Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 11 agosto 2014

Creta di Aip, spigolo nord est

Freschi di corso e vogliosi di roccia c' incamminammo lungo la sterrata che sale a Casera Val Dolce, per poi imboccare il sentiero che saliva alla Creta di Aip. Superati gli attacchi delle due vie ferrate continuammo il nostro viaggio fino alla Grosser Sattel. Il nostro punto di partenza. L'obiettivo era la via Patera allo spigolo nord-est, meglio conosciuta, come via della bicicletta, per via di una goliardata del gruppo alpinistico di Hermagor. Arrivati all'attacco, madidi di sudore sotto il sole di luglio, dopo quasi tre ore di cammino, uscirono dagli zaini le fotocopie delle guide grigie del CAI e subito con gli occhi a leggere la parete, a individuarne le pieghe percorse dal salisburghese. Ricordo la strana sensazione nel vedere che lungo quella linea immaginaria si inseguivano almeno una decina di cordate. "Dodici, voi siete i tredicesimi e quattordicesimi" ci informo un ragazzo di Trieste che in seguito diventò un caro amico.
Era il 1996.



Domenica siamo saliti dalla Rudnig Alm. Soli alla partenza ci incamminiamo lungo il sentiero per la Grosser Sattel. La Creta di Aip, che da questa versante chiamano Trogkofel, si erge dal bosco, e ci dona la sua linea più bella.
Saliamo veloci, discutendo delle "strategie turistiche alpine" nostrane e in breve arriviamo alla Grosser Sattel.
La moltitudine di cordate è solo un lontano ricordo che fa capolino nei miei pensieri. Si sente qualche eco indistinto che arriva dalla parete nord. Siamo soli al cospetto delle parete. Il sole splende alto nel cielo e mi sembra di sentir Nadia che mi dice "Io porto sempre il sole". Dopo le ultime gite mi ci voleva proprio!




Preparativi veloci, non serve molto materiale per questa salita che Nadia aspettava da tempo. L'incontro con la bicicletta è ormai questione di poco.
Ripassata la corda ci leghiamo e siamo pronti per salire. Nadia ha lo sguardo pensieroso, ma i primi passi dipanano ogni velatura. Animo azzurro come il cielo.





Le mani dell'uno accarezzano la roccia salendo, mentre la corda scorre nelle mani dell'altro, cosi arriviamo alla base del camino alla cui sommità ci aspetta la star della giornata.






Firmato il libro di via non ci resta che un'ultimo tiro di corda per uscire dalla via.
Anelli di corda si depositano ai miei piedi mentre Nadia percorre gli ultimi scampoli di parte ed esce nel bel sole che splende sulla valle del Gail.



Risistemato il materiale negli zaini ci incamminiamo lungo l'ultimo tratto del sentiero attrezzato Uiberlacher che con poca fatica ci porta al pianoro sommitale della Creta di Aip, spazzata dal vento che sfilaccia le nubi che, compatte, salgono dalla Val Dolce.






Il vento porta i nostri pensieri a valle e ci mettiamo di nuovo in cammino. Percorriamo in discesa l' Uiberlacher in compagnia di una coppia  in lotta con i crampi e le loro ansie verticali. Rallentiamo un pò il nostro andare e tra una battuta e l'altra, raccontandoci le avventure della giornata raggiungiamo la base della parete.



Raggiungiamo il bivio per la Val Dolce e ci salutiamo. Scendiamo verso la Rudnig Alm senza fretta, godendo il sole tiepido del pomeriggio.

3 commenti:

Luca De Ronch ha detto...

bene, bravi....... per un duo così ci voleva un tandem lassù :-) :-) :-) !

Flavio Molinaro ha detto...

...il sereno è arrivato presto! Roccia compatta, volti soddisfatti; una bella cordata su una bella via.

ciao Alpinauti ;-)

Luca l'Alpinauta ha detto...

l'idea del tandem non sarebbe male! magari tra dieci anni se ci torniamo con Gabriele... un tandem sidecar