Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 17 marzo 2008

Montagna e sicurezza

Provo un discreto fastidio quando mi capita di leggere su alcuni forum ciò che scrive chi dibatte della sicurezza dell’andar per monti, facendo perno sul fatto che ormai il cellulare è indispensabile per garantire un rapido intervento dei soccorsi, sul fatto che si dovrebbe prender atto che ci sono a disposizione software escursionistici per gps molto utili per non perdersi e via dicendo.
Ma per andar sicuri in montagna c’è bisogno di telefono e navigatore o forse serve altro?
Ad un certo punto è lecito che sorga un dubbio: ma questa gente sa di cosa stiamo parlando? Questa gente sa, o perlomeno è in possesso di una vaga idea di cosa voglia dire andar per monti?
Restando nel campo della modernità mi affido a Wikipedia (non è la Treccani, ma è alla portata di tutti, e rappresenta abbastanza bene il sapere del “popolo”) per vedere di cosa parliamo.
Alla voce “alpinismo” si legge:
“ L’alpinismo è una disciplina sportiva che si basa sul superamento delle difficoltà incontrate durante la salita di una montagna. L’ascesa alpinistica può avvenire su roccia o neve e ghiaccio. Nell’alpinismo lo scopo è il raggiungimento della vetta di una montagna. Le difficoltà dell’alpinismo sono prevalentemente legate all’ambiente (es. altitudine, presenza di ghiaccio, esposizione alle variazione metereologiche, lontananza dai luoghi abitati). Ne consegue che la pratica dell’alpinismo, oltre ad una adeguata preparazione fisica, richiede una particolare conoscenza dell’ambiente di montagna”.
Alla voce “escursionismo” si trova:
“L’escursionismo è una forma di attività motoria basata sul camminare nel territorio, sia lungo percorsi (strade, sentieri, ecc) anche variamente attrezzati, che liberamente, al di fuori di percorsi fissi. L’escursionismo è inoltre preliminare ad attività quali l’arrampicata e l’alpinismo. Per evitare problemi anche gravi, quali ad esempio lo smarrimento (…) è necessario pianificare in anticipo diversi elementi:
Ÿ Il percorso, il profilo altimetrico,il dislivello complessivo, la natura del suolo, i punti di orientamento
Ÿ La durata prevista, le tappe i rifugi
Ÿ Le condizioni meteo previste
Ÿ L’abbigliamento e i particolare le calzature
Ÿ L’equipaggiamento
Ÿ Le scorte d’acqua e i viveri
La tecnologia moderna offre diversi mezzi di orientamento e soccorso, tra cui telefono cellulare e GPS. Il telefono deve essere però considerato solo un di più, non ci si deve fare un assoluto affidamento poiché la copertura può non essere completa”

Questo è ciò che dice la famosa enciclopedia del web, creata dai navigatori. Ci sono molte inesattezze, ma anche molte verità fondamentali.
Innanzitutto pare assodato che ci si muove comunque in ambiente “difficile” e che la conoscenza dell’ambiente è di basilare importanza, come lo è la preparazione tecnica e fisica e l’equipaggiamento. Fatti salvi questi punti e aggiungendovi la consapevolezza di quella parte di imponderabile che va al di là di ogni umano sentore, possiamo dire di aver fatto tutto il possibile per affrontare in sicurezza tanto un’arrampicata quanto un’escursione su di una pista forestale.
A questo punto fa la comparsa il cellulare: dopo aver pensato per bene a quello che dobbiamo affrontare e dopo esserci preparati a farlo possiamo mettere il cellulare nello zaino (magari con la suoneria bassa, si sa mai che qualcuno rompa sul più bello..), pronto all’uso nel malaugurato caso che l’imprevisto ci colga.
Peccato che molti partano dal mettere il cellulare nello zaino nel preparare l’escursione.
A volte va bene.. A volte no!

5 commenti:

carlo de ts ha detto...

Caro Luca, condivido. all'inizio pareva che fossi contro il cellulare (da un alpinista purista come te poteva starci), poi ho capito che giravi il tutto su un uso consapevole. son d'accordo. purtroppo hai ragione: tanta gente dice "andiam la!" senza informarsi. quest'estate ho trovato due de lori salendo a pal grande dalla cantoniera distrutti li del cimitero (??) disperai perche no i saveva cossa far per arrivare a pal grand. sulla cartina avevan visto che non si stava tanto mi dissero...
vabbè dai!
mandi furlans

carlo de ts ha detto...

p.s.
hai iniziato a studiare per il corso istruttore??

cayoooo

Luca ha detto...

Nel forum a cui fai riferimento i vari commenti sull'uso del cellulare sono tutti abbastanza moderati. Il fastidio mi viene però quando uno da dell'incivile e poco intelligente a priori a chi si porta il cellulare. L'uso consapevole è personale e soggettivo in ogni luogo così come in montagna. Ti parlo per aver perso alcuni amici in montagna anche abbastanza esperti tra l'altro . Per me è una precauzione in più oltre alla preparazione dell'escursione e la conoscenza di se stessi. Su un libro di Mazzilis (che non è l'ultimo arrivato) si rivolge ad escursionisti dicendo che al giorno d'oggi è da irresponsabili non utilizzarlo in caso di REALE necessità .
Non si deve polemizzare su questo argomento io credo. Penso che molti altri comportamenti in montagna siano degni di polemica

Mandi
Luca

Luca ha detto...

caro Omonimo, io non colpevolizzo l'uso del cellulare in caso di pericolo, nel 93 ho fatto di corsa il sentiero dal gorizia per arrivare a sella per allertare il soccorso, quindi so la sua utilità.
voglio sottolineare solo che è meglio prevenire che curare. sopratutto quando molta gente affronta la montagna "solo" con il cellulare senza un'adeguata preparazione

Luca ha detto...

Infatti ho capito benissimo il tuo punto di vista. A tale proposito ieri sera ho riflettuto ancora un pò sull'argomento e ho messo due paroline a modo mio sul blog. Speriamo che servano a dare una mano a tutte le persone che affrontano i pericoli inconsapevolmente.
Alla prima occasione ci offriamo una birra.

Un cordiale saluto
Luca
"montagne sottosopra"