Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

domenica 20 marzo 2011

Marzo pazzerello sul Monticello

Il cielo blu scuro e nuvoloso fa da sfondo alla dorsale Cuar-Flagjel gloriosamente illuminata dai raggi del sole, mentre guido verso Gemona, dove l'appuntamento è con Ilaria, Silvia e Diana per le 7:45. Le idee per oggi sono diverse e in base al tempo che troveremo decideremo dove andare. Baci, abbracci, caffettino veloce e la decisione è presa: il tempo sembra tenere bene, si va sul Monticello, il monte che inaugurò tanti anni fa l'amicizia tra me e Silvia!
Puntiamo la macchina di Ilaria verso Moggio e Moggio Alto: questa volta arriviamo tranquille al punto di partenza, senza sbagli....abbiamo studiato bene e siamo state attente!

Indossati scarponi e zaini iniziamo la salita, prima su strada cementata, poi su ampio sentiero, con pendenza costante e dentro un bosco di  alti pini. Ogni tanto, la vista si apre sui vicini e innevati Zuc dal Bor e Pisimoni e ci concede di godere di alcuni caldi raggi di sole che filtrano dagli alberi mentre ci concediamo una piccola pausa e mangiamo qualcosa.



Continuiamo risalendo la dorsale della Crete de la Mont fino al piccolo stavolo Borghi e poi il sentiero s'impenna, salendo con alcuni ripidi tornanti le pendici del Monticello, fino a raggiungere l'ampia mulattiera che percorreremo al ritorno e che giunge dalla Forca.




Seguendo le indicazioni della guida che avevo consultato, prendiamo la deviazione denominata "cresta delle betulle" e risalendo per gradoni erbosi e roccette, ricoperti di cuscinetti di eriche in fiore, cespugli di rododendri e betulle ancora spoglie percorriamo la crestina che si fa sempre più esile e panoramica. Davanti a noi sbuca il "dente" del Sernio e la maestosa Grauzaria, mentre dietro di noi la vista si apre su Moggio, Amariana e Plauris.






Il sole scalda e in maniche corte si sta benissimo! Alcuni segnavia e i tronchi bianchi delle betulle, ci guidano lungo il crinale ormai pianeggiante fino all'ultima estremità, dove la croce di vetta ci segnala di essere in cima! Foto di gruppo e finalmente ci riposiamo, godendoci il panorama che da questa piccola cima si gode tutt'attorno!



Le nuvole spingono da nord e il cielo si copre mentre pranziamo e chiacchieriamo sole solette sotto la croce, osservando i piccoli paesini sotto di noi mentre le campane annunciano il mezzogiorno: Stavoli, Moggessa, Moroiz, Borgo di Mezzo, Grauzaria e Pradis appaiono piccoli e sperduti da quassù. Più in là un piccolo cippo, su una secondaria cima del Monticello, attira la nostra attenzione e decidiamo di raggiungerla. Rimesse in marcia, scendiamo dalla cima principale e percorriamo un tratto di mulattiera che ci porta a due gallerie esaurendosi subito dopo. Uno sguardo alla seconda galleria che presenta ancora le vecchie travature e torniamo indietro cercando l'accesso alla seconda cima. Troviamo la traccia che ci porta ad attraversare un esile crestina e dopo una piccola discesa e risalita siamo sulla seconda cima con splendida visuale su Sernio, Grauzaria e Val Aupa!





Ci godiamo anche qui il bel panorama e dopo un paio di scatti, siccome il cielo inizia a chiudersi avvolgendo con una nebbiolina le vicine cime, decidiamo di iniziare la discesa. Ripercorriamo a ritroso la crestina e la mulattiera, passando accanto ad una vasca in pietra, iniziando a tagliare le pendici scoscese del Monticello con bella vista sul Fella. Il sole sbuca di nuovo con i suoi caldi raggi e possiamo così salutare la Grauzaria e commentare le tante facce del meteo di oggi: e sì, marzo pazzerello, prima bello, dopo brutto e poi di nuovo bello!



Passando accanto a tronchi rinsecchiti e fotogenici, rientriamo nel boschetto e raggiunta, dopo alcuni tornanti, la piccola insellatura della Forca ci fermiamo un attimo a decidere il da farsi. Firmato il libro all'interno di una cappelletta ristrutturata, decidiamo di non proseguire lungo la dorsale boscata del monte Cesariis come suggeriva la guida, ma di utilizzare il sentiero che scende direttamente al borgo Travasans. 


Questo scende ripidamente dentro il bosco e guadato il rio Travasans due volte, prima su roccette e poi con un ponticello in pietra, passando accanto a muretti a secco riccamente fioriti di erba trinità e primule gialle raggiungiamo le prime case di Travasans e da qui il parcheggio sotto un cielo limpidissimo.




E' stata una bella giornata, passata tra sole e nuvole, fiori e rocce, con amiche a dir poco speciali a cui voglio molto bene. Marzo pazzerello è arrivato con annessa primavera e non vediamo l'ora di percorrere i sentieri di quelle vette che oggi apparivano ancora imbiancate. Ormai manca poco: lo dice il tepore del sole, i colori dei fiori e la nostra voglia di salire!

5 commenti:

Laura ha detto...

w le girls!

Piero ha detto...

sono andato a rivedere le foto di 16 anni fa, l'ultima volt che son salito lassu. anche quella volta era una bella giornata, mi hai fatto rivivere dei bei ricordi di una persona che non c'è più

frivoloamilano ha detto...

Era una delle mete che mi frullavano per la testa, poi, domenica sono finito altrove...ma ci andrò con Marisa.
Sempre in movimento Nadia, brava ;-)

saluti girls :-)

Carlo de Ts ha detto...

ciao alpinauti, vedo che se sempre in giro a? era da un pò che non vi leggevo causa trsferta all estero ma vedo che rimanete una certezza! ma l'alpinaut? chiuso a studiare? eh eh eh ciao cayo

Nadia l'Alpingirl ha detto...

@Laura:ciao carissima!
@Piero:i bei momenti non si scordano,anche se i compagni non ci sono più.
@Flavio:peccato non esserci incontrati li, sarebbe stata una bella sorpresa!!!ci si vede sabato!!!
@Carlo:l'Alpinauta è meglio che studi...altrimenti...ahahhaha