Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

domenica 25 maggio 2008

Silenzio


Come spesso accade le nostre preghiere e le nostre speranze cadono nel silenzio e non vengono ascoltate.
Alcuni lo chiamano semplicemente destino.
Quando suona la tua campana non puoi far altro che alzarti e rispondere.
E' successo anche per Inaki Ochoa, spirato per una grave crisi polmonare tra le braccia di Ueli Steck, che aveva abbandonato il tentativo di una nuova via sull'Annapurna per portare aiuto allo spagnolo, in un'azione di soccorso che non ha precedenti in ambienti di alta quota.
Dopo 12 ottomila si ferma la rincorsa di un sogno anche per Inaki.
Qualcuno può pensare che sia inutile correre certi rischi.
Chi invece dentro di se sente quel richiamo verso l'alto e verso i suoi sogni, pensa solo che oggi ha perso un'amico. Anche se sconosciuto, un amico.

4 commenti:

Antonietta Ruvo ha detto...

hai ragione. quando suona la propria campana ci si può solo alzare e andare incontro a quello che ci aspetta.
Ochoa aveva rinunciato al suo tredicesimo ottomila per un principio di congelamento e aveva deciso di scendere, purtroppo la permanenza in alta quota gli ha portato problemi polmonari e la morte.
Resta il suo sorriso pulito e la grande azione umana si Stech e Urubko.
hai argione a scrivere che molti non comprendono queste cose, queste passioni. Io non le capivo, ma ora, moglie di un alpinista e madre di un bimbo che sogna già le cime, comprendo quel bisogno interiore di montagna che portate dentro.

Pietro ha detto...

dispiace sempre quando muore qualcuno in montagna. in questo caso poi, sembra che il destino fosse veramente segnato. rinunciare ad una cima per evitare il peggio e non aver comunque scampo.
Destino? Sfortuna? non so come chiamarlo. sembriamo un pò fatalisti, ma in fin dei conti la vita si può solo viverla
da un discorso all'altro, complimenti per il blog e sopratutto per quello che scrivi. Mente arguta!!
mandi

carlo de Ts ha detto...

Cayo ogni tanto mi fai venire il groppo.
é proprio sfiga o destino, di quello che vuoi. star male, rinunciare, e lasciarci le penne. Tu hai provato, brucia tanto abbandonare. ma lo fai sapendo che ci sarà un'altra volta. e invece ti ritrovi davanti a S.Pietro.. io gli tirerei un dritto dal nervoso di essere lassu.
Scherzi e battute idiote a parte, è morto un grande alpinista. Era venuto a trieste anni fa con un alpinista sloveno in rosandra.Grnadi bevute e racconti una sera in premuda. una persona semplice: lo chiamavano 8000 e sapone.
12 ottomila (alcuni più volte) senza ossigeno. un grande.
Piove in Friuli? qua sotto il Monviso diluvia.
saluti Triestini

l'alpinauta ha detto...

le tue battute non son idiote.. sei solo triestino...
ah!
ah!
ieri non ha piovuto, son andato via con il corso.