Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

giovedì 2 febbraio 2017

Una cima tira l'altra.... Tre cime sopra Lauco

Il sentiero sale, zigzagando, sul versante soleggiato del Tribil.
Tante volte il suo nome era comparso tra le varie possibili destinazioni e altrettante volte era stato scartato, prediligendo altre mete. Alla fine giunge sempre il momento giusto per ogni cosa e oggi è la sua volta, il suo riscatto.


Godere dei tiepidi raggi del sole sul viso è un vero piacere dopo giornate ventilate e fredde... sembra un accenno di primavera, una nostalgica speranza per chi come me, non ama i freddi mesi invernali.
Le poche case di Val sotto di noi sono animate dall'abbaiare dei cani, dal fumo che esce dai comignoli, dal rumore di qualcuno intento a tagliare legna. 
Sopra e attorno a noi silenzio... solo qualche sparuto cinguettio e il rumore dei nostri passi sulla neve ghiacciata che a tratti copre il sentiero. 



Arriviamo alla sella di Tribil e incontriamo la sterrata che sale dalla vallata per servire le malghe, quella di Claupa subito visibile poco distante. 
Stiamo per incamminarci verso la dorsale del Tribil quando per scattare una foto mi accorgo della bella dorsale a cimotti che si stacca proprio sopra il sentiero da dove siamo arrivate. Curiose, ne risaliamo il crinale e raggiungiamo la cimetta quotata 1685m che soprannominiamo "Cima dell'Amicizia". Ci fermiamo qui a far merenda e ad ammirare il panorama: oltre la dorsale del monte Claupa, l'Arvenis sbuca pulito con la sua croce di vetta. Poco più in là anche il Dauda, il Sernio, la Creta di Aip....











Verso sud invece la foschia spadroneggia, avvolgendo la conca Tolmezzina, nascondendo vallate e pianura, in un esteso velo bianco.
Ci rimettiamo in marcia salendo lungo la dorsale erbosa del Tribil, tra pini e larici spogli, raggiungendone poco dopo la vetta, contrassegnata da un piccolo ometto di vetta. La vista ora si amplia anche verso ovest e la vallata di Ovaro, oltre il Col Gentile, Crostis, Coglians...



Pranziamo qui, sedute sull'erba, crogiolandoci come lucertole al sole: si sta davvero bene!
"Catturati" più raggi del sole possibile, ci rimettiamo in marcia, verso la nostra prossima destinazione: il monte Cucasit è la prossima elevazione, poco oltre una breve discesa e risalita. 





Foto di vetta pure qui (e con questa sono tre!) e scendiamo ripidamente il pendio erboso che ci deposita di nuovo sulla sterrata che sale alle malghe. 



La percorriamo in discesa per un bel tratto, stando attente a non mancare il sentiero che, attraversando le pendici boscose del Tribil-Cucasit-Suelias, ci riporta al punto di partenza, presso le case di Val.





Eravamo partite con l'idea di salire solo il Tribil.... ma si sa, una cima tira l'altra!!!
E alla fine abbiamo fatto un bell'anello!




1 commento:

Luca De Ronch ha detto...

si, questo l'abbiamo fatto anni fa, un bell'anello !