Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

sabato 15 settembre 2018

Quindici anni dopo... da Sella Bieliga a Forcella Cuel Tarond

Correva l'anno 2003 e io e Silvia ci eravamo conosciute da poco. Fu lei a portarmi in montagna la prima volta in pieno inverno!!! Il 13 dicembre, dopo una lunga risalita verso Sella Bieliga, provenienti da Bagni di Lusnizza, ci avventurammo sul primo tratto del sentiero Battaglione Gemona coperto da una spolverata di neve, dirette a forcella Cuel Tarond. Ci fermammo poco oltre il ponte con il bellissimo fregio: il cavo penzolante nel canalone non lasciava dubbi... di lì non si passava più...


Quindici anni dopo ci ritorniamo, questa volta dalla Val Dogna, lungo una mulattiera che sale a stretti e ripidi tornanti nel bosco, raccordandosi alla strada nei pressi di casera Bieliga. 




Oltre a me e Silvia, ci sono suo papà Renato, Barbara, Diana e Mauro. La giornata è limpida e calda, la vista sul Montasio, una volta iniziato il sentiero Battaglione Gemona, semplicemente fantastica! Il sentiero, ripristinato finalmente lo scorso anno, è di nuovo percorribile grazie a cavi nuovi e scale con cui si superano i tratti franati. 




E così ci ritroviamo a ripercorrere i passi di quel lontano dicembre, con la curiosità mai sopita, di vedere cosa c'è, dopo quel tratto franato che aveva bruscamente messo fine alla nostra passata avventura. 



Ed eccole, le prime scale, una in discesa, l'altra subito dopo in salita. E poi la cengia, facile e rocciosa, che dopo svoltato l'angolo rivela la prossima ardita scala, che ci deposita prima su un ripido e franoso canalone per poi ritrovarci sulla successiva cengia, interrotta da un altro franamento che si supera con un'altra scala.

















Il tutto, con lo sguardo verso la bellissima mole del Montasio che svetta davanti a noi, maestoso e imponente. Finite le attrezzature, la cengia svolta un angolo sorretto da un alto muro a secco e continua tra mughi e alberi, diventando erbosa e preannunciando l'arrivo a forcella Cuel Tarond. 






Prima di arrivarci però esploriamo i vari manufatti che ancora rimangono in piedi e ci fermiamo a pranzare su un prato al cospetto di quel che resta di una gradinata e di muri crollati. 








Raggiunta infine forcella Cuel Tarond, salutiamo Silvia e Renato che si fermano a visitare ulteriori costruzioni militari e scendiamo a valle con il sentiero Cai 647, passando accanto al belvedere di Rio Budic e ai resti del comando del Battaglione Alpino Val Fella. 












Alla fine, che dire? Saranno anche passati quindici anni, ma abbiamo finalmente soddisfatto la nostra curiosità! 

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