Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

martedì 4 marzo 2014

I sentieri della pioggia

Potrebbe essere il prossimo titolo della nota serie di guide qui in Friuli Venezia Giulia.... dato che la pioggia e le perturbazioni continuano a susseguirsi con una predilezione per i fine settimana!!!!
E' però un occasione per depennare dalla lista tanti giri che con meteo soleggiato non ci si sognerebbe di fare, dato che molte volte si sviluppano all'interno di boschi o vallate poco panoramiche.
E così, sabato mattina, con molta calma e sotto una bella pioggerellina, passo a prendere Enrica e dopo aver preso Diana a Dignano, puntiamo verso il pordenonese. Ho diversi itinerari in lista e le amiche optano per il Canale di Cuna in Val Tramontina, un itinerario semplice, viste le attuali condizioni meteo. 


Raggiunto Tramonti di Mezzo ci fermiamo per un caffè e poi imbocchiamo la stradina che sale alla località Selva Piana, dove parcheggiamo. Non piove più, ma lo stesso infiliamo gli ombrellini negli zaini... non si sa mai... e ci avviamo su per la stradina sterrata che poco dopo ci porta a forca Giuviel, crocevia di molti sentieri. 


Noi imbocchiamo quello con segnavia 810 che perdendo trecento metri di quota ci porta nel Canale di Cuna e alla borgata Pascalon con la ristrutturata chiesetta di San Vincenzo. 





Cartelli posti li vicino spiegano lo svolgersi della vita in questa stretta vallata, lunga oltre quattro chilometri. Ci fermiamo a leggere, affascinate, immaginando lo scorrere delle giornate della gente impegnata nei lavori quotidiani, le corse di quei 23 bambini che venivano a scuola proprio qui vicino, dove il maestro Nanni insegnava loro! Quanto mi piacerebbe vedere foto di allora, di queste abitazioni ormai ridotte a rovine! Entriamo nella chiesetta e dopo una preghiera e una visita all'altare, lasciamo le nostre firme sul libro delle visite e diamo un paio di rintocchi alla campana nel campanile. Chissà se il suo suono si sentiva anche in fondo alla vallata.


Dal cielo pioviggina, ma non ci facciamo intimorire e proseguendo oltre, andiamo a dare un occhiata a cosa c'è più in là. Le acque del torrente Comugna scorrono veloci accanto al sentiero, che passando tra alberi ricoperti di verdissimo e soffice muschio, s'inoltra nella vallata. 


Guardo le amiche speranzosa e non mi deludono: si va avanti! Passando per i vari borghi, facciamo un tuffo nel passato, visitando le case ormai ridotte a cumuli di sassi e muri pericolanti, dove in alcuni appaiono ancora i numeri civici. 


Il sentiero attraversa più volte il fiume tramite ponti in cemento, passando a volte su terreno ghiaioso, a volte tra erba e fiori, prendendo quota nel bosco per poi riavvicinarsi alle rocce scavate dall'acqua, che formano profonde pozze verde/azzurre. 








Distese di bucaneve tappezzano i prati tra alberi e arbusti mentre qua e là ciuffi di primule ed ellebori danno un tocco di colore vivace, assieme a degli strani funghi gialli su dei rami. 




Arriviamo così, un ora dopo, alla fine della valle, dove, al di là di un altro ponte, ci sono le case Piedigiaf. Un monumento ricorda l'omicidio di due coniugi che abitavano qui, ad opera di una truppa di cosacchi nella guerra '43-45 e di un partigiano e di un garibaldino, caduti sotto il fuoco nemico durante i rastrellamenti. 


Una preghiera e una veloce visita anche a questi ruderi e ci sediamo a mangiare il nostro pranzo. Il sole occhieggia in un cielo ancora grigio, ma tendente ormai al miglioramento, come previsto dal meteo. Sono quasi le quindici quando ci rimettiamo in cammino ed un ora dopo siamo di nuovo alla chiesetta di San Vincenzo, dove ci facciamo un autoscatto a ricordo del "tuffo nel passato" in questa affascinante vallata.




Non ci resta che risalire alla forca Giuviel e ritornare all'auto, lasciando dietro a noi un passato, che rivive però nelle tante persone che ogni primo maggio ritornano qui per festeggiare tutti assieme. 

3 commenti:

Flavio Molinaro ha detto...

Per ora aspettiamo la guida sul FVG della Lonely Planet...per quella della Pioggia c'è tempo; anche se la tua riflessione è giusta e come idea non sarebbe male: in certi posti ci si va solo con un certo tempo!
Ed anche questa volta un animaletto da immortalare :-))

ciao

montagne sottosopra ha detto...

un pò di pioggia non ferma certo la voglia di scoprire uno posto molto bello, non molto conosciuto, ma interessante.

E poi bisogna dargli contro al maltempo, deve capire che non può averla sempre vinta :-) !

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Ciao Flavio..l'idea della lista delle "imboscature" è un ottima scusa per andare per monti anche con il brutto tempo!!! mai fermarsi!!!

Ciao Luca,questi sono ottimi posti per rallentare e riflettere. Qua non sono i panorami l'obiettivo, ma i ricordi del passato.
E hai ragione...il maltempo ha trovato un gruppo di cocciute più di lui!!! ;)