Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 22 febbraio 2016

San Simion vuardinus

Meno di mezz'ora e saresti stato giù, all'auto.
Ma il destino ha voluto diversamente, quel giorno di quasi un anno fa.



Uno sguardo al mazzo di fiori, uno a quel piccolo pulpito che lo ha tradito, una preghiera appena sussurrata e saluto mentalmente Flavio, per seguire Barbara e Diana, su per il sentiero.
La giornata, dopo le abbondanti piogge del giorno prima, è soleggiata e limpida: ci voleva una cima panoramica e il San Simeone oggi è perfetto, con le sue continue viste sulla pianura.




Il mare luccica in lontananza, mentre intercettiamo la strada più volte e diamo un ampio sguardo dai tornanti, prima di riprendere le scorciatoie nel bosco tappezzato di ciuffetti di primule, ellebori e bucaneve. Grifoni volteggiano nel cielo, seguendo misteriose correnti d'aria... aspetteranno mica che schiattiamo?  




Più su il sentiero si fa innevato, la strada immacolata e bianca è solcata solo dal passaggio di un'auto e dalle impronte di chi ci ha precedute.  Si rivelerà essere Giovanni, conosciuto ahimè, proprio al funerale di Flavio e anche lui qui per un veloce saluto all'amico.



Ci salutiamo e continuiamo per le nostre strade, lui di corsa in discesa, noi lentamente in salita. La neve infatti quassù è caduta copiosa, più di quello che immaginavamo, tanto da lasciare le ciaspole casa! Per fortuna due ragazze ci sorpassano di corsa e battono un po' la traccia, almeno fino alle ultime case poste sul pianoro del San Simeone! 



Già da qui la vista è mozzafiato e merita una pausa! 
Ne faremo molte altre d'ora in avanti, perchè le ragazze fanno dietrofront e ci fanno i loro auguri per la prosecuzione! Da adesso in poi, dovremo batterci la traccia e i trecento metri che ci separano dalla cima saranno davvero faticosi!!!! 


Ci alterniamo io e Barbara, salvaguardando il nostro "guru" Diana, sprovvista pure di ghette!!! Animerà la salita ( e pure la discesa!!!) con lunghe chiacchierate, mentre io e Barbara avremo il nostro bel da fare ad annaspare aria nei tratti più ripidi e innevati!!! 


Seguendo i segnavia sugli alberi, ci facciamo strada verso il pendio finale dove, sarà stata la fatica o la mancanza di ossigeno dovuta ad essa, stramazziamo al suolo ridendo alla visione di grifoni intenti a ripulirci da tutto il vestiario prima di potersi gustare ciò che resta di noi dopo questa salita!
Ridendo, barcollando e sprofondando nella neve alta, saliamo gli ultimi metri verso quel cielo azzurro che segnala l'arrivo in vetta. 



La vista, escluse le varie cabine antenna che popolano la cima, è davvero meravigliosa e ci ripaga da tanta fatica! Pranziamo in vetta con la sola compagnia di un venticello fresco che soffia leggero, fresco anche per gli amici grifoni, che volteggiano molto più in basso ora, dimentichi di noi! 




La discesa sarà si meno faticosa della salita, ma altrettanto insidiosa per la neve soffice e scivolosa. Lasciamo perdere l'idea iniziale di fare un anello passando per il sentiero 838a e ripercorriamo a ritroso la via di salita. 



Lasciati due rametti di erica e uno di pungitopo al mazzo di fiori per Flavio, raggiungo le amiche che aspettano poco più giù. 




In meno di mezz'ora siamo all'auto e l'unica cosa che mi distoglierà da questo pensiero sarà la vista di quel piccolo capriolo che ci attraverserà la strada poco dopo, fermandosi ad osservarci tra gli alberi a bordo strada. Nemmeno il tempo di fare una foto che è già scappato via, salutando noi e questa bella giornata tutta guadagnata! 

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Un bel saluto al vostro amico, bella e garbata figura che avevo imparato ad apprezzare sul vostro blog e sul suo Via Normale.
ciao, lauretta

Luca De Ronch ha detto...

Fatto bene a tornare indietro , il sentiero che fa il giro è piuttosto incasinato specie con la neve....... e brava per il pensiero su Flavio !

Nadia ha detto...

Ciao Lauretta,le tue visite sul nostro blog mi riempiono sempre di piacere! Flavio rimarrà sempre nei nostri pensieri, soprattutto quando saremo su qualche cima.
Un grande abbraccio da tutti noi!

Nadia ha detto...

Grazie Luca,pensavo che "quel punto" fosse molto più in alto e son rimasta basita a trovarmi il mazzo di fiori in quel posto...così vicino all'arrivo!
Per l'altro sentiero c'è tempo,torneremo quando non ci sarà neve.

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Ciao Lauretta,le tue visite sul nostro blog ci riempiono sempre di piacere!
Flavio rimarrà sempre nei nostri pensieri,specie quando saremo per monti!
Un grande abbraccio a te e Luca!!!