Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 14 dicembre 2009

Prima nevicata


Come al solito il tempo non prometteva niente di buono. Al solito!!!
Nadia si sarebbe dedicata ai pargoli e ai mercatini di Santa Lucia (...mmmh..) e io ...agli Orsi.
Ritrovo non proprio alpinistico (alle otto!) e meta da decidere. L'ago della bilancia è il sole e la brevità del percorso.
Quindi? Intanto andiamo, poi alla tappa caffè decidiamo. E così, dopo un buon caffè, alla fine saliamo a Sella Chianzutan per una puntatina al Cuel dai Laris.
Parcheggiata l'auto, prima di scendere un'occhiata al termometro, giusto per prepararsi... meno due, neanche tanto male!



Prendiamo il sentiero che sale alla Presoldon e si chiacchiera salendo nel tiepido sole. Appena usciamo dal bosco l'Amariana ci sorride solare sotto un cielo grigio tutt'intorno e con un'isola di blu sopra di noi! 
Lasciamo il sentiero per la Presoldon e lasciamo la traccia battuta per salire verso la cresta che sale verso il Cuel dai Laris.



La neve scricchiola sotto gli scarponi e fa sentire la sua voce riempiendo i bianchi silenzi della salita lungo la cresta. Incrociamo la strada che sale alla cava e siamo in vista del ripetitore e della cima. Risaliamo decisi il filo di cresta, orlato di cornici a sud e semispoglio di neve a nord. A metà strada incontriamo due escursionisti che ridiscendono dopo aver rinunciato a salire per la neve.

Arriviamo sotto un salto roccioso, dove il sentiero abbandona la cresta per tagliare il pendio innevato. A occhio sembra meglio la cresta e cosi decido di salire per il misto di roccette, erba secca e neve, seguito da Alessandro.




Sotto di noi Alessio e Roberto decidono di fermarsi, mentre Mara e Lucilla ci seguono. Dopo qualche incoraggiamento ci raggiungono sopra il passaggio esposto, e rassicurate sul fatto che scenderemo da un'altra parte guadagniamo velocemente la cima, giusto in tempo per salutare il sole che si nasconde dietro le nuvole per lasciare la scena ad una bella nevicata. Fiocchi leggeri nel turbine del vento incorniciano la cima.




Da nord soffia un vento gelido che non ci invita a fermarci e così iniziamo velocemente la discesa. Tagliamo il pendio meridionale, evitando il tratto di roccette percorso in salita, e riguadagnando il filo della cresta poco sotto.
Mentre smette di nevicare, raggiungiamo Alessio e Roberto e tutti assieme torniamo verso Sella Chianzutan, dove troviamo ad aspettarci Robertone, reduce dalla prima scialpinistica della stagione, in solitaria e.. con i manici di scopa! Ma questa è un'altra storia!
Concludiamo la giornata davanti al fuoco di un caminetto, con un bicchiere di vino in mano. La compagnia riscalda, le parole ci fanno compagnia, volando leggere... come il tempo, che passa veloce, silenzioso. E' ora di tornare a casa.

7 commenti:

Piero ha detto...

bello il verzegnis nell'ultima foto, sembra enorme.

Laura ha detto...

davanti al fucoco, con un bicchiere di vino, in compagnia, magnifico modo di finire una gita

Carlo de Ts ha detto...

puoi credere cosa sceglievi tra un pendio e una traccia di misto!!!
ma il bicchiere era senza companatico?

Giovanni ha detto...

Robertone è riuscito a disintegrare anche i bacchetti da sci !?!? Unico...

Luca l'Alpinauta ha detto...

non li ha rotti.. li ha dimenticati!

Antonella ha detto...

ci son stata quesi'estate e da li si gode un panorama stupendo, una piccola grande cima

Ty ha detto...

Bello il tuo blog!
Auguroni a tutti!
Ciao