Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

sabato 5 gennaio 2013

"Cavalcando" il Kobilja Glava

Sul Kobilja Glava c'ero già stata con Silvia nel marzo 2010. Ne ho serbato un bel ricordo e decido di ritornarci, assieme a Diana questa volta, l'unica a non essere impegnata in questa settimana di ferie post Capodanno.
L'incontro è fissato per le 8:30 e puntata l'auto verso Cividale, dopo un paio di obbligate deviazioni, passiamo il confine e raggiungiamo Tolmino. Prendendo spunto da un anello fatto precedentemente dall'amico "Orso Bruno", raggiungiamo Ljubjni e imboccata la stradina che porta alla Koca Na Planina Razor, l'abbandoniamo poco dopo per seguire un'altra stradina che dopo cinque chilometri ci porta alla Sela Nad Podmelcem.
Parcheggiata l'auto in uno spiazzo all'ingresso del paesino, ci prepariamo e non essendo sicura su che sentiero avesse preso Bruno per "tagliare" un tornante (manca completamente qualsiasi forma d'indicazione!), seguiamo fedelmente la stradina che in leggera salita passa sopra le case e dopo un paio di curve raggiungiamo l'imbocco del sentiero che ci porterà a "cavalcare" tutta la dorsale del Kobilja Glava, che letteralmente si traduce in Testa di Cavallo!



Seguiamo l'indicazione "Jalovnik", la prima cima che toccheremo, salendo ripidamente nel bosco e sbucando su una piccola insellatura che ci apre finalmente la vista sulle nebbiose vallate dell'Isonzo. 



Davanti a noi, la nostra meta appare leggermente imbiancata e infatti poco dopo iniziamo a "pestar" neve. Alle nostre spalle la vista si apre sempre più mentre seguiamo la dorsale che dopo circa un ora e trenta dalla partenza ci deposita sull'innevata e ventosa vetta dello Jalovnik! 





Trovare il libro di vetta e il "preziosissimo" timbro che ho visto in una foto di Bruno, sembra impossibile! Ma quando ormai mi sto per rassegnare, ecco qualcosa di grigio, sbucare da sotto la neve ghiacciata! Usando prima i bastoncini e poi le mani, scaviamo nella neve e disseppelliamo entrambi! Diana firma il libro mentre io faccio il timbro e scatto foto congelandomi le dita!




La prossima meta è ben visibile con la sua grande croce di vetta e non perdiamo tempo, scendendo il pendio e risalendo quello opposto fino alla "glaciale" vetta del Kobilja Glava! 


Speravo di godermi con calma questa bella cima ma ci sono le stesse condizioni climatiche della prima volta che ci sono stata! Freddo e vento ci fanno coprire per bene e mentre Diana firma anche questo libro di vetta io scatto velocemente foto all'ampio panorama che si gode da questa "piccola" cima. 




Il timbro, ricorderò dopo averlo cercato un bel po', si trova nel piccolo rifugio della Planina Stador che avevamo visitato la prima volta. Impossibile fermarsi molto, fa troppo freddo, e con un ultimo sguardo al lontano luccichio del mare, scendiamo in cerca di una zona riparata dal vento per poter mangiare un boccone!


La troviamo nell'insellatura successiva, dove finalmente possiamo gustarci con tranquillità anche ciò che ci circonda. A nord la vista si apre sul Krn e le bianche cime che circondano il Lago di Bohinj, mentre a sud oltrepassate le vallate, raggiunge il mare. Ma ciò che ci meraviglia oggi sono i giochi di luci e nuvole, che alternano sprazzi azzurrissimi a coperture grige, con il mare che si tinge d'arancio mentre raggi di sole fanno capolino qua e là. 





Diana è entusiasta e il suo continuo "ma quanto è bello qui?" mi fa sorridere: è bello sì! Una folata di vento ci invita a ripartire: proseguiamo seguendo fedelmente tutta la dorsale e dopo un ultimo sguardo alle cime toccate, iniziamo a scendere verso la Planina Lom, un gruppetto di case silenziose e solitarie. 




Le lasciamo alle nostre spalle, proseguendo lungo una strada che aggirando tutto il Kobilja Glava ci riporterà alla Sela nad Podmelcem. Ma ce ne vorrà di cammino!!! Questa strada, per fortuna quasi sempre in piano, sembra interminabile: ad ogni curva ci si para davanti ancora la molta strada che dovremo percorrere!!! Oltrepassata anche la piccola e chiusa Planina Temna Brda, la strada si trasforma in uno stretto sentiero, dove alcuni tratti innevati richiedono attenzione! E poi di nuovo strada, un'altra curva, ancora strada! Arriviamo al punto di partenza giusto in tempo per salutare il sole che tramonta! 


Che sgambata ragazzi! E se uno tralascia l'infinita e un po' monotona parte finale...che panorami! E senza salire tanto di quota! 
Ma la prossima volta...con il caldo!!!!  

5 commenti:

Bruno ha detto...

Grazie delle citazioni, é comunque una gran bella cima e pensa che io ho dovuto faticare assai a convincere il mio compare a salirlo perchè per lui era una cima "minore". Poi però si è ricreduto, ciao e sempre in gamba.

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Grazie a te Bruno, per le molte dritte che mi dai! Certe cime "minori" riservano panorami veramente inaspettati!

Flavio Molinaro ha detto...

bella questa "cavalcata", peccato per il freddo... ma una buona meta da tenere a mente per questo 2013 escursionistico ;-)

ciao

montagne sottosopra ha detto...

abbiamo fatto la stradina fino al Planina Razor quando siamo andati sul Vogel. Non ho capito bene dove si gira........ è un posto da andar a vedere, prima o poi.


Mandi
Luca e Marisa

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Ciao Flavio,mettila in lista,in assenza totale di vento però!!!merita!

Ciao Luca,l'accesso è presso la Pl.Stador,ci sono un po' di foto qui:http://www.alpinauta.com/2010/03/kobilja-glavasulle-orme-di-orso-bruno.html
Salutoni!!!