Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

giovedì 27 novembre 2014

Amarianutte...per il Troi di Martin

Il Troi di Martin è uno di quei sentieri che, se non fosse per la volontà di alcuni volenterosi ragazzi, sarebbe finito nel dimenticatoio. Infatti, dopo l' incendio del 2003 che ha interessato il monte Amarianutte, la zona aveva subito un lento abbandono e Madre Natura si era ripresa i suoi spazi. Ma Alessandro e i suoi amici, con un lavoro durato tre anni, l'hanno ripristinato e con l'aiuto dell'amico Gjate hanno aperto un collegamento, prima con la cima dell'Amarianutte e poi con il Troi di Cjadin, permettendo così di percorrere un bel giro ad anello.



E così sabato, io e Diana ci troviamo con Barbara e Manuel a Gemona: saliti in auto puntiamo verso Pissebus e parcheggiamo nello spiazzo dell'ex polveriera. Indossati zaini e scarponi, c'incamminiamo lungo la strada e prima del ponte imbocchiamo una sterrata (bollino rosso su un albero) che poco più avanti si biforca: preso il ramo di destra, seguiamo i vari bolli rossi, oltrepassando una zona militare e arrivando al cartello che indica l'inizio del Troi di Martin. Il sentiero sale nel bosco, ancora umido dalla tanta pioggia caduta nelle settimane scorse: in alcuni punti si scivola un po', ma una prima panchina offre l'occasione di una breve pausa presso una schiarita con bella visuale su Tolmezzo e dintorni.


Tra un tornante e l'altro, Manuel si dilegua, lasciando il gentil sesso alle loro chiacchiere: lo ritroviamo poco dopo, al sole, seduto sulla panca presso il panoramico pulpito che segna la fine del Troi di Martin. 




Qui si che si sta bene: e che bel panorama!!! Ce lo godiamo, mangiucchiando qualcosa, firmando il libro posto sotto alla panchina, fotografando qua e là, assorbendo il calore dei raggi del sole, dopo tanti giorni di pioggia!!!
La giornata è ancora lunga e ripreso il cammino, puntiamo ora alla cima dell'Amarianutte. Se fin qui eravamo saliti abbastanza comodi, il tratto successivo ci "scalderà" per bene i muscoli di gambe e braccia!!!



Per fortuna abbiamo i bastoncini che ci aiutano a superare quella che intitoleremo come la "direttissima per la cima!". Il sentiero infatti punta dritto verso l'alto e solo una volta arrivati in "quota" si appiana e con lievi saliscendi, seguendo una bella cresta alberata, raggiungiamo la cima. 





Cima anch'essa ripulita e da cui si gode una bellissima vista sulla vicina sorella maggiore: l' Amariana si erge in tutto il suo austero splendore, imbiancata dalla prima nevicata stagionale!
Foto di gruppo e firma del libro di vetta e possiamo pranzare, goderci il panorama e complimentarci mentalmente con questi "bravos fruts" che ci han permesso di salire anche questo monte, di cui prima ignoravamo persino l'esistenza!


E poi giù, seguendo i bollini rossi sugli alberi, di nuovo ripidamente, stando attenti a non scivolare sul sentiero umido, tanto che ad un certo punto io e Barbara ci mettiamo pure i ramponcini!




Va meglio più giù, dove il rumore di un decespugliatore precederà l'incontro con Alessandro, l'ideatore del ripristino di questi sentieri, indaffarato a "rifinire" il sentiero per la festa di domani che li inaugurerà! Ci complimentiamo con lui e promettiamo di condividere con tutti i nostri amici questo sentiero, a fin che tanto lavoro e dedizione non vengano sprecati!!!
Bravos chei fruts!!!

Ps. Per chi ha Facebook troverete la loro pagina qui .

4 commenti:

Luca De Ronch ha detto...

Bello, qui ci andiamo !

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Percorrere questi sentieri dopo tanto lavoro da parte di questi ragazzi è la loro giusta ricompensa.
Passaparola e grazie,Luca.
Ps. Fino al pulpito il sentiero è escursionistico e adatto a tutti, poi la ripidità, sia in salita che in discesa, può dare qualche problemino a chi non è abituato o ha le ginocchia doloranti. Ma il tratto finale prima della cima merita...è davvero bello!!!

Flavio Molinaro ha detto...

mi piace questo passaparola e sicuramente sarà una prossima meta.
Il modo migliore per ringraziare è percorrrerlo e mantenerlo "vivo" ;-) ciao

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Esatto Flavio! E' quello che ci han chiesto questi ragazzi...aiutarli a mantenere vivi questi sentieri, grazie anche a te. :D