Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

mercoledì 13 maggio 2009

Della serie "le incompiute"...Ciurciule.

Sono le 6.30 e Luca è da poco uscito per il suo giro montano. E' da due ore che sono sveglia, una triste abitudine ultimamente! Tanto vale alzarsi e cominciare a preparare l'occorrente per il mio giro. Oggi si va al rifugio forestale Ciurciule, sopra Malborghetto e mi accompagneranno il fedele e svogliato Nik e la sempre appassionata Ilaria.
Butto giu dal letto l'assonnato figliolo e dopo averlo riassicurato per l'ennesima volta che il giro non sarà faticoso e aver fatto colazione, partiamo alla volta di Gemona.
Caricata una sorridente Ilaria, raggiungiamo poco dopo la tranquilla Malborghetto e l'inizio della carrareccia che ci porterà a Ciurciule.
La strada è transennata ma nessuna scritta ne vieta l'ingresso, perciò proseguiamo tranquillamente. Saliamo lentamente e c'inoltriamo nel Vallone di Malborgetto, passando accanto ad una Chiesetta posta alla fine della Via Crucis che parte dal sottostante paese.
Siamo alti sul vallone e di tanto in tanto la vista si apre tra gli alberi e ci permette di gettare uno sguardo alle acque che scorrono 200 metri sotto di noi. Alle nostre spalle spuntano le belle cime dello Jof di Miezegnot, Piper e Due Pizzi, ancora innevati a nord.
La strada con alcuni tornanti prende un po' di quota e, passando sotto il monte Stabet, ci regala visuali su alcune inaspettate e belle cascate.
La giornata è calda e le molte chiacchiere tra "babis" rendono il cammino affannoso. Solo Nik sembra non soffrire di questo problema: avanza imperterrito davanti a noi immerso nei suoi recondidi pensieri, ma con le orecchie belle dritte, tanto che ci sorprende con alcuni commenti ben piazzati sui nostri discorsi d'adulti!
Un arzillo signore ci raggiunge correndo e si ferma a fare streaching: si sta allenando per i campionati di corsa sul Lussari a giugno, ma è un po' acciaccato e il dottore gli avrebbe detto di stare fermo: "quando sarò morto avrò tutto il tempo per star fermo" ci dice, non ne può fare a meno! Come lo capiamo! Ci avvisa anche che la strada durante l'inverno si è rovinata parecchio e che non riusciremo ad arrivare a Ciurciule, che al momento questo non è un percorso per "turisti".
Turisti a chi?
Uno sguardo alla mia panciona e a Nik e il suo pensiero è chiaro! Ci saluta e prosegue correndo dicendo che se ce la facciamo ci aspetta a Ciurciule!
In effetti la strada è rovinata in molti tratti: sassi, alcuni grossi macigni, crepe sulla sterrara e alcune piccole voragini necessitano di attenzione ma imperterrite continuiamo! Non saranno queste cosucce a fermarci!
Tsè..turiste a noi!!
Arrivati alla confluenza del Rio Collarice una bella targa che invita il viandante a dissetarsi alle sue acque attira i nostri sguardi: sarebbe bello indugiare, ma non c'è modo di scendere e raggiungere il greto ne la bella cascata!
Proseguiamo e dopo un tornante l'infausta scoperta: là dove un ponte attraversava il Rio Vocadulina, una enorme voragine si è pappata la nostra sterrata! rimane solo una pericolante briglia e il muro di contenimento della strada: non si può passare! Ma il sioretto da dove è passato? Ostinate studiamo bene la voragine, anche perchè il rifugio dista pochissimo oramai, è là, dietro quel tornante! Niente, da entrambi i lati non è per niente sicuro passare! Che rabbia! Un ghignante Nik ci sconsiglia vivamente di tentare l'attraversata e pensieri di farlo volare nella voragine attraversano le nostre menti! Ma il saggio pargolo ha ragione, inutile rischiare, tanto Ciurciule non scappa e al massimo la prossima volta si ritenta dalla parte di Ugovizza!
Rassegnate facciamo dietrofront e c'imbattiamo in una coppietta di vecchietti di Villach che ci hanno raggiunto: che belli, alla loro età ancora in giro per i monti! In uno stentato ma comprensibile italiano la signora mi fa gli auguri per la gravidanza dicendomi che in tutte e tre le sue gravidanze lei non ha mai smesso di andare in montagna! Eh sì, loro ce l'hanno nel sangue! Rinunciano anche loro a proseguire e dopo averci salutato, ci fermiamo a pranzare su un tronco.
Sono le 14.30 quando raggiungiamo di nuovo Malborghetto, troppo presto per rientrare. Attraversandone le viuzze, riconosciamo il sioretto corridore e ci fermiamo a parlare con lui. Ci guarda e ci dice "avrete mica pensato di passare sopra la briglia vero? quella viene giu!" L'idea mi aveva sfiorato la mente, ma viste le condizioni in cui era messa l'avevo scartata. Lui Ciurciule l'ha raggiunta passando sotto il muro, ma anche quello era da scapestrati davvero! Gli auguriamo una bella gara e salutatolo propongo una visitina da "turisti" alla bellissima cascata Cadramazzo, vicino Chiusaforte.
Parcheggiata l'auto in uno spiazzo della statale attraversiamo la nuova passerella e imbocchiamo l'inerbito sentiero che passa sotto la vecchia ferrovia e saliamo là, dove un tempo correvano i binari e che presto diventerà una pista ciclabile. Da questo balcone possiamo ammirare molto bene il doppio salto che fa la cascata e godercela a pieno senza bagnarci! Una rinfrescatina però non sarebbe male con questo caldo!


Con l'augurio che queste belle giornate di sole ci accompagnino per tutta la stagione nelle nostre gite, facciamo rientro a casa: c'è la mia mamma da festeggiare oggi!
Auguri a tutte le mamme!!!

5 commenti:

Carlo de TS ha detto...

turisti!! e no te l'ha ribalta per la riva? ah ah
ben dai, avete fatto una sgambatina al sole

Antonella ha detto...

mi sa che il veccchieto non sapeva che aveva davanti l'AlpinMamma!!
certo che quando ti fermi, quella si sarà una notizia!

andrea loi ha detto...

Meglio passare per turisti...così quando a fine giornata gli dai il fumo gli passa la voglia di ridere!!!
Mandi a ducju

Annarita ha detto...

ha ragione il Loi.. vuoi mettere la soddisfazione!
eppoi se non avevi la pancietta il fumo glielo davi!!!

SLOW ha detto...

Brava Nadia, sempre alla grande.

Ciao