Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

mercoledì 30 aprile 2014

Prima e dopo sul Col dei Piais

Era il 21 giugno 2009 e la data del parto si avvicinava: mancava un mese esatto all'arrivo di Gabriele!!
Avevo "scoperto" un modo più dolce di andar per monti, più lento, più tranquillo...
Il Col dei Piais allora mi era piaciuto molto, tanto da metterlo nella lista delle "piccole cime" su cui avrei portato il mio "piccolo montanaro".


Sono passati quasi cinque anni da allora... il tempo vola e l'occasione di portarvi Gabriele arriva venerdì 25 aprile: giorno di festa, giorno per andar per monti!! 
E così via, con partenza tranquilla, direzione Claut, dove, individuata la stretta stradina tra le case, saliamo fino ad una piccola cappella, dove parcheggiamo e ci prepariamo.
Risalita per un breve tratto la strada, imbocchiamo subito dopo il sentiero che dolcemente ci porta, con qualche tornantino, ad un bel traverso con bella vista sulle case di Claut. 




Genziane tappezzano i pendii esposti al sole, mentre formiche scorrazzano da tutte le parti. Arrivati presso una radura che ospita una stalla, seguiamo i segnavia, tralasciando il ripido sentierino che sale direttamente alla vetta, per passare al lato nord del colle, con bella traversata lineare all'interno di una verdissima faggeta. 




Arrivati ad un crocevia, accanto ad una vasca d'acqua, seguiamo le indicazioni e tra corsette e "pigne volanti" raggiungiamo la cima del colle, dove una piccola cappella con mosaico dedicato a San Gualberto e libro di vetta ci aspettano. 






E c'è pure una campana da suonare "a mezzogiorno", in risposta al suono di quelle del sottostante campanile di Claut!!!


Il sole riscalda l'aria e, firmato il libro e scattate un po' di foto, pranziamo, mentre Gabriele gioca e condivide il cibo con i suoi famelici dinosauri!!!



Passiamo in tutta tranquillità un paio d'ore e quando le nuvole all'orizzonte iniziano ad offuscare troppo spesso il sole, decidiamo di lasciare questo angolino panoramico. 




Ripreso il cammino, ritorniamo al bivio presso la fonte e scendiamo passando accanto ad una curata casera. Seguendo sempre i segnavia, passiamo una zona rocciosa e dirupata, scendendo poi con un ultimo tratto nel bosco, alla strada asfaltata.


Passando tra alcune case individuiamo la breve mulattiera lastricata che ci riporta alla cappella dove abbiamo parcheggiato l'auto, chiudendo il giro ad anello. 
Cinque anni fa il piccolo Alpinfrut scalciava nella pancia: oggi i suoi scarponcini scalciavano felici lungo il sentiero. Una bella emozione per mamma e papà!!! 



4 commenti:

Flavio Molinaro ha detto...

in quella foto comparativa (se con photo shop togli la pancia) il tempo sembra non essere passato...
invece già 5 anni!

;-)

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Grazie Flavio,un bel complimento...fa bene allo spirito cinque anni più vecchio :D

Luca De Ronch ha detto...

Me lo ricordo il post, "il Dio delle piccole cose" è stato di buon auspicio.

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Grazie Luca,diciamo che "la condizione" mi ha permesso di scoprire tanti piccoli itinerari giusti giusti per un alpinfrut in crescita! :D