Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

domenica 23 marzo 2014

Schivando salamandre sul monte Cretò

Gocciola!....Piove!!!....Diluvia!!!!!!
Man mano che ci avviciniamo a Tramonti di Sopra la situazione già molto incerta, peggiora sempre più!
Mannaggia! Che fine ha fatto la mia tanto acclamata e spavalda frase "tranquilli, dove vado io splende sempre il sole!"???
Io ed Enrica ci guardiamo depresse: oggi una lavata non ce la toglie nessuno! 
"Ho le mutande di ricambio?" scherza pensierosa Enrica, mentre spostati indietro i sedili dell'auto, facciamo contorsionismo mattutino per infilarci scarponi, ghette e giubbotti al riparo dalla pioggia!
Un bel respiro e usciamo dall'auto e... chissà... ora gocciola soltanto...
Tiriamo su il cappuccio e partiamo, lasciando l'auto in un bel parcheggio in via del Castello e puntando alla strada che sale al passo Rest, raggiungiamo il punto di partenza del sentiero 1.


Il cielo è nuvolo ma per fortuna ha smesso completamente di piovere!!! Dai che forse ce la facciamo, ci auguriamo sorridendo! Il sentiero inizia con una bella gradinata in pietra e sale su, tra boschetti e rivoli d'acqua limpidissima, tra primule e.... salamandre!!! Tante salamandre!!! In tutto il giro ne conteremo una trentina!!! E avremo un bel da fare a schivarle, a cercare di non calpestarle e a fotografarle!!! Son così carine!!! Un po' meno le due zecche che mi ritrovo sulla maglia e sul pantalone!!!! Okay.. urge controllo costante dell'abbigliamento!!! Ad Enrica viene già il prurito!!!


Raggiunto un primo stavolo immerso in un bel prato, passiamo oltre, stando attente alle pietre scivolose del sentiero ora roccioso e molto panoramico sulla sottostante vallata, dove le nuvole di condensa creano bellissimi scenari con un sole che solo per pochi secondi ci da un occhiata... o era un occhiolino?... per poi scomparire di nuovo creando un ribollir di nebbie che lentamente salgono verso di noi. 





Paletti e segnavia ci guidano in alto, ora su prati erbosi e faggi, fino a raggiungere ciò che resta dello stavolo Zouf. Qui il fondo si fa ricco di foglie e con passo felpato, scendiamo in un impluvio e risalito il lato opposto, ci facciamo guidare dai segnavia nella fitta faggeta. 



Proprio un grande faggio caduto ci sbarra la strada in un punto particolarmente ripido e ci fa fare "donnavventura", risalendolo fino alle radici dove, afferrato alla bene meglio il grosso tronco, cerchiamo di passare oltre: già per me che ho gamba lunga è un impresa, Enrica rimane a cavalcioni e ride! 


Vinto l'ostacolo, saliamo ancora fino ad un bella schiarita lungo il margine del crinale che offre una spettacolare visuale sulle dirupate e scoscese pendici del monte Roppa Buffon! Un movimento veloce cattura la mia attenzione nel fondo del vallone ed eccoli là, sei camosci che fuggono veloci dopo aver sentito le nostre voci. 




Raggiunto il punto in cui il sentiero inizia a scendere, ci fermiamo a pranzare, poco lontane dallo stavolo Celant, che raggiungeremo poco dopo avvolte in una spettrale nebbiolina. 


Per un breve tratto perdiamo i segnavia, ma li ritroviamo poco dopo, lungo l'impluvio asciutto del Rio Celestia, che dobbiamo seguire fedelmente, attraversandolo più volte, scendendo ripidamente. 



Ne avevamo viste altre, diroccate, ma una grande e ancora intera calcinaia attira la nostra attenzione durante la discesa: il bordo è contornato da cuscini di eriche in fiore e con molta cautela ci affacciamo lungo il bordo per dare uno sguardo al suo profondo interno: saranno tre metri e mezzo!!! 


Ripresa la discesa raggiungiamo un bel punto panoramico, attrezzato con panchine, presso la "Sorgente dei Malati" dove l'acqua sgorga da una fontanella sotto un ancona con statuetta della Madonna. 


Ci dissetiamo e dopo uno sguardo al panorama, riprendiamo la discesa, raggiungendo una bella mulattiera che passando accanto ad un'altra grande calcinaia, oltrepassa il bivio per Casa Abis (che mi riprometto di visitare con Gabriele) e raggiunge le case di Tramonti di Sopra. 





Percorse le belle e strette viette, raggiungiamo via del Castello (dove un castello è in vendita!) e la nostra auto. 


Siamo state audaci! E la fortuna ci ha aiutate, lasciandoci percorrere asciutte i selvaggi ambienti del monte Cretò! Un anello che ci ha lasciate piacevolmente sorprese! Ho tanti giri in zona nei miei programmi ma, dopo averne portate a casa  altre due, toccherà aspettare che le zecche tolgano il disturbo!!!!

4 commenti:

Flavio Molinaro ha detto...

Il detto è rispettato!
Giro pieno di animali simpatici(le salamandre) e meno...già bisogna preoccuparsi delle zecche!

ciao ;-)

Luca De Ronch ha detto...

ancora un pò di itinerari con la pioggia e vi scambiano per salamandre :-) ! Ben fate !

Nadia l'Alpingirl ha detto...

E già Flavio...le bestioline malefiche son già in azione...pronte a saltarti addosso alla prima occasione!!! Le salamandre invece dovevano stare attente a noi!!! :D
Ciao!!

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Luca...è vero! Salamandre...o zecche!!!! ahahhaha