Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 2 marzo 2009

Riofreddo

Nonostante il calendario dica che l'inverno è agli sgoccioli, ancora si ode il canto delle sirene di ghiaccio. Esili creature che seguono la gravità, calandosi dalle pareti rocciose fino a congiungersi con il freddo terreno. Quest'anno la stagione è stata generosa, ma si sà: l'appetito vien mangiando.
E così per avere di che saziarci nel prossimo fine settimana, il primo giorno di marzo l'ho dedicato alla ricerca di prede.
Visto che Nadia non vi era mai stata, e visto che presentava un modesto dislivello, adatto alle sue "condizioni" siamo andati a sbirciare in Val di Riofreddo le condizioni della cascate.
Mentre Nik preferiva la vita di campagna con i nonni, Indy non si faceva certo pregare per venire per monti.
Partiamo con calma, vista la meta della giornata, e arriviamo in un decadente e sonnacchioso Riofreddo verso metà mattina.

La smania di Indy si specchia nella tranquillità dei nostri preparativi come nel contrappasso di dantesca memoria. Un signore esce da casa tutto intabbarrato e si mette a litigare con il motore di una fresa da neve, eclissandosi all'improvviso in una vampata di fumo "nero gasolio"!
Ci inviamo lungo la forestale che sale lentamente la valle: il cielo è lattiginoso e la foschia ci nasconde le cime, non è una giornata che resterà impressa nella memoria.

Dopo un pò che camminiamo libero dal guinzaglio Indy ed è coma la partenza dei 100 metri!

Inizia a correre a destra e a sinistra come un forsennato, fermandosi a guardarci quando lo chiamiamo con un fischio.
La vallata finalmente si apre e lo sguardo spazia: guardandosi alle spalle vengono alla mente certi paesaggi del nord america. Avanziamo nel largo pianoro che anticipa la svolta verso sella Prasnig e ci fermiamo a mangiare al sole, nei pressi di un piccolo stavolo.

Uno strano cumulo di neve attira la nostra attenzione: in realtà un crocifisso sommerso dalle neve. Per chissa quale ragione (divina?!?)...


Dò una sbirciata con il binocolo alle colate sulla parete della cima delle Cenge: sono ben formate ma anche ben cariche di neve.



Il vento e le nuvole che si addensano sopra le nostre teste ci invitano a riprendere il cammino. Attraversiamo il pianoro ed entriamo nel bosco nei pressi di una mangiatoia. Da qui la traccia non è più battuta e dobbiamo calzare le cjaspe. Ci inoltriamo nel bosco silenzioso, covando la speranza di vedere qualche animale selvatico ma a parte me Nadia e Indy non vedono altri "selvatici".
Attraversiamo il bianco letto del torrente e torniamo sulla pista forestale.

Le "farcadicce" di Riofreddo attraggono fortemente Nadia, che però resta insoddisfatta nel constatare che l'ingresso al forte è ostruito!
La strada ci riporta placidamente a Riofreddo. La nostra gita ci è piaciuta, le sirene le abbiamo viste. Ora non resta che aspettare il richiamo.

6 commenti:

Carlo de Ts ha detto...

dio. la valle di riofreddo. è una vita che non passo di la, l'ultima volta ci andai per la traversata al corsi 10/11 anni fa. ci penserò per quando torno.
ma dici che le sirene chiameranno ancora quest'inverno?
mai dire mai dirai tu vero?
Mandi mandi cajo

Antonella ha detto...

in riofreddo ci sono stata a fine gennaio e il cristo... ci sarò passata sopra!!!
è una gita giusta pe Nadia: tranquilla e poco faticosa!!!

Piero ha detto...

certo che Indy è un cane fortunato.. sempre a zonzo per i monti!
gliela fate sudare la pappa!

andrea loi ha detto...

Sempre in marcia e mai mollare....bravi ragasuoli!!!!
Cambiando discorso caro "paron di cjase"....il mio bollino è stato messo da parte?
Mandi a ducju

montagne sottosopra ha detto...

Per me Indy ha capito tutto della vita. Mi aspetterei un post scritto da lui a raccontare una volta le sue emozioni. Come Kugy " dalla vita di un Alpindog".

Mandi
Luca

Luca l'Alpinauta ha detto...

al Loi: il suo bollino è al sicuro!
alle Montagne-cul-cul-par-su fra poco ci sarà pure un post dell'Alpindog, per ora è una bozza, sta consultando il vocabolaio per dirimere i dubbi su qualche accento