Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 25 agosto 2014

Grosser Konigsthul

Con calma imbocchiamo la Nockalmstrasse. Non c'è fretta. Anche la guida fa parte dell'escursione: il nastro d'asfalto si perde tra i boschi di pino cembro e pian piano s'innalza verso il cielo.
Facciamo tappa al Winderbensee, un piccolo diamante che riflette il cielo, tra rocce e pascoli in quota.


Proseguiamo il viaggio fino al parcheggio dell'Eisentalhohe, e da qui partiamo per il Trono del Re.
Il sentiero sale dolcemente con un lungo traverso fino ali piedi dell'Esentalhohe e arrivati all'ampia sella, lo sguardo si apre sulla valle del trono. Davanti a noi si dipana il lungo gomitolo di sentiero che ci porterà in cima al Konigsthul.




Gabriele non è intimidito dal lungo nastro che da sotto i nostri piedi arriva fino in cima, anzi preme per andare a vedere da vicino.
Iniziamo il lungo e pianeggiante traverso che ci accompagna al Friesenhals See, tra cavalli e mucche curiose.
Si alza un vento freddo che sferza il fianco della montagna.



Continuiamo ancora traversando verdi e ripidi pascoli, finché il sentiero si fa più deciso, abbandonando il lungo crinale e impennandosi sul fianco del Trono. Dalla Konigsthulscharte poche e decise serpentine ci portano alla croce di vetta, sferzata dal vento gelido di un giorno di mezza estate.
Come gli altri escursionisti facciamo una foto veloce in cima e cerchiamo un riparo dove riposare un pò e sfamare il nostro piccolo alpinista.



Arroccati su un piccolo ripiano ci godiamo la vista su queste spoglie cime dl fascino particolare: lo sguardo corre in lungo ed in largo su una tavolozza di tenui grigi e verdi accesi senza distinguere traccie di presenza umana. Il Nockberge ci affascina con la sua selvaggia bellezza. Sembra di essere davanti a lande desolate ed ignote d'altri tempi, spazi selvaggi che tradiscono la loro natura  solo per la presenza di mandrie al pascolo.





Lo star fermi accentua il freddo, e quindi iniziamo il rientro lungo il sentiero di salita. Guadagniamo la forcella velocemente e ripercorriamo al contrario il lungo traverso dell'andata. Il vento è un incessante compagno di viaggio e ci saluta solo in vista dell'Eisentalhohe.
Raggiungiamo in breve la cima, ornata da diversi ometti di pietre e spoglia dalla moltitudine di turisti che l'affollava al mattino, visto il breve cammino che ne richiede la conquista dalla strada.

Dove è iniziata la nostra escursione finisce: ripercorriamo la Nockalmstrasse per rientrare troviamo il tempo di fermarci alla GlocknerHutte, dove troviamo la Campana dei Desideri. Un rintocco e un desiderio si avvererà. Chissà!



1 commento:

Luca De Ronch ha detto...

Bella la Nockalstrasse, da visitare con calma ! Il Nockberge poi è un posto fantastico.......