Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

giovedì 14 luglio 2016

Torrido Cimacuta

Nerone!
E' tutta colpa di Nerone!
Nemmeno gli alberi all'inizio del percorso danno refrigerio... figuriamoci le ghiaie del Cadin di Lavinal!

La croce di vetta è lassu...
E noi siamo quaggiù... che arranchiamo... ripidamente in su... sotto il sol leone...
Due pellegrine nel deserto del Sahara... alla ricerca di un oasi... sognando birre fresche...



Okay... stiamo sclerando, ma oggi va così... si fa una fatica immane!
Ogni scusa è buona per fermarsi...





E incappare nelle bellissime fioriture della Scarpetta della Madonna è un'ottima scusa!!! Come dice Stefania... c'è un intero Pittarello di scarpette qui!!!





Dovevamo partire più presto...  eravamo partite presto...
Poi, complici tutti quei discorsi di ferrate varie in auto e....  ops!...
Ma siamo al Passo della Mauria? Santa Piripilla!!!!
Gira va, che il parcheggio è "solo" una decina di chilometri indietro!!!!
Eh vabbè...  dovevamo pur sentire se quassù faceva più fresco!
Poi mica colpa nostra se all'inizio sbagliamo la partenza...  per fortuna ce ne accorgiamo quasi subito...  insomma, sempre una stradina sulla sinistra con divieto era!!!


L'oasi agognata si materializza in una bella e fiorita conca verde con larici poco prima dell'ultima faticosa risalita alla forcella del Lavinal. Stefania già sogna di piantarci una tenda e dormire qui!....in questo momento mi vengono gli incubi solo al pensiero di portar su tutto il peso che ciò comporta!!!



Una grande croce di legno segnala l'arrivo in forcella, che ci regala, oltre ad una splendida visuale, anche un po' di arietta "fresca"!




Piccola sosta per riprendere fiato e studiare il resto del percorso!
Certo, dalla relazione non è che si capisca molto...
Il primo bivio per il Cimacuta l'abbiamo oltrepassato lungo la salita, ne intravediamo lontano il sentiero sul ghiaione.... ma era messa come opzione di discesa.
Giriamo di quà, giriamo di là, un ometto dietro ad un mugo ci porta ad una traccia che crolla tra le ghiaie...
Abbandoniamo l'idea di seguire la relazione e ci affidiamo a "santo oruxmaps" che di sicuro se ne intende un po' di più e ripercorriamo i nostri passi a ritroso fino all'oasi verde sotto la forcella, per poi puntare di nuovo ai ghiaioni che scendono dalla lunga dorsale del Cimacuta, dove un ometto e qualche bollino rosso sbiadito ci guidano all'inizio verso la direzione giusta per poi... abbandonarci al nostro destino: una lunga e sassosa traversata verso l'unica traccia visibile... quella oltrepassata in salita... l'unica che c'è...


Le caviglie prendono letteralmente la piega a destra...
Stefania vorrebbe scambiare un due paroline con quello della relazione...
Finalmente raggiungiamo la traccia e, salutata una coppia che scende e che ha riscontrato le nostre stesse difficoltà... affrontiamo la dura e ripida risalita verso la cresta.
I bollini sulle rocce sembrano prendersi gioco di noi... continuano ad apparire sempre più su...
Non l'avranno vinta! Ad un certo punto, sorpassato l'ultimo, li freghiamo e arriviamo prima di loro! Tiè!
La croce è lì... a poca distanza... oltre una dorsale verde fiorita... un'altra piccola oasi prima dell'ultimo tratto stretto e roccioso. 


E poi solo panorami.... tutt'attorno... cime e ghiaioni si alzano da verdi vallate verso un cielo che pian piano si rannuvola, con l'arrivo del pomeriggio. 





Nulla di minaccioso, ci consente di goderci la vista e rilassarci per un bel po', prima di riprendere la lunga discesa verso valle e.....
Le birre!!! Il desiderio di gustarle... dorate... fresche... schiumose... ci accompagna come un miraggio lungo tutta l'infinita discesa!
E poi...
Primo bar... a destra!.... il miraggio diventa realtà!!!

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