Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

mercoledì 30 aprile 2008

Incantevoli Dolomiti

Meteo in miglioramento! Con questa bella notizia confermo la prenotazione a Pratopiazza e aggiugo quella dell'egregio sig. Loi che ha deciso di accompagnarci all'ultimo momento. Partiamo venerdì mattina, con calma, dopo aver lasciato il pargolo dai nonni e ci dirigiamo alla volta di Dobbiacco. Per strada fortunatamente non troviamo il traffico previsto per il 25 aprile, anzi, in giro ci sono pochissime auto.


Il verde pianoro di Pratopiazza ci accoglie abbagliante in un manto di candida neve. Guardiamo in su, verso il Picco di Vallandro, la meta dell'indomani: è bello carico di neve!!!



Ci avviamo verso il primo obbiettivo, il monte Specie o Strudelkopf, 2307mt, e quando arriviamo al rif. Vallandro con vicino il suo forte diroccato, notiamo che nessuno oggi è passato da li. La strada che porta verso il monte neanche si intravede, del sentiero che "taglia" solo i primi metri sono sgombri...poi scompare anche lui nell'abbondante neve! Decidiamo di tentare per il sentiero e Luca generosamente comincia a inventarsi la traccia puntando dritto su per il pendio e la sella di m.Specie, 200mt più in alto. Partiti con un timido sole, il tempo decide di rifilarci prima un sottile nevischio, poi una tormenta di neve!!! Da poco sopra la sella intravediamo in lontananza la croce di vetta che compare e scompare tra i nuvoloni: dopo un breve dibattito sul "che fare", decidiamo di proseguire, sprofondando molte volte nella neve fino all'inguine. Un' improvvisa schiarita rende il paesaggio incantevolmente bianco e attraente e questo rialza i nostri animi conquistatori!! La grande Croce dei Reduci ci accoglie a 2h dalla partenza!! Mangiamo in fretta perchè i nuvoloni sono di nuovo in agguato e dopo alcune foto ai bei panorami, ci inviamo di nuovo verso la nostra traccia... quasi completamente cancellata dal vento e dalla neve caduta poco prima!!! Primo buon test per provare gli scarponi invernali appena presi!! (Punta Dufour arriviamo!!!)
Cena al rif. Pratopiazza a base di succulento minestrone d'orzo e fettona di prosciutto cotto con crauti e patate. Dolce, grappini vari e un paio di partite a Ramino concludono la serata in bellezza!
Visto i tempi e le difficoltà patite per raggiungere la facile cimetta del monte Specie, decidiamo di lasciar perdere la salita al Picco di Vallandro, sconsigliataci anche dalla gestrice del rifugio ("A piedi? zenza sci? no! no!")
Sabato mattina, un sole brillante illumina tutto e consultando la cartina, dopo varie opzioni la nostra scelta cade su un giro tra malghe nei dintorni di Passo Monte Croce di Comelico. Prima destinazione la malga Coltrondo. Imboccata la stradina innevata che la serve, c'incamminiamo con vari saliscendi e dopo un'ora e mezza la sua stalla bruciata da un recente incendio appare in vista. Il resto della malga che funge da agriturismo è monticata ma decidiamo di fermarci a mangiare poco più in alto, su una panchina con crocifisso che domina la vallata. Tempo neanche 10 minuti che un gruppo di caprette molto socievoli e golose ci circonda e comincia a reclamare le nostre vettovaglie!!! Dopo divertenti momenti e foto con le simpatiche bestiaccie, decidiamo di battere in ritirata e iniziamo la traversata in quota che ci porterà verso la nostra prossima meta, malga Nemes, non prima però di aver riempito le nostre pancette al riparo da famelici ovini!!!



Il nostro cammino si inoltra tra boschi e bianche vallette incantate!! Sembra di essere nell'immenso e selvaggio nord d'America!!! Anche qui Luca deve piu volte inventarsi la traccia e noi fiduciosi lo seguiamo, tra i vari "wuf" della crosta di neve che cede a lastroni sotto il nostro peso...fortuna che siam quasi in piano!!



Il sig. Loi ci indica anche una bellissima aquila in volo...magnifica!!! Dopo tanta beata solitudine, M.ga Nemes ci accoglie brulicante di famigliole che passeggiano per la stradina e ci guardano sbucare dall'alto con la neve fin alle ginocchia.



Il ritorno è un po' monotono dopo tanto splendore immacolato, ma è stata una bella scarpinata e i piedi cominciano a reclamare calzature più comode. Anche questa è un'altra "due giorni" da metter tra i ricordi più belli!!


martedì 22 aprile 2008

Earth Day - Giornata della Terra



Buona giornata della terra a tutti!

Lo dico pensando alle immondizie della Campania (ma guardando ai lati delle strade di tutta Italia...).

Lo dico pensando all'elettrodotto Wurmlach-Somplago in Carnia (nella bella valle del But, una fila di piloni alti 60m)

Lo dico pensando ai costruendi impianti di risalita (Sella Prevala- Gruppo del Canin)

Lo dico pensando alle cave selvagge (Monte San Lorenzo a Maniago)

Lo dico pensando alle discariche inutili e pericolose (Firmano)

Lo dico sperando nel fotovoltaico, nell'eolico, nelle biomasse

Lo dico sperando che un giorno non dovrò sentire:"Papà perche voi grandi avete rovinato tutto?

Lo dico sapendo che se ci vogliamo bene qualcosa di buono saremo capaci di fare, un pò ciascuno, iniziando dal proprio orticello. Un pò alla volta, ogni giorno.

lunedì 21 aprile 2008

Il m.te San Lorenzo si salverà?

Domenica, dopo tanta pioggia, finalmente il caldo sole primaverile ci ha degnato di una breve visita. Poichè abbiamo appuntamento alle 13.00 con il gruppo del Cai per il pranzo d'apertura dell'attività escursionistica a Meduno, apro la cartina e inizio a cercare una gita di breve durata che accontenti sia la mia voglia di cima che la pigrizia dei 2 pargoli che accompagneranno me ed Enrica.
La scelta cade sul M.te San Lorenzo, 736mt, sopra l'abitato di Maniago. Partenza con calma alle 8.30, puntiamo verso la nostra tranquilla e breve meta. Prendendo la strada del cementificio e successivamente della cava...nonostante il divieto ( ma che ci fa li un divieto se ci sono dei piccoli borghi abitati lassù?), decidiamo di accorciare ulteriormente il dislivello per l'enorme felicità dei pargoli e dell'amica sofferente di mal di schiena. Un cartello indica la chiesetta di San Lorenzo e ci incamminiamo per la strada che serve la cava con tanto di cartelli ammonitori di pericolo scoppio mine nei giorni feriali e di divieto di perfino pascolare...povere bestiole, chissà se sanno leggere!!! Lo scheletro in decomposizione di una povera capra ci da subito la risposta mentre i bimbi, gia pensando se saranno i prossimi a saltare in aria, generosamente mandano le proprie mamme avanti! Ad un tornante, un sentierino con passamano in legno ci invita a risalirlo e dopo un interessante incontro con un grosso carbone e uno scoiattolo, la dolcissima chiesetta di San Lorenzo ci accoglie nel suo verde pianoro. Il posto è davvero carino e pure l'antica chiesetta. Dopo una breve sosta ci rimettiamo in marcia per la vicina cima e il bel panorama su Maniago e ...sulla cava!!!!
La croce di vetta è leggermente più in basso della vera cima e da' sul margine della cava, (con tanto di recinzione perfino quassù) quasi un monito ad essa a non avanzare oltre! Da amante della montagna è davvero una sofferenza vederne una deturpata in questo modo! E torna alla mente anche la gita Cai alle Alpi Apuane con le cave di marmo bianco o più vicino, la bella c.ra Pramosio, con la cava a rovinare il bucolico paesaggio!
Chi digita su google le parole "monte San Lorenzo", trova il sito dedicato al comitato per la salvezza del monte San Lorenzo, un gruppo di cittadini di Maniago, Frisanco e Fanna, che lottano per evitare che la cava avanzi fino a farlo scomparire!!! Io, da oggi, so da che parte stare, e voi? Visitate il sito e fatevi la vostra idea in merito.
Riporto qui di seguito alcune notizie sulla chiesetta e cio che ha scritto un originario di Gravena Bassa.


Tutto conferma che sul Monte di Maniago, il Monte S. Lorenzo, ci fosse una strada antichissima, probabilmente romana, di cui però oggi restano solo pochi resti, ancora visibili, perché 30 anni fa qualcuno diede il via alla coltura di questa cava di calcare, forse senza preoccuparsi del lato storico-archeologico di questo Monte e della natura oggi purtroppo sempre più a rischio.Ma per nostra fortuna è ancora possibile visitare la chiesetta in cima al monte, questo finché gli scavi non giungeranno che a poche decine di metri da essa.
La chiesa di S. Lorenzo in Monte è ricordata già in un testamento di Benvenuta vedova di Odorico q. Fochero di Maniago del 30 Marzo 1291 ed ancora allora definita " antiquissima ".Fino al principio del XV secolo fu custodita da un eremita " deputato alla custodia ".
E' una chiesetta ad aula allungata, di fattura assai semplice ma suggestiva, con un tozzo campaniletto a vela sulla facciata.Ad essa appartengono una statuetta lignea di S. Lorenzo, ultimo resto di quell'ancona che Marco di Bartolomeo da S. Vito intagliò nel 1526 e che nel 1584 già doveva trovarsi in non buone condizioni se monsignor Nores, in visita pastorale, ne ordinò il restauro. Nel 1620 si decise di passare le figure e nel 1625 di rinfrescarle e aggiustare la mano sinistra di S. Lorenzo. Da notare ancora la statua in pietra di S. Lorenzo che Sebastiano Leschiutta scolpì nel 1824.

Emiliano Grisostolo, Mario Milanese

Salviamo il monte San Lorenzo
Umiltà, ringraziamento, lode: una forma di preghiera, una relazione spirituale con la montagna stessa. Noi siamo gli estranei, gli ospiti, non certo i conquistatori. La montagna, in tutte le culture e in tutte le religioni, è simbolo di elevazione, di purificazione, di ascesi. E' una creatura vivente, spirituale, benevola nei confronti di coloro che l'avvicinano nella giusta disposizione di spirito: non certo dei politici che l'hanno venduta per quattro soldi.Ve lo dice uno orignario di Gravena Bassa che ha passato una vita tra S. Lorenzo, Jouf e Raut.E la più piccola di queste è la più importante e vecchia, per sempre sarai il nostro grande San Lorenzo.

Primavera, tempo di corsi

La prima vera domenica di primavera ci ha regalato un bel sole e un cielo limpido e allora... giornata di aggiornamento per istruttori!
E cosi, mentre il gruppo escursionisti si beava del bel tempo nei dintorni di Frisanco, Nadia si godeva il sole sul Monte San Lorenzo, e qualcun'altro si sacrificava (parola grossa.. tra salumi, buon vino e altro.. sai che sacrificio..) ai fornelli per la festa di apertura della stagione del Club, io e gli altri Orsi andavamo nel fresco della Val Colvera (dove il sole arriva verso le 11 del mattino e tira sempre una bell'arietta..) per la giornata di aggiornamento della Scuola di Alpinismo Val Montanaia, a cui siamo affiliati.
Una giornata dedicata alla preparazione dei prossimi corsi di alpinismo: nodi, manovre soste, gli amati paranchi, i movimenti di arrampicata. Nonostante il clima della Val Colvera una giornata costruttiva, come deve essere una giornata di questo tipo, con un pò di maggior impegno per me e Flanele, visto che a settembre avremo le selezioni per il corso di istruttore di alpinismo, e la materia di insegnamento sarà anche la nostra materia di esame.
Alla fine, a metà pomeriggio ci siamo uniti agli altri per finire la giornata in allegria, come dev'essere!
Dopo i gradi delle arrampicate è stata la volta dei gradi del nettare di Bacco! Dimenticati i vari 6a, 7a e 8a che giravan per la testa è stata la volta dei 12° del Cabernet!
Quale delle due difficoltà sia la più apprezzata è stato difficile constatare. Il bello è stato che lo spirito di cordata era comunque presente!