Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

martedì 29 dicembre 2009

Creta Cacciatori

Dopo un Santo Stefano in montagna un pò sfortunato (strade ghiacciate... torrenti inguadabili... unica nota positiva la griglia e la birra slovena!) Nadia decide che il 27 rimane a casa a poltrire! Mentre io... no!
Ritrovo con gli Orsi alle 7.30 e dopo un breve conciliabolo sul da farsi assieme a Roberto, Alex e Denis parto alla volta della Cima Cacciatori.
Arriviamo a Camporosso con calma: vista l'ora, oggi facciamo i furbi e ci risparmiamo il dislivello fino al Lussari utilizzando gli impianti.
La cabinovia ci porta velocemente in quota dove un'atmosfera irreale ci accoglie in cima, condita da un bel -8°!







Attraversiamo il complesso del Santuario e ci dirigiamo verso il bivio per il sentiero che sale alla Creta. La traccia è battuta con le cjaspe nel bosco, ma comunque di tanto in tanto scatta la trappola e puff!! Sotto quasi fino alla cintola!!
Dopo poco però la traccia larga delle cjaspe termina e una coppia di escursionisti ci saluta "da qua in poi si va solo con gli sci!" E perché? Boh!

Salutiamo e proseguiamo. La traccia si riduce al passaggio leggero degli scialpinisti, ma le neve è bella dura e si viaggia bene. Avanziamo veloci, ma sotto la Croce del Poverello ci fermiamo per calzare i ramponi: ora la camminata è più agevole.

Saliamo il pendio reso ripido dalla neve e entriamo nel circo del Cacciatore. La conca innevata è stupenda e, per ora, siamo soli a goderci lo spettacolo!
Scrutiamo il pendio e decidiamo la via di salita: a destra della croce c'è un canale invitante, ma è sovrastato da una grossa cornice ventata, e cosi optiamo per il canale all'estrema destra che esce sulla cresta, e che porta in cima.



Il pendio che sale al canalino ha una bella inclinazione sui 50° che offre una progressione divertente, arriviamo poco sotto una forcelletta da cui parte un couloir un pò più verticale che dà un pò pepe alla salita. Denis e Alex si fermano qui e io e Roberto saliamo il canale.
La salita è breve, saranno sessanta metri ma interessanti su neve dura è un pò di misto.



I ramponi e la becca mordono la neve scricchiolando, e l'uscita in cresta regala una vista magnifica! E richiede un buon equilibrio!




Aspetto di veder salire Roberto e poi parto, attratto dalla cima, lungo la cresta, tutt'altro che banale in queste condizioni, la neve assottiglia il filo, e di tanto in tanto ci si deve soffermare a valutare bene quello che c'è sotto i piedi, aggiro un paio di cornicette e continuo. La croce e la campana sono li che strizzano l'occhiolino, ma la cornice che chiudeva il canale adocchiato prima ci sbarra la strada, a nord la cornice a sbalzo sul vuoto, a nord uno strapiombo povero di appigli e con neve farinosa. La cima è li a pochi metri, peccato, torno indietro e aspetto che esca in cresta Roberto.







Facciamo un paio di foto e iniziamo la discesa. Per Roberto è la prima salita di questo tipo ed è comunque soddisfatto, e sono contento anch'io, la parte più divertente della giornata ce la siamo goduta al cento per cento, e la cima ci aspetta.
Iniziamo la discesa, a ritroso sui nostri passi, come su di una scala a pioli riutilizziamo le tracce della salita in discesa, con calma, senza fretta, perchè un errore sarebbe pericoloso.
Arriviamo alla base del canale e scendiamo lungo il pendio ghiacciato verso i nostri due amici che ci aspettano nel fondo del catino.
Una tazza di tè è quello che ci vuole ora!
Ripasso mentalmente la salita fatta e sorrido: mancava veramente poco! Però la cornice era bella grande! Intanto abbiamo fatto la prima invernale della stagione e di questo sono contento.

Scendiamo lungo il sentiero e raggiungiamo il sentiero del Pellegrino: li ci togliamo i ramponi; un signore ci chiede se siamo saliti alla Creta "Quasi!" , "Bravi, avete fatto una bella cosa, ma siete saliti da giù?" "No, i vin fat i furbos!", "Ben, no steit contale dute, ma i veis fat une biele robe!".
Assolti dall'attempato escursionista, lo seguiamo lungo il sentiero del Pellegrino.


8 commenti:

Lorenzo ha detto...

Belle immagini, almeno hai trovato un po' di neve, noi sui piani, solo un po' di polvere a coprire il ghiaccio.

Carlo de Ts ha detto...

cayo che bella idea, mi sa che domani ci vado. cascate cìè nè in giro?
Buon Anno!!!!!!!

Annarita ha detto...

che bello, io ci son stata solo d'estate e neanche in cima!
ma con le cjaspe ci si arriva senza problemi nel vallone?

Ilenia Zigaina ha detto...

ma non ho mica capito per dove siete saliti, tutto a destra dall'anfiteatro o da più in giu?
Buon anno all'alpinfamily!

frivoloamilano ha detto...

Cominci a scaldarti i muscoli....in attesa di robe più dure!

Buon 2010 a tutta la famiglia e un inizio anno sottozero...per le robe più dure, le cascate, si intende....
;-)
ciao

Luca l'Alpinauta ha detto...

@ilenia, fra un pò metto il post sul sito degli orsi e vedi la via di salita
@frivolo: e si si inizia con le robine corte, ma questa non era banale, anche se breve. speriamo in un 2010 proficuo e freddo!

Laura ha detto...

le cime d'inverno sono un regno bellissimo, purtoppo, o per fortuna , aperto a pochi

Ty ha detto...

che belle foto!!!!