Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

domenica 8 giugno 2014

Bivacco dell'Asta

Sbucò fuori così, da una ricerca immagini di un altro bivacco e la mia attenzione fu subito deviata!!
Quel piccolo chalet in legno, così carino: bisognava scoprire dove si trovasse!
All'inizio la zona non mi diceva niente: poi con l'aiuto della cartina tutto fu più chiaro e lo misi il lista!


Lunedì l'appuntamento è con Diana ed Enrica a Dignano per le 7:15. Puntata l'auto verso est, raggiungiamo Andreis e parcheggiamo presso uno spiazzo con fontana, poco dopo il Centro Visite del Parco.
Imboccata la sterrata con segnavia 975-976 raggiungiamo il torrente Ledron, dove troviamo le prime indicazioni per il bivacco dell'Asta e successivamente, dopo un breve tratto nel bosco, il greto del Rio de li Pales che attraversiamo per iniziare la lunga e ripida salita verso forcella d'Antracisa.


Il passo è impostato su "lento ma costante" e così, tra una chiacchiera e l'altra, tornantino dopo tornantino, alternando tratti erbosi a tratti rocciosi, boscosi e aperti, dopo due ore e mezza di cammino raggiungiamo forcella d'Antracisa. 



Il sole splende oggi, ma dal pomeriggio sono previsti temporali perciò non perdiamo tempo e dopo una breve pausa iniziamo di nuovo a salire, passando accanto a una icona con crocifisso, costeggiando poi un ripido pendio boscoso, dove è richiesta attenzione: il sentiero infatti si fa stretto ed esposto, il fogliame che lo ricopre è viscido dalle precedenti piogge, ma per fortuna poi ritorna erboso e "tranquillo", fino a raggiungere forcella dell'Asta, dove sotto una parete rocciosa notiamo un bivacco di fortuna dei cacciatori. E poco più in là, oltre la curva eccolo, il piccolo "nido di legno": il bivacco dell'Asta!





Lo raggiungiamo e spalanchiamo porta e finestre: all'interno tutto è nuovo, pulito, profuma di legno! Una stufetta, un tavolino, quattro brande e un soppalco con oblò... e c'è pure la luce con fotovoltaico!!! Bellissimo! Oltre il bivacco una breve traccia porta ad un punto panoramico da dove si gode una bella visuale sui monti del Piancavallo e l'azzurrissimo lago di Barcis!!! 




C'è pure una panca per ammirare il tutto in comodità! E' qui che scopriamo le prime zecche che ci portiamo appresso!!! Una ha pure la "simpatica" idea di "assaggiarmi"!!!!!! ....ha fatto una brutta fine!!! Dopo dieci minuti di "psicosi da zecca" in cui ci controlliamo da cima a fondo, firmiamo il libro, scattiamo un paio di foto e mangiamo in fretta un boccone: dietro di noi la catena del Resettum si sta coprendo di grigi nuvoloni e non possiamo indugiare troppo. Ripercorso a ritroso il tratto più infido del percorso, raggiungiamo di nuovo forcella d'Antracisa e proseguiamo diritte, seguendo ora il segnavia 977, che abbandoniamo presso un ometto in sassi, per seguire la traccia che risale il versante boscoso del monte Taront. 



E' qui che il primo rombo di tuono ci fa sobbalzare: ora è proprio sopra di noi!!! Per fortuna siamo ben nascoste dal fogliame della faggeta che ricopre buona parte della cima e mentre sopra le nuvole aprono i rubinetti, noi ce ne stiamo buone e riparate ad aspettare che il peggio passi! 


Infatti oltre la dorsale del Resettum già si vede chiaro, mentre su Barcis e Piancavallo tuoni e diluvi la fanno da padrone! Quando anche le ultime gocce sono passate, sbuchiamo fuori e andiamo a farci una bella foto con la croce di vetta del monte Taront e mentre alcuni timidi raggi di sole si fanno di nuovo largo tra le nuvole, iniziamo la discesa verso Alcheda. 




La traccia è stata ripulita dai mughi e si ricollega poco dopo al sottostante segnavia 977 , che precedentemente aggirava le pendici del monte Taront, ma che ora sembra dismesso, per via di alcuni tratti rovinati. 


Oltrepassato anche il monte Turlon, scendiamo ripidamente il bosco e dopo un breve tratto sabbioso, sbuchiamo tra le case di Alcheda, dove una gentile signora dalla finestra ci indica come ritornare ad Andreis.


Un paio di chilometri d'asfalto e siamo di nuovo all'auto, dove possiamo eliminare ancora un paio di zecche che cercavano di fare le furbe! A casa seguirà un controllo accurato di tutto il materiale e il vestiario, ma prima gelato a Montereale Valcellina! Un altro bel giro è stato fatto, un altro bel posto visitato, un altro bel bivacco scoperto!

5 commenti:

ROMINA VENIER ha detto...

Ragazza, sei fantastica! Le tue mete sono come un continuo passeggiare in un ridente sottobosco, e scoprire un brulicare di fragoline di bosco. Semplici ma gustosissime. Senza nulla togliere alle grandi gite e cime, queste escursioni mi portano sempre a riassaporare le emozioni delle prime avventure in montagna, quelle senza pretese, senza fretta, quelle dell'incoscienza più genuina. Grazie

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Romina...che bellissimo commento!!! ti ringrazio di cuore!!!

Luca De Ronch ha detto...

Bello, ci ho pensato un paio di volte, sarebbe tra le cose da fare !

Flavio Molinaro ha detto...

Come non dare ragione a Romina!
Anche questo un bel posticino da vedere.
ciao ;-)

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Luca e Flavio, mettete in lista! E se volete più avventura,ho letto che si può proseguire oltre il bivacco,per forcella Navalesc,con percorso moooolto wild!!!