Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

venerdì 9 agosto 2013

Castellaz?..no, laghi di Colbricon!

La luce che entra dalla finestrella, accompagnata da una leggera e fresca arietta, mi sveglia. Sono le sei e nella camerata accanto già qualcuno si sta preparando. Tanto vale approfittare subito del bagno e rimettere a posto pian piano lo zaino prima di fare colazione. Svegliatasi anche Silvia, scendiamo e facciamo colazione e pagato il conto, salutiamo gli amici e alle 7:50 iniziamo a risalire le roccette dietro al rifugio, passando accanto alla deviazione per il Mulaz, che salutiamo con un ultima foto, mentre una bella e colorata fila di escursionisti già calpesta il suo sentiero.





Raggiunto il passo del Mulaz, iniziamo la discesa verso valle, seguendo il sentiero 710 dedicato a Quinto Scalet. Passando sotto imponenti pareti rocciose che ombreggiano il canalone, perdiamo quota velocemente e sorpassato il gruppetto di greci fermi a ricompattare il gruppo, incontriamo le prime persone che saliranno quassù oggi.


C'è chi saluta sbuffando, chi chiede info su quanto manca, chi cerca rassicurazioni e incoraggiamenti e chi fa battute se lassù troverà un bel supermercato ad aspettarlo! Sorridiamo e salutiamo, uscendo dall'ampio canalone e percorrendo ora in lunghi tornanti l'ultima parte del sentiero, che passa tra splendidi terrazzamenti fioriti! Sembra un giardino botanico!



Una marmotta fischia dall'alto e dopo aver dato le ultime info a due anziani sioretti, arriviamo alla fine del nostro sentiero, in località Campigol della Vezzana, sulla strada sterrata che dalla malga Venegia sale alla Baita Segantini. Consultiamo la cartina e iniziamo la ricerca del bel sentiero che da qui dovrebbe portarci verso la cima del Castellaz, già salito due anni fa con Luca e il piccolo Gabriele, dal passo Rolle. Cerchiamo di intercettarlo proseguendo diritte lungo una stradina erbosa, raggiungiamo il letto secco del torrente Travignolo e iniziamo la ricerca, percorrendolo prima in discesa, poi in salita, ma del sentiero che dovrebbe attraversarlo nemmeno una traccia! Ne seguiamo una, segnalata da un ometto, ma che ci porta a ravanare tra i mughi e dopo un po' di lotta a fare dietrofront, seguendo ancora in salita il letto del torrente, fino a sbucare su un tornante che porta alla Baita Segantini! Di fare la sterrata in pieno sole per poi collegarci al sentiero dal lato opposto, proprio non ci va e decidiamo di scendere verso la malga Venegiota sperando in un provvidenziale cartello che segnali l'inizio del fatidico sentiero! Niente! Fuorviate pure dalle info di un escursionista che dice di averne visto uno alla malga Venegiota, scendiamo fino là e dopo un caffè con fetta di strudel, chiediamo ragguagli al gestore, la cui moglie, ci informa, è di Paularo! Ci dice che da tempo chiede siano messe le dovute segnalazioni, molti chiedono info di questa ex mulattiera di guerra, ma che nessuno la trova! Chiediamo info su una traccia nera che parte dal sentiero per malga Iuribello e che intercetterebbe la mulattiera, usata anni fa dai malgari per portare su le mucche. Ci dice che dovrebbe essere ancora visibile, ma dopo un'altra mezz'ora di ravanamenti gettiamo la spugna e per non perdere ancora tempo inutilmente, cerchiamo una nuova destinazione!



Scese alla malga Venegia, recuperiamo l'auto e la puntiamo verso il Passo Rolle, destinazione laghi di Colbricon! Ma oggi non è giornata! Memore delle odissee di due anni fa per trovare un parcheggio lassù in pieno agosto, per di più di domenica, consiglio a Silvia una sterrata, che staccandosi da un tornante dovrebbe collegarci con il sentiero principale che dal passo Rolle porta ai laghi. Peccato che toppiamo di brutto il tornante e ammaliate dal rassicurante cartello su cui campeggia "laghi di Colbricon", parcheggiamo e ci prepariamo in fretta!


Escursionisti ci precedono e seguono e a poco a poco li seminiamo, sempre seguendo la bella sterrata, che sale, sale....ma non doveva incrociare il sentiero? Beh, una sterrata l'abbiamo incrociata...dovremmo esserci quasi...si intravede una radura....e in effetti vi giungiamo...una bella radura con mucche e cavalli al pascolo!


E gente seduta a mangiare alla malga Colbricon! Ma c'era sul "nostro" sentiero?? Sempre convinte di essere sulla giusta strada, non tiriamo nemmeno fuori la cartina, anche perchè più avanti ci sembra di vedere una conca....sì, paludosa!


Si saranno mica rinsecchiti i laghi?? E poi, lassù, lungo un sentiero che sale verso una forcella, ecco gente: mica dovremmo andare per di là? La fame e il caldo fan brutti scherzi, ma rassegnate proseguiamo e arriviamo al passo di Colbricon! Per i laghi, ancora dieci minuti di cammino!
"Ancora? che....!" inizia la frase un ragazzino dietro di noi e io la termino volentieri con la parolina adatta!!!! Perciò via, ancora un po' su, sotto il sole battente e poi eccoli finalmente...."Colbricon Beach!!!!" esclama Silvia!


Non posso che essere d'accordo con lei, tanta è la gente in costume da bagno che tappezza ogni angolo verde!!! Sembra di essere a Lignano!!! Non proprio l'idilliaco posto che speravo, ma è domenica...d'agosto!!! Rassegnate, andiamo fino al rifugio Colbricon, stracolmo di gente che pranza, dove approfittando di dieci centimetri liberi di bancone, faccio il timbro in velocità e ci dileguiamo, cercando un angolino lontano dalla calca! Lo troviamo su una pietra a picco sull'altro lago, dove ci sediamo e pranziamo osservando la gente che brulica tutt'attorno.


Durante la doverosa sosta, consultiamo la cartina e scopriamo il lungo giro fatto per arrivare qui! Abbiamo parcheggiato troppo in basso...all'inizio dei tornanti del passo Rolle! Dato che per il ritorno abbiamo deciso di percorrere il sentiero giusto e arrivare al passo, dovremo scendere o per asfalto o approfittando delle varie stradine segnate in nero sulla cartina che tagliano i tornanti! Ma come il sentiero per il Castellaz, anche delle stradine nessuna traccia!!! Dopo il "pellegrinaggio" lungo il sentiero 14-348 per il passo, non c'è verso di trovare le suddette stradine e non ci resta altro che iniziare la luuuunga e interminabile discesa verso il primo tornante! Certo a Silvia proprio non va giù di fare asfalto e saltato il guardrail, si getta giù inventandosi le scorciatoie tra la boscaglia a lato strada! "Benvenuti nel sottobosco dolomitico" recito ad alta voce, seguendola nelle sue "traversate", tanto che dopo l'ennesimo taglio ci viene l'atroce dubbio di avere "tagliato" troppo!!! "Giuro che se devo rifarli in salita faccio autostop" minaccio Silvia! Già ne ero tentata in discesa, ma per fortuna ecco là, il luccichio di macchine parcheggiate e la benedetta stradina per i laghi di Colbricon!!! Meno male che oggi doveva essere un giro tranquillo! Siamo distrutte e dopo esserci un po' riposate, ci vuole assolutamente un buon gelato ricaricatore!!! Di nuovo su al passo Valles e tappa a Falcade dove ci gustiamo un bel gelatone con la temperatura che segna 33°!!! E poi via, rotta verso casa, il Sahara friulano ci aspetta!!! 
Un intensa due giorni!

3 commenti:

montagne sottosopra ha detto...

finalmente un racconto come si deve. Pochi sono capaci di avventure del genere!

Via Normale ha detto...

ehh...fortunate ieri e oggi avete pagato pegno!!!!! :-)))

ciao

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Ciao Luca e Flavio..mi sa che abbiamo proprio pagato pegno per la bellissima giornata precedente! Altro che avventure...sfacchinate!!! di cui specie l'ultima parte avrei fatto volentieri a meno!!! Ci tornerò comunque....fuori stagione, i laghetti meritano..e anche i monti li vicino!