Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

domenica 22 maggio 2011

Dobratsch

"Guarda, c'è anche una bimba più piccola di te" dico a Gabriele mentre Luca parcheggia l'auto nell'ampio spiazzo al termine dei 16 chilometri della "Villacher Alpenstrasse", sul monte Dobratsch.
"Ed è anche italiana, dalla targa della macchina!"
Scendiamo dall'auto e la coppia che armeggia con scarponi e zaino portabimbo si ferma e ci osserva. 
"Ma non è Luca?" dice la  ragazza. Al che li guardiamo bene e ci troviamo davanti Carlo e Stefania, con la piccola Elisa, amici e soci della nostra sezione Cai. Che sorpresa ritrovarsi quassù! Faremo la salita alla cima del monte Dobratsch assieme allora!
Oggi Gabriele sfoggia i suoi primi pantaloni da escursionismo e il suo primo vero paio di scarponcini da montagna, con tanto di suola Vibram! Tutto orgoglioso li fa vedere ai nuovi amici. Bene, si parte, camminando naturalmente! E Gabriele parte su per la sterrata, trascinandosi dietro i bastoncini, puntando entusiasta il dito verso i vari trattori che ci sono li in giro. La piccola Elisa gorgheggia dall'alto del suo zaino, entusiasta e abituata ai monti fin dalla nascita come Gabriele. 











Tutto in giro, prati fioriti e bellissimi panorami, su Giulie e vallate austriache. Peccato per la foschia e per quei nuvoloni che piano piano si stanno avvicinando da nord. "Nuvolo e pioggia" è messo dal pomeriggio perciò decidiamo di accelerare il passo e caricato un recalcitante Alpinfrut nello zaino puntiamo alla lontana cima con il gigantesco antennone che ci appare dopo una curva in cui è rimasto un alto paretone di neve. 















E' mezzogiorno passato quando Elisa piagnucola reclamando il suo pranzo. Carlo e Stefania si fermano presso un tavolo con panche mentre noi proseguiamo verso la cima, ci ritroveremo lassù. Passando accanto ad alte barriere paravalanghe, iniziamo a risalire gli ultimi tornanti che, passando nei pressi di un'antica chiesetta e accanto all'enorme basamento dell'antenna, portano al ristrutturato rifugio Ludwig-Walter-Haus, chiuso fino a fine mese.






Da li alla cima ancora pochi passi e risalito il sentiero dietro al rifugio, tocchiamo la vetta del monte Dobratsch e la sua croce di legno.







Poco sotto di essa, un'altra chiesetta, che raggiungiamo, dove Gabriele può dar sfogo a tutto quel "din don dan" che gli avevamo promesso tirando la corda della campana al suo interno. 




Ci sediamo a pranzare al suo esterno, su un prato che da su delle mura in rovina e sulla verde vallata sottostante. Ci raggiungono anche Carlo, Stefania ed Elisa e nutriti bimbi e gracchi ci godiamo questa giornata, tenendo d'occhio i nuvoloni che si fanno sempre più vicini. 







Il temporale rumoreggia poco distante e a malincuore decidiamo di rimetterci in cammino e visitata anche l'altra chiesa riprendiamo la via del ritorno. Il tempo è clemente e tra nuvole e sprazzi di sole arriviamo "asciutti" al rifugio presso il parcheggio. 




Entriamo per una bella birra e un dolce: il menù è in tedesco e ordinato per due "dei gnocchi" ci vediamo arrivare una specie di megakrapfen immerso in salsa di vaniglia!


Ripuliti i piatti e scolata la birra non ci resta che salutare gli amici che sono in ferie per un paio di giorni nelle vicinanze e tornare a casa. Il rombo del tuono echeggia sulla cima del Dobratsch e le prime gocce iniziano a cadere mentre scendiamo in auto giu per la strada verso Villach: anche oggi ci è andata bene!



4 commenti:

Laura ha detto...

wow wow wow superalpinfrut!!!
ma sei bravissimo!!!!
un megabacione al piccolo alpinista

Carlo de ts ha detto...

di ritorno da una trasferta mi fa piacere che il piccolo furlano sia sempre più alpinautico!!!
ciao a tutti ragassi
con tanta invidia e nostalgia delle montagne

antonella ha detto...

bravi a tutti e quattro a portare i cuccioli in montagna e iniziarli alla natura!
e un altro bacione al piccolo alpinauta (molto trendi con i pantaloni da montagna e gli scarponi!

frivoloamilano ha detto...

...giovani alpinisti crescono!

ciao ;-)