Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 18 febbraio 2013

Pizzoc d'inverno

"Domani fai qualcosa?"
La telefonata di Diana, venerdì mattina, mi coglie un po' all'improvviso: vediamo chi c'è, com'è il pericolo valanghe, dove andare...ma qualcosa si fa sicuramente!
Alla fine siamo solo io e Diana e con un bollettino valanghe che dà pericolo 3 su tutto l'arco alpino la decisione cade sul monte Pizzoc, in Cansiglio.




Raccolgo un po' di info sull'itinerario e sulla strada e sabato mattina ci mettiamo in viaggio che sono da poco passate le 8:20 : destinazione Sacile, Sarone e La Crosetta.
"Sempre dritta", così mi ha detto Luca. Ma si sa, quando mai le donnine ascoltano i maschietti?
Fatto sta che Diana pensa che ci sia un modo più veloce per arrivare a Sacile e, sommati ad un paio di miei sbagli di direzione, ci ritroviamo a gironzolare tutt'attorno a Pordenone! Sono le 9:30 quando finalmente ci mettiamo nella giusta direzione! Ok...prossima volta, sempre dritte!
La tortuosa ma larga strada che sale a La Crosetta è sorprendentemente ben pulita e con molti spiazzi per parcheggiare. Troviamo un posticino proprio all'imbocco della strada che porta al rifugio Città di Vittorio Veneto e alle 10:30 siamo in cammino, calzando da subito le ciaspole! Ci aspettano sei chilometri di strada innevata nel bosco del Cansiglio, ma per fortuna il sole filtra tra gli alti fusti degli alberi e non soffriamo mai il freddo...anzi, fa quasi caldo!!! 


La pendenza per fortuna è sempre dolce e ai lati della strada facciamo la scoperta delle "rose d'inverno" ...palle di neve rotolate giù dai pendii e trasformate in coreografici boccioli!!


E poi eccoci finalmente all'aperto e per un po' pensiamo di essere già arrivate al rifugio, scambiando una grossa costruzione appunto, per il rifugio. 




Invece ci vorranno ancora un paio di anse innevate della strada, per condurci finalmente presso un ampio piazzale che culmina con un alta croce di vetta, a picco su Vittorio Veneto e sulla pianura, la cui vista è estesissima da qui, fino alla laguna di Venezia nelle belle e limpide giornate! 


Ma non oggi: infatti una densa foschia limita moltissimo la visuale verso sud! Ma a nord splende il sole e sebbene alcune cime siano corredate di nuvoletta fantozziana, l'azzurro la fa da padrone, tanto che si scorgono vicinissime le Tre Cime di Lavaredo e il Pelmo!







Pranziamo sedute su una bella pietra piatta godendoci la vista e chiacchierando, mentre sbuffi di nebbia salgono dalla pianura, creando giochi di luce sui pendii innevati e oscurando il sole, tanto che il frescolino inizia a farsi sentire e le poche persone salite quassù iniziano a sparire. 



Indossate le ciaspole, riprendiamo anche noi la marcia e scendiamo nuovamente al parcheggio. 
E' stata una bella ciaspolata esplorativa: il posto promette bene nelle belle giornate e pure il menù del rifugio: torneremo con la strada aperta, con le famiglie, magari per goderci un bel tramonto e una bella cena in rifugio!
Arrivederci Pizzoc!

2 commenti:

frivoloamilano ha detto...

Certo che se non vi fate due ore di macchina non siete contente!
Bella ciaspolata e un altro timbro immagino
ciao ;-)

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Flavio...dobbiam pur dar da vivere ai distributori!!!
Niente timbro..nè libro di vetta!tocca aspettare l'apertura del rifugio mi sa!!!
Ciaooo