Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

sabato 12 novembre 2011

Vedove allegre su Cima Ombladet

Dopo tanta pioggia, finalmente le previsioni per il fine settimana sono buone e danno sole e inversione termica!
Con una mail intitolata "vedova allegra" Stefania mi annuncia che sabato Andrea è reperibile e costretto a casa e lei è libera se vado da qualche parte. Anche Luca ha un impegno nel tardo pomeriggio e così spulcio tra le mie innumerevoli "gite da fare" e dopo avere inviato un paio di proposte a Stefania e avuto campo libero per la decisione scelgo la Cima Ombladet, gia tentata a maggio 2008   .
Il ritrovo è per sabato a Osoppo e alle 6:40 arrivo puntuale, con la luna piena che splende alla mia sinistra mentre a destra i caldi colori dell'alba preannunciano il risveglio del sole in un bel cielo limpido!
Stefania arriva subito dietro a me e dopo un veloce trasferimento di zaini, puntiamo la mia auto verso Forni Avoltri e il piccolo paese di Sigilletto, dove parcheggiamo presso la chiesa.






"Viodeit di esi ju prin di cinc che in Cjarnie a ven scur adore" (Vedete di essere giu prima delle cinque che in Carnia vien buio presto) ci dice un ragazzo che passa di li mentre con gli zaini in spalla ci avviamo su per la vietta dietro il campanile e con un "Saremo giu presto" lo tranquillizziamo.



All'inizio facciamo fatica ad individuare i segnavia, ma dopo un po' ne vediamo uno su di un muro e da li in poi non ci saranno più problemi. Raggiunta la sterrata che serve la cava di marmo, proseguiamo sul segnavia 169 e salutata la "Madono de Scesolo", proseguiamo nel bosco fino ad uscire nella bucolica radura di casera Monte dei Buoi. 




La giornata è limpidissima e i colori dell'autunno dipingono di rosso rame gli alberi che ci circondano. La Cima Vas si erge aguzza davanti a noi mentre proseguiamo lasciando la visita alla casera per il ritorno. 




Il sentiero sale dolcemente, tra radi larici e rocce, portandoci ad un avvallamento dove un grosso masso squadrato si erge in mezzo al prato. Davanti a noi la nostra meta, imbiancata da una spolverata di neve.









Una piccola pausa al caldo sole per mangiucchiare qualcosa prima di proseguire e poi via, salendo con un paio di lunghi tornanti i pendii di Cima Ombladet fino ad arrivare sulla lunga dorsale dove la vista ora può spaziare anche giu, verso tutto il Canale di Gorto. 






La neve, per fortuna poca, non crea problemi e proseguiamo seguendo la traccia lasciata da un signore di Gemona che incontriamo poco dopo assieme al suo cagnolino. Ci fermiamo a chiacchierare per un bel po' con lui, incuriosito dal fatto di vedere due donne sole a zonzo per monti: "eeh, i timps a son cambias!" ( i tempi sono cambiati!) ci dice e prosegue facendoci un po' di "terzo grado" su cosa sappiamo fare in montagna, di dove siamo, dove abbiamo lasciato i mariti, ecc ecc. Si vede che vuole chiacchierare con qualcuno ma dopo venti minuti decidiamo di salutare cordialmente il nostro intrattenitore e proseguire verso l'ormai vicina meta, di cui possiamo gia intravedere la croce di vetta. 



Ancora poco infatti e il nostro sguardo può spaziare a 360°: il panorama, in questa giornata tersa è a dir poco splendido!!! La rocciosa cima del monte Volaia si erge vicinissima a noi, divisa dalla Cima Ombladet solo da una cresta erbosa, mentre davanti a noi lo sguardo scende giu verso il lago di Bordaglia e l'omonima casera, risale verso la Cresta Verde e il monte Fleons e oltre, verso le cime austriache mentre una coltre di nuvole avvolge le loro vallate. 








L'Avanza e un mare di cime, vicine e lontane, di cui cerchiamo di individuare i nomi, ci circondano, mentre sulla lontana pianura da dove arriviamo aleggia una fitta e bianca foschia. Raffiche di vento ci colpiscono di tanto in tanto alzando spruzzi di neve, ma come si calma un attimo è il calore del sole a farla da padrone! Inversione termica diceva il meteo e così è.......si sta benissimo!




Dopo la classica foto di vetta, salutiamo la caratteristica croce di vetta a cerchi e scendiamo leggermente lungo la dorsale fino ad un punto ben riparato e pulito dalla neve.



Mangiamo godendoci il panorama e il calduccio del sole per più di un ora e alle 13:00 ci rimettiamo in marcia, scendendo  e fermandoci a far visita alla casera con il suo bel portico.




Il sole sta lentamente tramontando e i suoi colori caldi ci avvolgono mentre rileggo il libro della casera e trovo le firme lasciate la scorsa volta che ci siamo stati. Non possiamo lasciarne di nuove però, perchè sul vecchio libro, li dal 2006, non c'è più spazio. Il ricordo di questa bellissima giornata rimarrà scritta nella nostra mente....e perchè no, qui sul nostro blog!  

4 commenti:

frivoloamilano ha detto...

Che periodo meteorologico fantastico che stiamo attraversando! C'è da stare allegri tutti... e sperare che duri.
Panorami bellissimi e nuovi ricordi impressi nella mente e nel cuore.

un abbraccio

matteo ha detto...

....leggere il commento del giro....è stato fantastico, ancora più bello pensando se penso che sono originario di Sigilletto!

Antonella ha detto...

bella e facile cimetta, con una giornata semplice diventa un'emozione intensa, nella sua semplicità.

Nadia l'Alpingirl ha detto...

@Flavio:giornate fantastiche!!!speriamo durino!!!
@Matteo:ciao e grazie...questa zona è davvero bella!!
@Antonella:hai detto tutto!cosa voler di più!ciaoo