Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 30 maggio 2011

Neve di maggio

"Allora a sabato, alle 7.00"
"Con ogni tempo?!?"
"Con ogni tempo!!!"



Certo che arrivati a Timau il tempo suggerisce molte cose da fare... Ma siamo decisi e i corsisti più di noi! Nonostante nuvole, nebbie e la neve caduta durante la notte andiamo avanti con il programma della giornata.
Saliamo i tornanti verso Passo Monte croce Carnico e prendiamo la strada che si inerpica verso casera Val di Collina. Le belle placconate sono generose di rivoli d'acqua e decidiamo di fare qualche prova con i paranchi su un bel sassone con alcuni allievi.



Il cielo sopra di noi scopre tutte le tonalità di grigio finché, passato mezzogiorno, qualche timido raggio di sole spezza la monotonia con qualche pennellata di blu intenso.
La parete si è asciugata e il sole ci scalda mentre saliamo all'attacco. Cerchiamo di evitare la parte bassa, ancora sporca di neve e fango e raggiungo il terrazzino più alto dove recupero Elena. Dietro di noi Robertino con Micaela, Roberto con Marco e Alberto e Claudia e Federico.

Sopra di noi Fabrizio, Bepi e Michele con Marco, Luca e Stefano si stanno già preparando a scendere.
Le placche danno sempre belle sensazioni: è bello salire su quel bel calcare ruvido e caldo. Recupero Elena che sale senza grosse difficoltà.
D'un tratto un grido rompe il gioioso silenzio della salita e si sostituisce violento al respiro del vento: un grosso sasso vole al nostro fianco, smosso da una cordata,  per scomparire nel folto del bosco sotto di noi. Una bella scossa di adrenalina per ravvivare la giornata!

Continuiamo la salita e in breve siamo in cima alla parete: ci sistemiamo e attrezziamo la prima doppia. Mentre aspettiamo gli altri ci godiamo il panorama chiacchierando.
Scendiamo alle auto nel tardo pomeriggio, portando nello zaino una bella giornata, su cui pochi avrebbero scommesso.

Dopo una birra in compagnia scendiamo a Timau, da Otto, per la cena e per la notte, che nonostante le fatiche della giornata ci riserva ancora energie da spendere, tanto che Bepi, Elena e Fabrizio aprono e chiudono le danze della festa della Capra... un segno?
Passa veloce e pesante la notte e il mattino ci vede presto al Passo di Monte Croce. Al freddo e al gelo, con le cime ancora bianche, dalla nevicata del giorno precedente.

Mentre sto partendo dal bosco spuntano Giuliano Bressan con Marcello e Lorenzo, giunti da Padova sui grigi e compatti calcari carnici. Salgono con noi la Bella Venezia, tra risate e battute e un consiglio ai nostri allievi!

Un tiro dopo l'altro saliamo "baciati" dal sole, guardando i nostri dirimpettai sullo spigolo De Infanti... loro il sole lo immaginano e basta! I ragazzi salgono bene, anche se la difficoltà oggi è un pò più elevate, ma arrivano comunque soddisfatti e contenti della salita.
Pronti per la prossima avventura!

2 commenti:

Laura ha detto...

com'è il proverbio? chi la dura la vince? mi sembra appropriato! corsisti fortunati con istruttori di questa pasta! belle foto, molto bella quella del polinik!

Fabrizio Rosano ha detto...

Complimenti ragazzi, per le foto, i racconti e la passione per la montagna!
Ciao

Fabrizio