Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

domenica 16 febbraio 2014

Sul Rossa-Taiet

Un altro sabato dal meteo molto incerto... dopo un venerdì splendido!
Ma qualcosa si trova sempre da fare e questa volta è il turno di un monte che ad un'amica non è proprio piaciuto! Ma quella particolare croce di vetta mi attira e voglio andare a vedere di persona se veramente il monte Rossa-Taiet che avevo scartato molte volte, è davvero così brutto.
Così sabato mattina, io e Diana partiamo alla volta di Pradis di Sotto e della località Piani di Gerchia, dove parcheggiamo nello spiazzo di una cava. Davanti a noi parte una sterrata con segnavia 820 che passando accanto ad alcune case e ad una cappella dedicata a San Francesco, si esaurisce presso un casolare con piccola fontana al cui interno nuota solitario un bel pesciolino rosso!!!! 


Seguendo i segnavia sugli alberi, risaliamo nel boschetto a piccole svolte il tratto che ci porterà a superare la Cuesterelde e da li, mediante una bella cengia erbosa, a procedere quasi in falsopiano lungo il suo versante est. Di tanto in tanto belle schiarite offrono ampie visuali sulla sottostante pianura su cui oggi regnano nuvole e foschia che creano strani giochi di luci e colori. 



Sì, perchè quassù il sole di tanto in tanto fora la copertura di nuvole e ci rallegra con i suoi caldi raggi di sole, che noi pronte catturiamo, fermandoci e alzando il viso entusiaste! La scusa è buona per riprendere fiato e ammirare i dintorni! Arrivate al bivio con il sentiero 821a che tralasciamo, iniziamo a pestare neve, mentre risaliamo una valletta che ci porta ad un bel pulpito panoramico sulla pianura. 


Sosta cattura sole e volgiamo lo sguardo alla nostra meta, ben visibile ora con la sua cresta boscosa e innevata. La neve per fortuna non ci crea problemi e seguendo le orme di qualcuno salito in precedenza, arriviamo alla selletta a quota 1309. 


Le orme si esauriscono poco oltre, lasciandoci in un immacolato bosco bianco: come da relazione, scegliamo di seguire il corso della cresta il più possibile, ma spesso gli accumuli di neve ci costringono a percorrere lunghi tratti all'interno del pendio boscoso rivolto a nord del monte Rossa. Seguendo dei provvidenziali segnavia, oltrepassiamo alcune elevazioni sbucando di tanto in tanto tra le sellette che le dividono, controllando così di non perderci quella con la croce di vetta! 




Puntando a quella che ci sembra l'altura più alta, iniziamo la risalita di un ripido pendio bianco e ci troviamo così sopra ad un bel panettone immacolato e panoramico. 





La vista, nonostante un po' di boscaglia, si apre sulla val Tramontina, sulle Dolomiti Friulane fino al cupolotto del monte Raut e dalla dorsale Cuar Flagjel al lontano monte Nero e Matajur. Ma della croce nessuna traccia! Che sia sepolta dalla neve? Le campane a valle suonano a mezzogiorno, mentre noi ci guardiamo intorno: questa sembra proprio essere l'elevazione principale! Facciamo un ultimo tentativo, proseguendo verso un ulteriore sperone, passando all'interno del successivo boschetto e poco dopo sento Diana che felice mi dice di averla intravista! Ed infatti ecco la croce sbucare dal manto nevoso oltre i rami di alcuni bellissimi faggi contorti!!! 


Posta su uno sperone aperto, la vista sulla pianura, nonostante la copertura nuvolosa, arriva fino al mare che vediamo scintillare lontano! Si vedono anche i palazzoni di Lignano! 




E poi il sole, che lottando con il susseguirsi di nuvolette, crea fasci luminosi e giochi di luci davvero entusiasmanti! Ci sediamo sulla neve, godendoci lo spettacolo e mangiando il nostro pranzo, concludendo che il Taiet alla fin fine è proprio un bel monte! Lo dimostra il bel panorama, le varie alternative per arrivare alla sua vetta, il tipo di sentiero, la solitudine! E la croce, con le due targhe e il libro di vetta, su cui lasciamo le nostre firme. 





Purtroppo non ci possiamo fermare molto in vetta, richiamate a valle da impegni serali, ma ci godiamo ogni minuto quassù, ogni passo percorso per ritornare all'auto. Il cielo alla fine, dopo tante facce, sembra puntare sull'azzurro, regalandoci ancora caldi assaggi di primavera, mentre ripercorriamo i nostri passi, notando cose che all'andata ci erano sfuggite: come la fonte del Bec, una piccola sorgente d'acqua con vasca e una targa li vicino con una bella poesia. 






Tornate a valle, salutiamo il pesciolino rosso a cui lasciamo un po' di briciole per la sua cena e ritorniamo verso casa. Dalla pianura scorgo la lunga cresta del monte Rossa-Taiet e non resisto ad un ultimo scatto. 


Mai farsi fuorviare dai giudizi degli altri: ogni stagione cambia la prospettiva di un monte e oggi noi abbiamo sicuramente colto quella giusta per questa cima!
  

4 commenti:

montagne sottosopra ha detto...

prendiamo appunti, perchè l'avevo sempre scartato.......... peccato però per il tempo, il panorama sembra niente male

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Ciao Luca,ingiustamente anche io l'avevo scartato,ma ci ha dato davvero delle belle emozioni,complice incredibilmente,proprio il meteo con la sua nuvolaglia,che per fortuna su di noi era poco compatta e ci lasciava pure godere del sole.Le foto in controluce fanno apparire il cielo più scuro di quello che in realtà era. Certo,con cielo limpido dev'essere uno spettacolo ma se non ci fosse stata la copertura non avremmo goduto di quei bei raggi di sole che filtravano sotto di essa. Spettacolo!

Flavio Molinaro ha detto...

prendo appunti pure io ....appena esco dal letargo, oltre al resto voglio fotografare quel pesciolino rosso!

un caro saluto ;-)

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Flavio...se vai,porta un amichetto a quel povero pesciolino!!! Mi faceva pena vederlo così solo!! Ero quasi tentata di portarlo a casa per metterlo assieme ai miei nella vasca in giardino!!! Ma forse avrei dato un dispiacere ai proprietari del casolare...
Salutoni!!!