Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 15 luglio 2013

Ritorno a Mimoias

Luca e Alessandro sono sul Grossvenediger questo fine settimana, così io e Ilaria ci organizziamo per una gitarella soft che vada bene sia al suo stato "panzuto" sia al piccolo Gabriele. 
Così domenica puntiamo verso la Val Pesarina e dopo averla percorsa quasi tutta, parcheggiamo all'imbocco della sterrata con segnavia 203 che in circa 45 minuti ci porterà a quello che ricordo come un bel angolino montano, già visitato nel 2007. 



Ma gli anni passano e le cose cambiano e purtroppo, quando vi giungiamo, il posto idilliaco che ricordavo, si è trasformato in una distesa orribilmente mutilata e devastata dal pascolare di un folto numero di pecore, i cui pastori soggiornano nel rudere della vecchia casera Mimoias. 







La delusione e tanta, così come le mosche che ci assalgono!!! Gabriele vorrebbe fermarsi qui, ma non è proprio possibile, così tentiamo di andare oltre, seguendo il sentiero che porta al rifugio De Gasperi, attraversando i folti prati che però non offrono nessun punto adatto affinchè Gabriele possa giocare tranquillamente. Per non allontanarci troppo, scendiamo giù verso il margine di un boschetto, dove alcuni tronchi tagliati possono offrirci almeno un posto "pulito" dove poterci sedere. E per "lustrarci" gli occhi, basta alzare un po' lo sguardo: ecco allora che pranziamo, sovrastati dalla vicina Cresta di Enghe e dalle cima del monte Paradara. Poco dietro, sbuca la verde quota 2288 della Creta di Mimoias, di cui s'intravede la croce di vetta e dall'altra parte della vallata, i verdi monti di Sauris. Ci consoliamo così per un po', chiacchierando del più e del meno, mentre Gabriele si diverte "arando" con i suoi trattori il sottobosco di aghi di pino.


Certo che le mosche non ci danno tregua, perciò decidiamo di ritornare sui nostri passi, passando accanto a dei simpatici asinelli, compagni del numeroso gregge. I piccoli sono davvero dolcissimi e uno gioca a rotolarsi poco distante da noi, fuggendo accanto alla sua mamma, appena cerchiamo d'avvicinarci a lui. 


Ripassiamo accanto alla casera Mimoias e scendiamo giù per la sterrata percorsa al mattino, facendo scorpacciate di fragoline di bosco e costruendo "ometti" di sassi lungo la strada. 
E poi, tappa a Villa Santina, per un gelato che rinfreschi la giornata e sollevi gli animi, un po' delusi da questa piccola gita.  

2 commenti:

Via Normale ha detto...

gita tranquilla per mamme certe e "future" O ho capito male? Già una volta mi è capitato con te..!!!

ciao, saluti, Flavio ;-)

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Hai capito bene Flavio..e ormai manca poco a questa futura mamma! Presto Gabriele avrà un amico d'avventure!!!
Ciaooo