Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

mercoledì 3 maggio 2017

Inverno e primavera s'incontrano sul Cuar

Durante la notte ha nevicato!
Un colpo di coda dell'inverno, in una primavera partita con belle temperature e tanto sole.
Voleva farsi notare un ultima volta... e sabotarci i piani odierni!
Gli ultimi giorni di piogge abbondanti hanno reso pure il terreno viscido e scivoloso, perciò abbandoniamo per oggi la meta prevista e cerchiamo subito un'alternativa che ci permetta di fare un giro in tranquillità. Alla fine decidiamo di risalire sul Cuar, ma questa volta dalla val Tochel, perchè da qui, nessuna di noi c'è mai salita.


Raggiunto l'altopiano di Monteprat, continuiamo verso il Cuel di Forchia dove, all'incrocio con la strada che porta in Val d'Arzino, parcheggiamo ed individuiamo la partenza del sentiero 817.
Saliamo, avvolte del verde abbraccio della faggeta nel pieno splendore primaverile, tra eriche e narcisi in fiore, sbucando un ora dopo sui ripidi verdi che scendono dal Cuel dai Poz. 




La vista sulla pianura solcata dall'ampio fiume Tagliamento è leggermente offuscata dalla foschia, ma splendida e ampia. Il sole si è fatto largo tra la nuvolaglia che copriva il cielo stamattina e ora splende nel cielo azzurro, tra qualche nuvoletta bianca. La neve caduta durante la notte si sta velocemente sciogliendo sugli ultimi tratti che portano alla dorsale Cuar-Flagjel. I fiori rivendicano il loro momento, imperterriti e colorati in mezzo al bianco. 

I fiori della primavera sono i sogni dell'inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli.
(Khalil Gibran)






Raggiunta la dorsale, non resta che puntare verso la campana del Cuar, visibile in lontananza; alle nostre spalle, la grossa croce del Flagjel si staglia poco lontano, prossima meta degli escursionisti che incrociamo. 









La raggiungiamo, sorvolate in alto dal volteggiare veloce dei rondoni, mentre sotto di noi, "navigano" gli affascinanti grifoni. 





Nuvolaglia ha di nuovo preso possesso del cielo e nascosto il sole, facendoci indossare i giubbotti e rimpiangere le calde temperature di un paio di settimane fa!



 Lo sguardo spazia lontano, sulle cime spruzzate di neve, mentre pranziamo e chiacchieriamo.
Tra un paio di mesi rimpiangeremo questo freschetto.... ma per ora, mettiamoci pure i guanti va!


L'inverno è sulla mia testa, ma la primavera eterna è nel mio cuore.
(Victor Hugo)


2 commenti:

Luca De Ronch ha detto...

quando l'inverno e la primavera si incontrano bisogna essere li a vedere !

Nadia l'Alpingirl ha detto...

E già....ma ora....largo alla primavera e alle belle e lunghe giornate di sole!!!