Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

sabato 5 aprile 2014

Girovagando sul Brancot

La sera prima di una prevista solitaria è tutto un "vado, non vado, vado, non vado..".
Ma sabato Luca è via con il corso, domenica c'è l'apertura con il Cai e domani la zia si è offerta di tenere Gabriele... devo approfittare o me ne pentirò, continua a dirmi la vocina!
E così mercoledì mattina arrivo a Braulins e il piccolo parcheggio è già occupato! Saranno mica tutti sul Brancot!!! Trovo un altro parcheggio poco lontano e dopo essermi preparata parto in quarta su per il sentiero!




Sì, perchè non si sa mai che salti fuori il "bubu nero"!!! Ok...diamoci una calmata e prendiamola con calma! E devo! La fatica della salita si sente, oggi che non è "alleggerita" dall'incessante chiacchierare con le mie amiche! E fa pure caldo! Grifoni volteggiano in cielo, in attesa che schiatti sul sentiero! Li vedo, tra le fronde degli alberi che iniziano a verdeggiare di foglioline nuove. In terra tantissime violette e un bel dente di leone che attira il mio sguardo...l'ennesima scusa per fermarsi a tirar fiato!




Quasi due ore dopo la partenza, arrivo finalmente in cima al Brancot, la prima delle tre vette che mi sono prefissata oggi! La densa foschia oggi non consente grandi panorami, ma va bene lo stesso: basta essere "in alto"!
Il "tizio" delle Madonnine di Medjugorie è passato anche di qua e una croce ha sostituito il paletto che trovammo due anni fa io ed Enrica, nella "toccata e fuga" su questo monte!




La compagnia delle mie amiche (oggi tutte impegnate!) mi manca, ma sopperisco mandando loro un bel sms, ricevendo subito dopo le loro simpatiche e care risposte. Diana addirittura mi telefona e mi sento già meno sola! Dopo un paio di scatti e un pieno di cioccolata, proseguo il mio solitario cammino, inoltrandomi nel boschetto che copre tutto il versante nord, scendendo alla forcella che lo divide dalla successiva cima. Oltrepassati i ruderi di una vecchia casa, inizio la risalita del Palantarins, con i grifoni che curiosi mi osservano e compatiscono le mie ridicole fatiche odierne!




E poco dopo eccola, la piccola croce di vetta posta sopra un bel ometto di sassi. Più in là il contenitore con il libro di vetta, che subito firmo, accorgendomi di non essere la prima a passare di qua oggi. Due "sigle" accompagnate da un "mandi" son già segnate con la data odierna.


Voci lontane confermano la presenza di due persone sul successivo cimotto del Tre Corni. Sono due triestini "in ricognizion per una futura gita sozial del Cai", così mi dicono quando tornano indietro, smentendo il fatto di essere stati loro a firmare il libro, non avendolo visto nel loro precedente passaggio, ma dicendo di aver incontrato due "crucchi" che facevano la traversata. In cinque persone quassù... ed è mercoledì! Dal libro si vede che questo monte è molto frequentato. I triestini se ne vanno, lasciandomi di nuovo sola a godermi il sole su questa seconda cima. E' mezzogiorno passato da poco e la prossima cima mi aspetta, oltre tre piccoli dossi, dove il sentiero serpeggia da un lato all'altro, con bel percorso a tratti in cresta.



Ed eccomi sull'ultima cima di oggi, il Tre Corni: anche qui una piccola croce con rosario azzurro con cui faccio l'ennesimo autoscatto prima di sedermi e pranzare con bella vista sul sottostante lago di Cavazzo.


Nuvole vanno e vengono oscurando per brevi attimi il sole, che però torna a risplendere poco dopo con i suoi caldi raggi: si sta veramente bene e oggi nessuno mi mette premura di scendere! E solo dopo essermela goduta per bene riprendo il cammino, ripassando per la cima del Palantarins, non prima però di aver salito tutti i dossi del Tre Corni: potevo tralasciarli?




L'amica Barbara mi aveva informata stamattina della presenza di un sentiero che dalla forcella passa sotto il Brancot ma la tentazione è troppa e così risalgo i pochi metri che mi dividono dalla cima, sbuco fuori dal boschetto e... vedo che c'è un ragazzo, assorto nei suoi pensieri, disteso poco oltre la croce di vetta! Con i rumori che salgono dal fondovalle non si è accorto della mia presenza e mi siedo fuori dalla sua visuale a mangiare un arancia e scattare ancora un paio di foto. La mia "terribile e fervida" immaginazione (troppi CSI, NCIS e cronaca nera nei TG!!!!) inizia a tormentarmi e senza che se ne accorga (tanto mi da le spalle!) mi rimetto lo zaino e sgattaiolo via dentro il boschetto da cui sono arrivata, riscendo alla forcella, infilo il sentiero che passa sotto la vetta con un bel traverso panoramico, incrociando poco dopo il sentiero della salita. Da qui riprendo la discesa e volo giù per il sentiero (non si sa mai che me lo ritrovo nel bosco!!!), tanto che in meno di un ora sono giù a Braulins!


Ed ho pure preso una deviazione, passando sotto a delle pareti di roccia e alla chiesetta di San Michele dei Pagani, sbucando infine presso una fontana dove mi do una bella rinfrescata... e calmata! Arrivo all'auto e con una telefonata mi accordo con Barbara per mangiare assieme un gelato a Gemona e raccontarle le mie avventure odierne! Ed è stata davvero una bella avventura...in solitaria!

4 commenti:

Flavio Molinaro ha detto...

Concatenamento con variante e fuga...:-))))
Brava e prudente!

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Parafrasando la frase del nostro blog..."C'è sempre una via di fuga!!!"ahhahahah ciao Flavio

Luca De Ronch ha detto...

diciamo una toccata e fuga :-) !

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Più "toccata e fuga" dell'altra volta!!!salita come un leone, scesa come una pecora!! ahahahha
Ma la prudenza non è mai troppa!!! :D
Ciao Luca