Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

domenica 1 giugno 2008

Val di Collina






Anche se si arrampica in cordata, due o tre che sia, l'alpinismo resta fondamentalmente un'attività individualista, che punta alla soddisfazione più personale che di squadra, anche se il team riveste una importanza fondamentale.
Quando sei li, sulla roccia, e ti godi il passaggio, il gesto, o anche il fatto di aver piazzato per bene un friend o un nut, anche se nel moschettone passi la corda che ti lega a un compagno diversi metri sotto di te, in quel momento sei solo tu a goderti l'attimo. Ed è una sensazione bellissima.
Certo, dopo, quando poi guardi in giù, come a voler dire "tutto bene" e incontri gli occhi all'altro capo della corda la soddisfazione del momento viene amplificata, perchè chi sta all'altro capo della corda difficilmente è un tizio qualsiasi.
Nella maggior parte delle volte chi vive la scalata all'altra estremità di quel filo è una persona in cui riponi una fiducia molto grande. Personalmente ho pochi nomi da poter elencare come compagni di cordata: Enrico, amico d'infanzia e poi di passione alpina, Davide e Matteo, amici di arrampicate e di vita vissuta, come anche Andrea, compagno di tante avventure, spesso vissute con quello spirito di giovanile incoscienza che rende grandi le giornate in montagna, o come Marco, il compagno e mentore di grandi progetti. Ecco chi sono i volti che spesso incontro all'altro capo della corda.
Oggi ho salito ancora una volta le belle placconate calcaree di Val di Collina per la via degli amici Gianni e Albino Dorigo e guardando in giù ho incontrato uno sguardo speciale, che ha dato una luce e una gioia particolare a salire questa bella via.
Mentre arrampicavo, in sosta c'era Nadia ad assicurarmi. Dopo aver provato a salire in cordata lungo lo spigolo del Glemine, la ragazza deve averci preso gusto a sentire la roccia sotto le mani e le scarpette!
Saliti comodamente in auto fino alla casera,ci siamo preparati rapidamente, ed in breve eravamo all'attacco. Una cordata era già impegnata sul primo tiro, ma non era molto sicura sul da farsi. Neanche arrivati alla prima sorta erano già tutto un discutere: "dove và la via?" "ma sei sicuro?" e via dicendo.
Approfittiamo dell'empasse e passiamo dritto avanti: la salita è piacevolissima su questo calcare compatto e il sole scalda per bene, senza scottare (il pensiero vola al Duca degli Abruzzi, impegnato al momento nella spedizione a Lignano Sabbiadoro, e a Denis, in viaggio verso Brno, compagni del tentativo di salita di ieri... naufragato sotto un cielo plumbeo!).
Arrivo velocemente alla prima sosta e recupero Nadia che sale senza grossi problemi il primo tiro di 5c, arriva in sosta sorridente ed il barcaiolo di auto-sicura le viene al primo tentativo, c'è l'ha nel sangue evidentemente.
Mentre salgo il secondo tiro, andando a zonzo per la placca a mio piacimento, le discussioni nella cordata che segue proseguono allegramente..."vedi come fanno? è cosi che si deve fare!" "ma sei sicuro che è per li?"
Un pò di tranquillità in una giornata cosi bella no? Vabbè!!
Nadia sale agevolmente anche la seconda lunghezza e mi raggiunge in sosta. Questa volta la si può chiamare veramente un "comodo terrazzino".
Parto per l'ultimo tiro, veramente divertente, e volgendo lo sguardo in sosta incrocio quello di Nadia che mi guarda salire mentre mi da corda e penso a quanto piacere mi dà arrampicare con lei sotto questo bel cielo azzurro.
Inizia l'ultimo tiro anche per la mia compagna di cordata e dopo qualche perplessità su un paio di passaggi mi raggiunge in sosta, mentre il sole ci bacia caldo. Diamo uno sguardo attorno, l'alta valle del But si stende sotto di noi vestita di un verde smeraldo sotto il turchese del cielo.
Attrezziamo le doppie e "CORDAAAAA!!!!" giù veloci verso la macchina dove ci aspetto Nicolino e le mucche.
Arriviamo alla base della parete e invece della stretta di mano di rito, mi permetto un bacio appassionato, immersi nell'abbraccio del bosco. D'altro canto è un buon motivo per baciarla.
Mentre percorriamo il breve sentiero che ci porta alla casera, rivivo, come spesso mi capita, le emozioni della salita appena compiuta con una compagno speciale. Dopo aver condiviso il quotidiano, i sentieri e le ferrate in montagna, abbiamo aggiunto un altro tassello nella nostra vita assieme. Perso in questi pensieri, arrivo all'auto con un ultimo pensiero: dove la prossima?

6 commenti:

Sofia77 ha detto...

vai nadia!
GIRL POWER!!!!
brava. io non avrei mai il coraggio

andrea loi ha detto...

Che dolce coppia!!
Comunque complimenti, recidivi e vincenti! Ovvio, ho portato la pioggia lontano da voi!
E un bravissima a Nadia che ha portato casa una salita non da poco!
Mandi a ducju da un brustulit Duca

CARLO DE TS ha detto...

eehh cayo! anche la mula inizia a tirar pi de ti!
Alè! avanti così.
Brava Nadia

Marco Strazzer ha detto...

grazie per la citazione per la grandi imprese. non merito tanto, sei sempre venuto su con le tue forze.
Brava la tosa, e bella la via che gli hai fatto fare.

iaia ha detto...

A me sembra tutto una poesia ... poi stamattina ricevo una mail con immagini di montagna vissuta intensamente e ... la poesia s'infrange...
Grande Nadia!
Ciao

iaia ha detto...

A me sembra tutto una poesia ... poi ricevo una mail con immagini di montagna vissuta intensamente e la poesia s'infrange!!!
Grande Nadia!
Ciao