Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

giovedì 19 giugno 2008

The Sad Smoky Mountains & Skycrapers

Con il nostro modesto contributo dell'11 maggio scorso siamo entrati nel gruppo di "attori" di questa protesta che vuole essere sia un'azione civile sia un'opera d'arte. Ora sta giungendo l'ora dell'azione finale che vedrà impegnati gli "attori" della prima ora in compagnia di nuovi amici l'8 agosto in concomitanza con la cerimonia di apertura dei Giochi di Pechino.

Riporto qui di seguito quanto scritto da Alberto Peruffo a tal proposito.


L'AZIONE FINALE

Nella parte finale della nostra azione le Tristi Montagne Fumanti incontreranno le Città. È giunto il momento degli Urban Climbers, degli "alpinisti cittadini"! Insieme alle montagne, alle colline, accenderemo di colore rosso il cuore delle città e dei loro abitanti ritornando all’origine delle colonne di fumo che abbiamo scelto come simbolo invariabile della nostra opera. Quelle colonne sono infatti una manipolazione cromatica del fumo eruttato l’11 settembre del 2001 dalle Torri Gemelle e il loro colore manifesta la vergogna-tristezza-indignazione contro la violazione dei diritti umani.

Oggi in Tibet, Sudan, Birmania, Afghanistan, Iraq, Palestina; ieri in Africa, Europa e USA; domani chissà dove tra Oriente e Occidente, nel Sud o nel Nord del mondo.

Le Tristi Montagne Fumanti fumeranno insieme con i grattacieli delle Città per ristabilire una necessaria alleanza tra l’uomo e l’ambiente, tra l’uomo e l’altro da sé, tra l’uomo e i suoi simili. I monumenti, come vulcani assopiti da tempo e risvegliati dal dolore del mondo, torneranno a rendere esplicito la loro antica funzione: servire da monito, avviso a coloro che hanno dimenticato cosa si custodisce tra le loro architetture. Noi li faremo parlare con il linguaggio del fumo, «evanescenza colore del sangue», nel giorno in cui la torcia olimpica, simbolo bicefalo, di pace e ipocrisia, accenderà le Olimpiadi di Pechino. A sessant’anni esatti dalla stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo la repressione in Tibet, durante un evento di portata globale, è divenuta il simbolo del fallimento e del tradimento dei governi mondiali: i princìpi allora ratificati sono stati e continuano ad essere, più o meno diplomaticamente, rinnegati.Io e il mio gruppo di amici, insieme con attivisti francesi, agiremo nei pressi, a vista, sopra, sotto, di fianco, a lato... della Torre Eiffel, nel cuore della città in cui ha sede il Palazzo dell’UNESCO e che più di ogni altra ha consegnato cultura e intelligenza per le libertà fondamentali dell’uomo. Le altre città in giro per il mondo, montagne, colline, gli altri punti panoramici, naturali o urbani, saranno lì, nel loro immutabile posto, ad aspettare. Voi.Come per le montagne e le colline, basta poco: un fumogeno rosso, una dose di buona volontà e – nel caso mancasse l’ascensore o qualche possibilità creativa di scalata per vie esterne – alcuni piani di classiche e semplici scale per raggiungere le terrazze sommitali degli edifici.«Servirà, questa azione civile e artistica, a far muovere i governi?» - qualcuno ha chiesto. Non so e non è un problema. L’unica certezza che percepisco forte e reale, soprattutto dopo la straordinaria prima accensione, è che la nostra azione servirà, eccome, «per dare alimento a chi resiste», per non farlo sentire più solo ma circondato da una rete di umanità. Non è cosa da poco. Se noi ci muoviamo, qualcos’altro si muove. Le conseguenze non sono prevedibili, ma sono sempre conseguenze.Per dare inizio alla seconda fase dell’opera ho deciso di accendere in questi giorni un campanile, il monumento per eccellenza che già contiene in sé la capacità di parlare - le campane - ma che spesso tace perché manovrato dal potere. Inizierò dal mio paese con il Triste Campanile Fumante. Da un piccolo centro della provincia italiana un primo campanello d’allarme affinché la memoria torni definitivamente a parlare.Prendi un fumogeno e tingi il cielo di rosso!Io sarò con te.
"Alberto Peruffo - Fattoria Artistica Antersass"


Noi Alpinauti, e quanti più vorranno esser con noi, accenderemo di rosso il Monte Cimone in Val Raccolana e il campanile di Goricizza di Codroipo.

La prima volta gli Alpinauti erano quattro. Questa volta spero molti di più!

1 commento:

andrea loi ha detto...

Certo che gli alpinauti saranno molti di più questa volta!
Per straaaaneee ragioni non ho potuto partecipare la volta scorsa ma per la prossima io ci sarò, e si potrebbe quasi fare più gruppi per più cime nella stessa zona in modo da essere "a vista"!!
Per l'8 agosto abbiamo tutto il tempo di organizzare per il meglio!
Mandi a ducju