Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 6 ottobre 2014

E finalmente Croda del Becco fu!

La sveglia suona alle quattro di mattina e mentre cerco di aprire gli occhi penso che ho fatto di peggio! Come quella volta dell'alba sul Cuarnan!
Oggi c'è da realizzare uno di quei sogni nel cassetto... salire sulla Croda del Becco! Perciò forza e coraggio...le ore dormite son solo tre, ma Silvia mi batte: lei solo due!


Quante volte ne ho ammirato le foto, ne abbiamo pianificato l'uscita: poi arrivava il giorno e... pioveva!!!!
Rimandata di anno in anno, per riuscire a far coincidere gli impegni di tutte le amiche, ora basta! E' giunta l'ora, chi c'è c'è...
E Silvia, Mauro, Luciana, Eugen ci sono! Anche Geta, che ci fa compagnia fino al parcheggio del rifugio Ra Stua e poi ci saluta, dandoci appuntamento a più tardi, al nostro rientro.
Sono le otto che c'incamminiamo lungo la Val Salata, per imboccare subito dopo il sentiero 26 e iniziare la ripida salita che ci porta alla Crosc del Grisc. 


Sopra di noi nuvole si rincorrono, nascondendoci la nostra meta: solo per un attimo ci appare, ancora lontana e poi scompare di nuovo. 
Riusciremo a salirci in vetta e goderci il panorama? Il meteo mette nuvolo fino alle undici, poi tanto sole! Siamo fiduciosi e nell'attesa ci godiamo la vista sul bucolico vallone che racchiude i laghi di Remeda Rosses e di Foses!!! 



Un posto da favola!!! Scendiamo verso il lago e quella piccola baita posta al centro del prato di cui tutti vorremmo esserne proprietari!!! 



Il sole inizia a farsi strada tra le nuvole e per ora che giungiamo in vista del rifugio Biella, anche la Croda del Becco si è liberata e ci appare affascinante come l'avevo vista tante volte in foto, illuminata da una striscia di sole che ne delinea la forma sinuosa. 



Se fino ad ora eravamo saliti in completa solitudine, d'ora in poi cammineremo in compagnia di un po' di escursionisti, saliti dal sottostante lago di Braies. Per fortuna non è l'orda di gente che sicuramente affolla questo bellissimo posto d'estate!!! Per lo più sono stranieri e mentre ci avviciniamo alle mura del rifugio si disperdono nei dintorni, lasciandoci in un mare assolato di tranquillità. 


Sono le undici e trenta e non ci rimane altro che affrontare la parte finale: gli ultimi cinquecento metri di salita, all'inizio ripida, ma sempre facile, ci porterà un ora dopo, al cospetto della grande croce di vetta! 





Il panorama, nonostante una leggera foschia e strepitoso, così come il sottostante lago di Braies: una pozza blu su cui si riflettono le nuvole! Gracchi affamati e golosi ci circondano, prendendo pezzetti di formaggio dalle mie dita e cercando di rubare la torta di Silvia, lasciata incautamente per terra accanto allo zaino! 





L'aria fresca si fa sentire e indossiamo felpe e giubbotti, mentre pranziamo, firmiamo il libro di vetta e scattiamo foto! Un pensiero a Geta, che ci aspetta giù e ripartiamo, scendendo veloci verso il rifugio Biella, passando poi sotto le incredibili placconate della Croda del Becco: il pensiero corre a Luca e alla sua passione per le placche! Qui avrebbe da divertirsi e, perchè no, magari un pensierino lo farei pure io!!! 



Seguiamo per un tratto la sterrata numero 6-23, fermandoci a "giocare" un po' presso due grandi massi, posti uno sopra l'altro: metto in pratica le mie doti "arrampicatorie", seguita da Silvia, Mauro e Eugen e saliamo fin sopra il masso! Luciana si accontenta volentieri di fotografarci dal basso e dopo un bel po' di scatti divertenti, scendiamo e proseguiamo con il sentiero numero 6 verso il rifugio Sennes. 




Lo raggiungiamo per un caffè veloce e quattro simpatiche chiacchiere con il pastore del rifugio Fodara Vedla che c'invita a boicottare tutti e a rimanere lì! Quasi quasi...
Lo salutiamo, promettendo di ritornare ancora e c'incamminiamo lungo la lunga sterrata che scende verso la Val Salata e il rifugio Ra Stua, dove arriveremo per le diciassette e sveglieremo una dormiente Geta, felice di rivederci sani e salvi!


Non resta che festeggiare la salita, la realizzazione di un sogno e pure il trentaquattresimo anniversario di matrimonio di Mauro e Luciana con torta al cioccolato e biscottini al cocco!!! 
E'stata una lunga e intensa giornata, in un luogo davvero incantevole! La levataccia è valsa la pena!

7 commenti:

montagnesottosopra.blogspot.com ha detto...

Sempre partiti da Braies, sempre respinti dalla pioggia. L'ultima volta io e Marisa abbiamo dormito al Sennes. Resta nella lista dei desideri....... bellissimo

Nadia ha detto...

Assolutamente da realizzare allora!! E presa tranquillamente, la salita da Ra Stua, vi porterà agli incantevoli laghi di Fosses. Al massimo potete sempre dormire al rif. Biella...anche se ve la consiglio in questo periodo..meno gente in giro!!! I larici iniziano a colorarsi e il Sennes è aperto...fateci un pensierino prima del cambio dell'ora!!! Ciao Luca

Nadia ha detto...

Ps. Il Biella è chiuso in questo periodo!!!

Unknown ha detto...

grrrr....al Biella ho dormito, la prima notte dell'Altavia n.1 ed il giorno dopo era in programma la Croda del Becco....ma niente salita a causa del brutto tempo.Così è rimasta tra "le cose da fare".... mai dire mai. Sono contento per te/voi che l'avete messa nello zaino!
;-) ciao

Nadia ha detto...

Pensa Flavio...credo sia stata rimandata per almeno 5 anni...se non di più!!! Era ora di metterla nello zaino!!! E ci è entrata egregiamente!!! Perciò,come hai detto..mai dire mai!!
Ciao

Bruno ha detto...

Mi hai fatto tornare indietro al 1991 anno in cui ho fatto il tratto iniziale dell'alta via n.1 e dopo aver dormito al Biella il giorno dopo salita alla Croda del Becco e quindi via fino al rifugio Fanes. Certo che farla in giornata è per gente tosta.

Nadia ha detto...

E'stata una bella sfacchinata Bruno,ma ne è valsa davvero la pena!!! :D