Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 13 ottobre 2008

Magie d'autunno in Val Resia

5:15...Suona la sveglia!
Mezza addormentata mi volto verso un altrettanto addormentato Luca e gli chiedo: “ma chi ce lo fa fare?”
La frase sorge spontanea visto che siamo andati a letto 4 ore prima!
La cena, in compagnia degli amici di SuiMonti, per conoscere i coniugi De Ronch, si è protratta più del previsto, ma si sa,quando si sta assieme ad ottimi amici il tempo vola!
E una promessa è una promessa, e il “Don” ci aspetta per le 7 al parcheggio di casera Coot in Val Resia!
Ci arriviamo con mezz’ora di ritardo e, Don Gianni, precedentemente avvisato del nostro ritardo, si è gia avviato lungo il sentiero.
Ci prepariamo in fretta e, con il fido Indy che fa strada, ci avviamo su per la stradina indicataci da un sms di Don Gianni che, con qualche difficoltà, riusciamo ad interpretare visto il mix di friulano/resiano/italiano in cui è scritto.


L’autunno è arrivato anche in Val Resia, colorando di magnifici toni rossi e gialli gli alberi che ci circondano. Camminare nell'intimo del bosco ci riempie di meraviglia e i raggi mattutini del sole giocano tra le foglie colorate regalandoci riflessi bellissimi!


Il Canin, sopra di noi, ci osserva imponente mentre risaliamo zigzagando sul sentiero che, passando per gli stavoli di Berdo di Sopra ci porta al cospetto del Torrione Mulaz, sotto le Babe, alla cui ombra sorge il bivacco Cai Manzano.
Incrociamo qui Don Gianni con alcuni amici e ci dirigiamo assieme verso forcella Predolina dove, accanto alla piccola lapide, sarà celebrata la messa in suffragio del secondo anniversario della scomparsa dell' amico Paolo Chinese, scivolato tragicamente scendendo dall'Infrababa.
Mentre attendiamo che arrivino tutti, ci sediamo sulla stretta cresta erbosa che porta verso il monte Guarda.


Mentre il sole ci coccola dall’alto, osserviamo super rilassati il panorama: c’è un po’ di foschia ma sotto di noi l’Isonzo scorre luccicante nei pressi del piccolo paesino di Zaga, mentre alle nostre spalle si stende la coloratissima Val Resia.


Indy nel frattempo ci prova con Shila, una femmina di pastore tedesco di dodici anni, ma questa non ne vuole proprio sapere dell’aitante spasimante e lo respinge guaiendo!


Sono le 11.00 e i partecipanti sono arrivati tutti. Indossata la tonaca e la “Bandana di Assisi”, Don Gianni comincia la messa.
Lo guardo divertita: questo prete mi piace, perché (molto) fuori dallo standard che accomuna molti suoi colleghi. Amante della montagna, parla tranquillamente e liberamente di qualsiasi argomento senza remore esprimendosi senza condizionamenti che ci si aspetterebbe da un prete. La sua predica, come al solito, è fatta di poche e significative parole, che hanno il dono però di rimanere impresse, un passo di quella odierna è:
“E’ giusto leggere e conoscere la Parola di Dio. Ma dobbiamo trovare anche il tempo per fermarci in silenzio ad ammirare la bellezza del Suo Creato e, così, capire la grandezza del Signore.”
E quale posto migliore se non dall’alto di una montagna?


Terminata la messa ci avviamo verso casera Coot, dove ci attendono Moira, sua mamma e i suoi scatenati figli per il pranzo.
Al bivio però, optiamo per una piccola deviazione e in pochi minuti siamo in cima al monte Guarda. Un crocefisso, un piccolo mosaico e una dolcissima preghiera di Mario Copetti decorano la sua erbosa cima. Se non fosse per la foschia la vista spazierebbe fino al mare! Ci accontentiamo di ammirare le cime più vicine e dopo la foto di vetta raggiungiamo il resto delle persone che scendono alla casera.


Rimango piacevolmente sorpresa dal calore e dalla disponibilità della gente della valle. Siamo quelli “di fuori” ma ci trattano come famigliari.


Alla casera veniamo accolti dal solare sorriso della giovane gestrice e da sua mamma e subito ci ritroviamo con due bottiglie di birra in mano.
Sediamo al tavolo di Don Gianni assieme a tre signore resiane e al marito di una di esse. In tavola fanno la comparsa, un bel bottiglione di rosso di 2 litri e piatti ricolmi di buonissima polenta, salsiccia, frico e spezzatino. In un’atmosfera divertente e gioviale vediamo il bottiglione calare fino in fondo: le tre signore, il Don e Luca ci hanno dato dentro di brutto, per la felicità del marito di Claudia, contento di vedere la moglie sorridente e su di giri!


Come detto all’inizio, quando si sta in buona compagnia, il tempo passa e noi dobbiamo rientrare, visto che c’è un’altra festa che ci aspetta: la cena dello zio Erminio…con 200 invitati!


Prima di accomiatarci scattiamo una bella foto di gruppo e, tra i canti di quelli che hanno deciso di continuare con la “celebrazione”, ci avviamo verso il parcheggio assieme a Don Gianni.


I raggi del sole pomeridiano ci regalano ancora bellissimi scorci e, macchina fotografica alla mano, cerchiamo di catturarne la magia, sapendo benissimo però che non eguaglieranno mai cio che hanno visto oggi i nostri occhi!


Arriviamo infine alle macchine. Le tre allegre Siorette ci raggiungono poco dopo, e salite in macchina ci precedono verso il fondovalle: "Se passate da Coritis e vedete la panda blu fermatevi! Mi raccomando!"




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“A tutti quelli che gia cantano Lassù”


Se d’ora in poi, andrai sul monte Guarda
vi troverai in cima lì una Croce
che ti ricorda tutti quelli che in vita
hanno cantato il bello del Creato
Socchiudi gli occhi e resta un po’ in silenzio
e sentirai i cantori a te vicino
Chi sulle rupi fa eco quando lo chiami
chi cinguettando poi ti vola accanto
chi nel fruscio dell’erba s’inchina al vento
che contento sibila fra i bracci della Croce
Rimani ancora un po’ con gli occhi chiusi
e pensa a tutti quelli che hai conosciuto
Sono li schierati in semicerchio
sotto il Canin che fa da gran teatro
il gran concerto sta per cominciare
maestro è il Padre del Cristo in Croce
Se li ricordi pregando con un canto
saran felici e ti ringrazieranno
e capirai se gia non lo sai
che
“chi non si dimentica non può morire mai”.




Mario Copetti

3 commenti:

carlo de ts ha detto...

bella la poesia del Copetti. commovente. e Nadia devo dirti che rendi bene le tue emozioni, senza frivolezze

dsofia77 ha detto...

bella la val resia, domenica son salita al crasso, che fatica, eran quasi due mesi che non facevo niente.
ma una giornata bella e colori stupendi, come quelli che avete trovato voi

annarita ha detto...

che bella giornata avete avuto, forse un pò di foschia.
bel gruppetto eravate. belli i colori ora. se il tempo tiene domenica andro in bordaglia o in tuglia