Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

venerdì 23 agosto 2013

Anna Schutzhaus

Ci andammo anni fa con un piccolo Nicholas, e ci siamo tornati con un ancor più piccolo Gabriele: la prima volta ci fermammo per poche ore, ma tanto bastò a farci innamorare di questo angolo di mondo.
Fu costruita dal pittore Franz von Defregger nel 1882 per la moglie Anna, poco sotto la panoramica vetta dell'Ederplan e successivamente passò alla gestione dell'OTK come rifugio alpino.



Nel pomeriggio saliamo lungo la sterrata che ci porta allo Zwischenbergensattel, da dove parte il sentiero OTK. che sale nel fitto bosco di abeti per poi portarci a spasso con una comoda forestale per i pascoli sommitali.
orde di lamponi maturi rallentano il nostro passo e impotenti a una tale dimostrazione di forza soccombiamo. Per fortuna che c'è Gabriele a darci manforte e passo dopo passo e boccone dopo boccone, riusciamo a lasciarci alle spalle il succoso nemico!



La salita alterna tratti di sentiero a strada forestale, fino a raggiungere gli spazi aperti verso la cima, puntellati di casette e mucche!, ancora qualche svolta ed ecco che appare dal folto degli abeti la casa di Anna!





A fare gli onori di casa è la cordiale Gertrud, che ci mostra subito la nostra camera: la Dolsach Zimmer. 






Sistemati gli zaini scendiamo e nella luce calda del tardo pomeriggio saliamo alla grande croce dell'Ederplan. La vista spazia dal gruppo del Coglians al Collalto, fino al Glockner: Peccato per le nuvole che ancora si rincorrono in cielo, attardandosi sulle cime e nascondendole.








In cima soffia un vento freddo e forte, che non invita a rimanere in contemplazione come meriterebbe.
Riscendiamo velocemente al rifugio, dove al riparo dal vento e baciati dal sole ci godiamo pigramente quello che resta del giorno.
Per la felicità di Gabriele, ai quasi duemila metri del rifugio si materializza un Jhonn Deere... e la foto è d'obbligo!

Mentre il sole scende a baciare le montagne si fa ora di cena e rientriamo per calarci nel piccolo mondo magico che questo rifugio in legno racchiude: un mondo dove il legno sa di vita vissuta e i sapori forti della cucina tirolese sanno farsi amare, facendosi aprir la strada dalla schnaps di rose.



Mentre finiamo di cenare fuori infiamma il tramonto, che ci accompagna per mano allo spettacolo della notte.




4 commenti:

Anonimo ha detto...


Un posto insolito che pare incantato, una piccola oasi...bello, Luca! Un saluto a te e a Nadia anche dal mio Luca :-)
ciao, lauretta

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Ciao Lauretta,è sempre un piacere quando passi a trovarci qui sul blog! Questo è un posticino che ti consiglio veramente,assieme alle vicine cime che offrono tanta pace e tranquillità anche in pieno agosto.E chissà che non riusciamo ad incontrarci di nuovo,magari a metà strada,magari il prossimo anno!io ci conto,lo sai.Un abbraccio anche a te e Luca!

montagne sottosopra ha detto...

Belli questi posti, ma dove li tirate fuori ?

Luca l'Alpinauta ha detto...

Luca noi la notte.. studiamo!!! ah ah ah