Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

martedì 21 aprile 2015

Chianeipade... e anche Turriee!

Una sterrata, una casera dove ripararsi: tutto ciò che ci serve, quando le previsioni meteo non lasciano molte speranze. 
Dopo una settimana solare, le previsioni danno piogge moderate fin dal mattino e noi ci attrezziamo a dovere, con ombrelli e poncho: perchè ormai lo sappiamo, bello o brutto che sia, una camminata la dobbiamo fare, per "scaricare" le tensioni della settimana!



E così, sabato mattina, ci troviamo a Gemona, ventosa come sempre: la nostra meta odierna sarà il ricovero Chianeipade, dove nessuna di noi c'è ancora mai stata.
Guidiamo verso la Val d'Incaroio e il paesino di Dierico, sotto un cielo che piano piano si fa più azzurro: per ora che parcheggiamo è persino sbucato il sole!
Lasciamo volentieri tutto ciò che avevamo portato per ripararci dalla pioggia nel bagagliaio e partiamo sorridenti su per la strada che ci porta ad oltrepassare le ultime case di Dierico e il piccolo borgo di Faul. La cima aguzza del Sernio sbuca da nuvole vaporose, mentre proseguiamo chiacchierando su per la sterrata, in alcuni tratti cementata e ripida.


Per fortuna i tratti duri si alternano a tratti tranquilli e poco dopo eccoci, alla prima tappa di oggi: la piccola baita dal Plan de Baree. La casetta all'interno è dotata di tavolo e stufa, un piccolo riparo in caso di pioggia. All'esterno un tavolo riparato con panche e una fontana, che usiamo come piedistallo per un bel autoscatto!



E poi si riparte, stando attente a prendere la direzione giusta ai bivi, fino a trovare i primi "aiuti" sugli alberi, che ci indicano che siamo sul sentiero giusto! Prima, nemmeno un cartello! Il rifugio Chianeipade ci appare all'improvviso, in una bella spianata verde: di proprietà della forestale, è davvero carino e ben tenuto: un piccolo chalet in mezzo al bosco!





Il sole splende caldo mentre pranziamo sul tavolo in mezzo al prato: alla faccia del freddo e dei diluvi previsti!!! Io e Barbara soffriamo un po' dentro i nostri pantaloni invernali!! E' da poco passato mezzogiorno e gli scarponi scalpitano, non sono ancora soddisfatti!!! Si apre il dibattito se proseguire verso Turriee o no: valutiamo pro e contro e alla fine decidiamo di andare "giusto a dare un occhiata" più in là!..... che equivale ad andare fino alla meta, ormai ci conosciamo, anche se tutte facciamo finta di nulla! Arrivate al greto del rio Cullar, saltelliamo dall'altra parte e iniziamo a risalire una bella mulattiera, passando accanto ad una grossa roccia aguzza al cui interno è stata creata una piccola grotta con Madonna.



Tornante dopo tornante, guadagniamo quota e dopo un tratto dov'è rimasta un po' di neve, raggiungiamo il pianoro da dove possiamo già vedere il tetto di casera Turriee.





Tra verdi e ampie chiazze di neve melmosa, saliamo verso la nostra meta, accolte da un impetuoso vento Patagonico!!! Le nuvole quassù scorrono veloci, alternando momenti nebbiosi a timidi e brevissimi sprazzi di sole.





Entriamo nel piccolo rifugio ricavato in una parte dell'edificio e, infilati berretti e guanti, usciamo di nuovo all'esterno, ad esplorare in giro. Non resistiamo molto e dopo aver soddisfatta la nostra curiosità, riscendiamo quel tanto che basta per essere riparate dal vento. E poi giù, lentamente ora, di nuovo verso Dierico, ripercorrendo la strada del mattino.


D'altronde, quando visiteremmo queste belle casere, se le previsioni non remassero contro?
Doveva essere una breve passeggiata in mezzo alla pioggia: ne è uscita una bella scarpinata tra nuvole e sole!  

2 commenti:

Luca De Ronch ha detto...

A Turrie e Chineipade ci siam stati proprio da Dierico, mi piacerebbe arrivarci dalla Val Aupa per Palis di Lius, ci ho provato una volta d'inverno in solitaria ma non ci sono riuscito ... troppa fatica !

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Ci abbiamo provato anche noi...questo sabato...meteo non bello...ma bello il sentiero! Una bella scarpinata...da tornarci,per godere dei bei panorami che causa nebbia ci son stati negati.
Ciao Luca