Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 14 novembre 2016

Verso gli Stavoli Verzan

La strada sale, curva dopo curva, in mezzo ai boschi che ricoprono il versante di Ravorade Basso, regalandoci qua e là scorci sul sottostante abitato di Moggio e sulle belle cime che lo circondano.
Salgo accompagnata oggi da Gabriele e Paola, seguendo i passi delle amiche Barbara ed Enrica, che ieri hanno compiuto un bucolico giro ad anello in questa zona e le cui foto mi hanno invogliata a ripercorrerlo.



I nostri passi ci depositano, dopo una quarantina di minuti, sullo spiazzo erboso degli stavoli Ravorade, dove facciamo conoscenza con Maurizio di Moggio, assiduo lettore del nostro blog!!! 


Strette di mano e quattro chiacchiere sui giri nella zona e ci salutiamo felici proseguendo lui verso valle e noi verso monte, non prima di aver fatto visita al bel roccolo sulla collinetta dietro lo stavolo.
Qui l'autunno resiste ancora con le sue colorate foglie e, complice un bel sole, ci soffermiamo per un po', restii ad abbandonare il suo calore. 


Ci rimettiamo in marcia e oltrepassato il sentiero che useremo al ritorno, proseguiamo lungo la strada che ora sale a stretti tornanti e che ci fanno guadagnare velocemente quota. 



E' in uno di questi che incontriamo Mauro, Dario, Gigi e Gigetto, cari amici della nostra sezione Cai, già pronti per rientrare, avendo fatto il giro inverso al nostro! Quattro chiacchiere e ci salutiamo e, dopo ancora un'altra bella serie di tornanti, raggiungiamo la spianata degli stavoli Stivane. 


Qui c'ero arrivata anni fa giungendo da Povici in compagnia di Nicholas e con Gabriele in pancia! 
Richiamate dai brontolii di Gabriele, stufo di noiose strade e affamato, imbocchiamo subito il sentiero 743 che si addentra in un bel bosco per poi sbucare sulla lunga distesa di ghiaie che scendono dal dirupato versante nord del monte Pacoi. 


Il cambio improvviso di scenario "rianima" di buona voglia tutti e "abbandonato" momentaneamente il pensiero "cibo", iniziamo a percorrere la traccia che è stata ricavata lungo tutta questa zona franosa. 




Vedendo poi le foto di un precedente passaggio anni fa dell'amico Sottosopra, c'è davvero da complimentarsi con chi, in questi ultimi anni si è adoperato per la ristrutturazione di questo tratto che consente il collegamento tra gli stavoli Stivane a quelli di Verzan e poi Cuel Lunc, permettendo di fare una bella traversata che va da Povici a Tugliezzo! 


L'ambiente "selvaggio" e interessante ci entusiasmano non poco e arrivati quasi al termine del tratto dirupato, approfittiamo di una bella panca per sfamare l'Alpinfrut e riposarci. Il sole, che se n'è andato già da un po', avvolto da una leggera copertura nuvolosa e la temperatura che inizia ad abbassarsi, ci invogliano a rimetterci in cammino e dopo un altro tratto dirupato, ci rituffiamo tra gli alberi che più in là lasciano spazio ad ampi prati che preannunciano l'arrivo ai diroccati stavoli Verzan. 







Solo una parte di uno stabile rimane intatta, l'altra metà crollata, come tutti gli altri li attorno. Una sbirciatina oltre la vecchia porta di legno, rivela una piccola cucina con tendine ancora appese alla finestra, alcune masserizie, ricordi di un passato ormai perso nell'oblio. 



Ritorniamo sui nostri passi, fino al margine della radura e imbocchiamo il sentiero che, passando sotto il Cuel di Livosa, ci riporterà a collegarci con la strada percorsa al mattino. 




Un ultimo saluto allo stavolo Ravorade e riscendiamo velocemente a valle: c'è un bimbo da ricompensare per la lunga scarpinata! 



Urge una "tappa merenda" in pasticceria!
E per finire la giornata in gloria, pure un fotogenico tramonto!





2 commenti:

Luca De Ronch ha detto...

A vedere le foto di come si presenta ora il tratto dirupato, sembra tutto un altro sentiero, hanno fatto davvero un gran lavoro.....

Nadia l'Alpingirl ha detto...

E' vero Luca....bravos veramentri!!!
Un salutone!!!