Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

domenica 14 giugno 2015

Jukbichl

Nuvoloni grigi coprono le cime attorno a Timau: solo il Gampspitz se la ride oggi!
Reduci da una cena degustazione, pensavamo di approfittare del fatto che abbiamo dormito qui, per fare una salita su una cima nei paraggi! Niente da fare, urge un veloce piano B!
Dopo una bella colazione, partiamo verso il Passo di Monte Croce e andiamo a dare un occhiata nella "ridente" Austria: a Mauthen splende il sole! Le Carniche bloccano i nuvoloni oltreconfine e noi ne approfittiamo per salire una delle tante cime austriache della mia lista: il Jukbichl, la prima cima della catena delle Gailtaler Alpen. 

Arrivati a Kotschach, svoltiamo oltre la chiesa, verso la borgata di Lanz e oltrepassata anche l'ultima casa, raggiungiamo il piccolo parcheggio presso una sbarra. Attorno a noi prati verdi calano giù verso valle, mentre il profumo del fieno steso al sole, ci avvolge.


Ci prepariamo e risaliamo la sterrata fino al bivio con il sentiero 228 che, tagliando i tornanti, ci porta ai prati fioriti della Stelzling hutte. 





Proseguiamo oltre, in mezzo ad un bel bosco di pini altissimi: oltre le fronde, sole e nuvole si alternano, mentre l'umidità ci fa sudare la fronte, tanto che ogni alito di vento è benvenuto! Raggiungiamo i prati che circondano la Kotschacher Ochsenalm tra goccioline di pioggia e schiarite di sole: una folata di vento spazza via la nuvoletta fantozziana lasciandoci immersi tra bucoliche vallette fiorite. 






Il tintinnio dei campanacci delle mucche al pascolo ci accompagna, mentre proseguiamo verso quella croce di vetta che già da un po' osservavamo sopra di noi. Con dolci saliscendi e ampie viste, dopo due ore dalla partenza, siamo in cima al Jukbichl, su cui svetta una enorme croce! Al centro della croce c'è una targa, con una scritta in tedesco che tradotta recita: "Il mondo intero è ai nostri piedi, la croce di vetta hai raggiunto. Goditi questo momento e saluta orgogliosamente la valle. C'è sentimento che assomiglia a questo?"





E in effetti, la vista è davvero bella da questa facile cima: dai vicini Jauken e Reisskofel, alle Carniche avvolte dai nuvoloni grigi, dalle Dolomiti di Lienz al gruppo del Kreuzeck, giù fino alle sottostanti vallate, da un lato all'altro! Pranziamo seduti su una panca accanto alla croce, leggendo e firmando il libro di vetta, rilassati, affascinati ancora una volta da queste cime oltreconfine! 




Per scendere, chiudiamo ad anello, proseguendo lungo la cresta, seguendo il sentiero 229 della Gailtaler Hohenweg, passando per la Dellacher alm dove, in mezzo a prati verdi, ci accolgono le marmotte e una cavalla con il suo giocoso puledrino. 





E poi giù, di nuovo in mezzo al bosco, silenziosi, con la speranza di vedere un cervo o un capriolo! Sopra di noi un continuo cinguettare ci accompagna verso l'auto e la conclusione di questa uscita, che non può non lasciarci che ampiamente soddisfatti! 

2 commenti:

Luca De Ronch ha detto...

alla faccia di chi non vuole le croci di vetta :-) ! un pensiero così mica si trova sui sassi ......

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Quando ho tradotto la frase con il pc, non ho potuto che essere d'accordo con l'autore di quella targa! Un bellissimo pensiero!.....che non si trova sui sassi!!!
Il bello dell'Austria è questo...al di là del significato che uno dà a quella croce,ce n'è per tutte le cime!!!
Ciao Luca