando zone dirupate. Scegliamo quest'ultima, attratte dalla suggestiva descrizione di questa  variante  e iniziamo il nostro cammino in un ambiente selvaggio e solitario, dove lunghi traversi su ghiaie si alternano a tratti erbosi e alberati, separati da piccole forcelle.






Pinnacoli sabbiosi dalle forme più strane si contendono la scena con tappeti di fiori multicolore, mentre l'umidità bagna la pelle e l'erba alta inzuppa i calzoni. Ma non importa...tutto è così bello e suggestivo che ci facciamo poco caso.











Abbiamo fatto la scelta giusta! Raggiungiamo il punto in cui il nostro sentiero si raccorda con l'altro, presso un fitto bosco dove il sole filtra tra il verde del fogliame e ci regala un' apparente frescura. Un lungo traverso su pendio boscato ci porta alla forcella Ciavac, punto di divisione netta tra il verde del bosco e il grigio selvaggio della roccia.





Qui infatti il sentiero cala giù bruscamente, tra ghiaie instabili e poi prati contornati da mughi fino a raggiungere il greto del torrente Susaibes, in prossimità della sorgente dell'Aga dal Muscle. Le acque fresche e cristalline invitano a bagnarsi dopo la calura patita durante il percorso e, assieme ad un'altra coppia, cediamo all'invitante pausa refrigerante.













Tira infatti un arietta fresca che dissipa per un po' la calura di oggi!!! Mangiato con calma il nostro pranzo presso un bucolico masso fiorito ci rimettiamo in marcia per concludere il nostro giro, passando sotto le pendici franose del monte Toc, dove l'erosione ha scavato e scolpito la roccia formando pittoreschi torrioni. Dall'altro lato invece, discesa una briglia e attraversato il torrente nel punto più basso, si innalzano incredibili faglie verticali, adornate da cuscinetti fioriti.









Oltrepassati i resti di una vecchia fornace, una bella mulattiera contornata da muretti a secco ci conduce alle case della località Sott'Anzas, dove seguiamo le indicazioni per una veloce visita alla chiesetta di San Daniele. Arriviamo in cima al colle dove sorge, letteralmente zuppe di sudore ma felici!




Una leggera brezza asciuga le fatiche delle poche ore trascorse per fare questo anello, fuori dai soliti schemi, lontane dai soliti paesaggi. Poche ore, ma di grande soddisfazione!

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