Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

domenica 18 gennaio 2009

Borghi d'inverno

Il meteo per domenica prometteva un cielo nuvoloso con probabili piogge nel tardo pomeriggio, e forse un timido sole sulle Alpi.
Luca è con amici in cerca di cascate ghiacciate, le amiche impegnate a destra e sinistra, perciò decido di alzarmi con calma e decidere la meta in mattinata, in base al tempo.
Con un convalescente Nicholas scarto subito le zone con ghiaccio e neve, e punto la mia attenzione su qualche casera o borgo a bassa quota.
La scelta cade su casera Pala e Pic di Pala sopra Clauzetto, ma un sms di Luca mi avverte che la zona delle Prealpi è avvolta dalle nuvole e così cerco qualcosa più a nord, sperando in un meteo migliore. Ecco allora Stavoli Cuel Lung sopra Tugliezzo o Borgo Cros sopra Povici scalzare la mia prima scelta: deciderò quando arrivo in zona dove andare a parare oggi.
C'è anche Denis, a corto di idee, che mi messaggia chiedendo lumi su qualche rifugio. Lo invito ad unirsi a me ma è con amici e pronto per partire quando io sono ancora in pigiama!!!
Caricati zaini e scarponi, parto con Nicholas quando da poco sono passate le nove. Il meteo non si è smentito e nuvole grigie alleggiano sopra di noi mentre arriviamo a Gemona.
Denis e amici sono gia sul sentiero che porta al ricovero Monte Forcella, sulle pendici dell'Amariana, ma un rapido sguardo alla cartina e al dislivello mi fa scartare subito l'idea di unirci a loro.
Passiamo Carnia e decido di proseguire verso la Val Resia e Povici di sotto.
Anche la Val Resia è avvolta dalle nuvole e qua e là in alto c'è pure neve!
A Povici sono tutti rintanati in casa e, individuata la partenza del sentiero, scopro con piacere che il versante dove dobbiamo salire è sgombero dalla neve
Pronti! Imbocchiamo la passerella sospesa sul Rio Serai e saliamo per un bel sentiero che con una lunga serie di stretti tornantini ci porta in meno di mezz'ora al piccolo borgo Cros.



Una piccola cappelletta dedicata all'alpino Luigi Monego, ci accoglie per prima sul pianoro innevato e ci fermiamo per una preghierina e un rintocco della piccola campana all'esterno.


Forse richiamato dal suo suono, un vecchietto sbuca fuori dagli alberi e appena nota la nostra presenza, si dilegua velocemente giù per il bosco lasciando dietro a se solo una scia di fumo di sigaretta. Rimango per un attimo interdetta e lo cerco con lo sguardo nel bosco dove è sparito. Un personaggio poco socievole a quanto pare.
Raccomando a Nicholas di stare attento a non scivolare e, ripartiti, raggiungiamo le poche case che compongono il borgo. Dopo un rapido sguardo alle tabelle del Cai, decidiamo di proseguire verso il monte Sflincis e gli Stavoli Stivane di sopra.
Ammetto che con questo tempo lugubre il posto mi ha un po' delusa, ma in estate, con i prati e gli alberi verdi, non dev'essere male.

Il bosco è silenziosissimo e di tanto in tanto ci guardiamo in giro nella speranza di vedere qualche bestiolina, ma niente.
A tratti inizia anche a scendere una leggerissima pioggia ghiacciata che ci riempie di puntini bianchi i capelli, come forfora a detta di Nicholas, ma all'interno del bosco siamo ben riparati.
Raggiunto il punto più alto, presso alcuni muri diroccati, il sentiero inizia a scendere e in breve raggiungiamo gli Stavoli Stivane, una deserta abitazione con serramenti in metallo. Anche questo posto non è granchè con questo tempaccio e decidiamo di ritornare indietro e mangiare i nostri panini su un tronco caduto nel bosco.

Le campane di Resiutta annunciano che è mezzogiorno e dopo il pranzo fugace siamo di nuovo in cammino verso borgo Cros e Povici. Il rumore della pioggerella ghiacciata sulle foglie ci accompagna lungo la discesa sostituiata poco dopo dal rumore delle acque azzurrissime del Rio Serai. Povici ci riaccoglie grigio e silenzioso con i camini fumanti e qualche fiocco di neve.

La prossima domenica ci vedrà di nuovo in zona, a visitare i piccoli borghi di Mogessa di qua e di là, sperando però che il sole faccia la sua parte nell'illuminare questi solitari e pacifici borghi montani.

6 commenti:

roberta mi ha detto...

una giornata dal fascino romantico. colori tenui, cielo grigio. quasi un quadro del 1800.
bel posto, poi il vecchietto che scappa.. uno spirito del bosco??

Carlo de Ts ha detto...

sempre bella la val resia. anche sotto un cielo grigio, che forse le dona un pò di fascino in più, sembra più selvatica
bene, bene, vedo che l'alpinboy è tornato in azione dopo la sosta forzata!

annarita ha detto...

ma che famiglia alpin-attiva! due a camminare (anzi tre) e uno a scalare! bravi!

antonella ha detto...

col bel tempo è sicuramente più bello. io sono salita da carnia per tugliezzo e scesa a povici dove avevamo un'altra macchina. col sole e le fioriture i prati son davvero belli

piero ha detto...

forse hai ragione, con un tempo così non rende il giusto.

sofia77 ha detto...

però! vedi la differenza! riuscite a tirar fuori anche un giretto come questo per passare una giornata fuori dall'ordinario