Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

giovedì 14 novembre 2013

Molassa...soddisfazioni a bassa quota!

"Quando si va verso un obbiettivo è molto importante prestare attenzione al Cammino. E' il Cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare e ci arricchisce mentre lo percorriamo." Paulo Coelho

A digiuno di montagna da un paio di settimane e con le previsioni meteo ancora incerte per questo fine settimana, organizzo un uscita per mercoledì con Diana. I tempi sono ristretti, c'è Gabriele da ritirare all'asilo, perciò decidiamo per una meta breve e abbastanza vicina: il bivacco Molassa.
Appuntamento alle 8:45 a Dignano con Diana e poi via, direzione Barcis e la località Roppe.


Un sms di Luca mi avverte che possiamo fare con calma: ritirerà lui il pargolo dall'asilo e questo ci toglie la "fretta" e ci fa rallentare già mentalmente il passo!!! Ci prepariamo e ci mettiamo in cammino, passando tra due abitazioni e notando che all'inizio del sentiero l'erba è alta ed incolta: sarà frequentato questo posto? Più in là le cose migliorano ed entrate in un bel boschetto, guadagniamo quei 130 metri di dislivello previsti per la camminata di oggi: pochi per i nostri standard, ma ottimi per godersi a pieno tutto quello che verrà dopo!!!


Il sentiero infatti si trasforma dapprima in cengia erbosa già all'interno del bosco, poi, uscite dagli alberi diventa rocciosa e precipite sul sottostante torrente Molassa! 






Da un piccolo pulpito osserviamo la nostra meta, un piccolissimo e lontano puntino bianco in fondo al vallone!!!! 


Lungo tutto il tragitto scatto una marea di foto: è incredibile come siano riusciti a creare un passaggio lungo i tortuosi fianchi del San Deneil de Mont, assecondando tutte le rientranze e i canaloni, tanto che percorrendo il sentiero, si può già osservare come sarà dal lato opposto! 



Alternando tratti erbosi ad aerei tratti rocciosi, sempre ben assicurati con cavetto corrimano per i più timorosi, proseguiamo entusiaste, meravigliandoci ad ogni nuovo tratto ardito che ci aspetta!!! 




Siamo così prese tra foto e svolte che l' improvvisa comparsa del bivacco davanti a noi, dopo l'ennesima svolta, ci lascia con un mix di felicità e delusione: la cengia è finita...è quasi un peccato, perchè ci stavamo davvero divertendo!!! 


Dall'interno del bivacco giungono animate chiacchiere e risate e poco dopo cinque arzilli pensionati di Mestre c'invitano a condividere tavolo e calore del fuoco. Decliniamo sorridendo, preferendo pranzare all'esterno sotto il sole, non prima però di avere dato un occhiata a com'è il sentiero dopo il bivacco. Diana parte in quarta e s'inoltra nella faggeta, su una traccia che si e no è larga dieci centimetri, stracolma di fogliame bagnato, su un pendio boscoso che cala giù ripido, intenta a trovare il prossimo segnavia! E io la seguo...oltre un albero caduto sul "sentiero"...fino a quando decreto un "alt", presso un piccolo slargo. Inutile proseguire e andare a ravanare nel nulla perdendo pure quota: meglio goderci il sole che ha fatto capolino tra le nuvole che lo offuscavano stamattina e le chiacchiere del "gruppo geriatrico di Mestre", così si definiranno loro. 


Sedute sulla panchina all'esterno del bivacco, mangiamo il nostro pranzo e dopo aver scambiato ancora quattro chiacchiere con i simpatici vecchietti, se ne vanno e ci lasciano in beata solitudine. Entrate nel piccolo bivacco, corriamo di sopra e spalanchiamo le finestre, uscendo e godendoci la vista dal terrazzino superiore. 



All'interno, le cuccette e il muro sono in parte anneriti e bruciati da qualcuno che, spero incautamente, ha lasciato qualcosa acceso: è un peccato vedere ridotto così questo solitario angolino e anche leggere il libro del bivacco e scoprire che sono in molti a trovarlo sporco e in disordine!! E pensare che pure i pensionati di prima muniti di scopa, han ripulito e spazzato fuori le loro briciole. E' triste sapere che c'è tanta gente incivile che non fa la stessa cosa!!! 


Torniamo giù e dopo avere letto e firmato il libro, portiamo una piccola panca all'esterno e sorseggiando the, ci godiamo i caldi raggi del sole: si sta davvero bene!!!
Il Resettum risplende nell'azzurro del cielo, mentre riordiniamo e chiudiamo il bivacco, prima di lasciarli entrambi alle nostre spalle. 


Salutiamo questo tranquillo angolino e ci rimettiamo in cammino, con il sole basso che abbaglia e ci costringe a tenere una mano sugli occhi per non cascare giù nel baratro sotto i nostri piedi. Lentamente ripercorriamo tutta la cengia e arriviamo all'auto che i pensionati sono ancora lì, a ridere e parlare! Beata spensieratezza! Non hanno premura....loro la pensione ce l'hanno ci dicono scherzando, mentre noi, chissà se la vedremo!!! Anzi, ci chiedono come mai non siamo a lavorare per pagargliela!!! Sono davvero simpatici ed è bello vederli così affiatati, mentre si prendono in giro per i loro acciacchi! 
Li salutiamo e mentre noi ci fermiamo a brindare all'uscita una frase continua a venirmi in mente e che rispecchia il giro di oggi: "non è importante la meta, ma il cammino" (Paulo Coelho).

2 commenti:

Via Normale ha detto...

E' quasi certo, venendo a leggere i tuoi post, scoprire, almeno per quanto mi riguarda, posti nuovi e distanti dal mio baricentro montano. Un percorso particolare ed un bivacco inaspettato, quante cose ci riserva il "cammino"

ciao Nadia ;-)

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Ciao Flavio,è incredibile quanti bei posticini ci siano ancora da scoprire nella nostra regione!!! Non farti mancare questo!!! Merita una visita...soprattutto merita il "cammino" verso questa meta!!!
Ciaooo