Nessuna preghiera, nessun credo, rendono l'uomo più devoto quanto la solitudine d'un bosco che stormisce al vento, o la libera vicinanza al cielo sulle vette dei monti
Julius Kugy

lunedì 20 ottobre 2008

Silente Bordaglia

L’autunno è una stagione bellissima. I colori, la limpidezza del cielo, il fatto di trovare meno persone sui sentieri, rendono anche la più semplice delle escursioni entusiasmante. Proprio per queste ragioni, l’idea di ripetere l’anello di Bordaglia, precedentemente percorso a inizio estate quattro anni fa, mi allettava parecchio, inoltre, il meteo prometteva bello per questo fine settimana.
Perciò, dopo aver lasciato Nicholas con Dario e Fabiola e aver caricato in auto un entusiasta Indy, sabato alle 7.30 partiamo alla volta di Pierabech.
Sopra di noi il cielo è coperto da nuvole, e la speranza che questo riguardi solo la pianura friulana viene meno gia a Tolmezzo. Il sole oggi non ci regalerà la stessa magia provata la settimana scorsa in Val Resia.
Al parcheggio, presso lo stabilimento della Goccia di Carnia, ci sono gia quattro auto.
Ma in autunno non vevamo detto che dovrebbe esserci meno gente?
Ci prepariamo e alle 9.25 ci mettiamo in cammino, risalendo il sentiero naturalistico che, mediante la strada di servizio alle malghe, attraversa l'ordinato bosco di Bordaglia. Lo scrosciare delle acque del Rio Bordaglia che, per un tratto, scorre impetuoso nella vicina , stretta e profonda forra, ci accompagna durante la salita.
Gli alberi qui si tingono di tenui gialli e verdi, mentre un soffice tappeto di foglie rosse ricopre a tratti il cammino lungo la strada sterrata.

Arriviamo al bivio per casera Ombladet e lasciamo la strada principale per risalire con alcuni tornanti alla volta della casera Bordaglia di sotto, adibita gia da un po’ di anni ad agriturismo. La casera è chiusa e tutt’attorno l’autunno è silenzioso. Le nuvole lambiscono le vicine Cima Ombladet e i monti di Volaia nascondendone le sommità.
Abbracciati da questo ovattato silenzio, passiamo accanto alla piccola Cappella dedicata a San Giovanni Bosco e c’incamminiamo su per il ripido sentierino che porta alla casera Bordaglia di sopra. Poco prima di arrivarci, scorgiamo sulla destra, in un piccolo pianoro, la fontana dell’Alpino.
Ancora pochi passi e raggiungiamo la casera che sembra essere in corso di ristrutturazione, visti i cartelli di divieto d’accesso!
Larici dorati adornano il pendio che, in discesa, ci porta al laghetto di smeraldo di Bordaglia. A parte due ragazzi accampati con la tenda, e un solitario escursionista, a bordo lago non c’è nessuno.
Una bella differenza dall’ultima volta che ci sono stata!

Le acque del lago sono limpide e gli alberi colorati si riflettono nell‘argento delle acque. Per un attimo anche il sole fa capolino tra le fitte nuvole e si specchia vanitoso come Narciso, lasciandosi immortalare da uno scatto.
Sgranocchiamo qualche dolcetto e diamo le briciole ai famelici pesciolini che popolano il laghetto.


Riprendiamo il cammino in direzione del passo Giramondo ma evitiamo di raggiungerlo vista la nebbia che risale dalla vicina Austria. Deviamo sul sentiero che taglia i ghiaioni che caratterizzano il versante sud della Creta di Bordaglia, e che ci regala bellissime vedute sul lago sottostante, e, poco dopo, risaliamo l’esiguo dislivello che manca per raggiungere la cimetta della Quota Pascoli.

Sul suo fianco notiamo come alcuni mughi siano stranamente bianchi.

Ci avviciniamo curiosi: umidità, freddo e vento, nella notte, hanno creato cristalline forme allungate sui piccoli rametti che con la temperatura ora più mite del giorno, si sciolgono e gocciolano copiosamente.
Sulla piccola cima sorge una lapide in memoria di un valoroso alpino qui deceduto, mentre tutt‘attorno resti di trincee e gallerie crollate costellano il suo fianco.
Mangiamo qui i nostri panini mentre una leggera e fredda brezza ci costringe a coprirci.

All‘una e mezza, visto la non mite temperatura, siamo di nuovo in cammino risalendo al vicino passo Sissanis. Un ultimo scatto alla Creta di Bordaglia che si specchia nel piccolo lago Pera e caliamo giù nella Valle di Fleons, passando sotto il monte Navagiust e la Creta Verde. Lungo i loro versanti i colori dorati dei larici si mescolano al verde dei pini regalandoci scorci che qualche timido raggio di sole illumina ravvivando. Passiamo presso i ruderi di casera Sissanis di sopra e poco dopo per le solitarie stalle di casera Sissanis di sotto. Da qui, una ripida strada ci porta rapidamente alla Stretta di Fleons e percorrendo il Sentiero della Fede facciamo ritorno alla macchina.

Per chi ama la solitudine e la lontananza dalla massa, questa è sicuramente la stagione migliore per godersi appieno questi gioielli delle montagne friulane, così affollati durante l’estate!

8 commenti:

annarita ha detto...

peccato che avete trovato nuvoloso, ieri era magnifico con il cielo blu. siam saliti solo fino al lago, ma era stupendo

Ilenia de ts ha detto...

che bel giro, piace un sacco anche a me. ci vado di sicuro un paio di volte l'anno a farlo. mi mette in pace col mondo salire lassù, in primavera è bello con le fioriture, ora è magico con i colori dell'autunno

manuela ha detto...

cerchi bordaglia e scopri un bel blog di appassionati alpinisti. Bello, divertente e anche utile.
Ciao

carlo de ts ha detto...

è veramente un bel giro, da fare in tutte le stagioni, tocca dar ragione a mia sorella.
Nadia ma quanto porti l'alpinauta a rimpinare? del loi non c'è traccia, tocchera a te farne le veci, ora che tiri come una dannata

frivoloamilano ha detto...

...è proprio destino che ci si debba solo sfiorare! Voi sabato e noi Domenica; forse ho incontrato Annarita....io sono quello con la barba!

sylvain ha detto...

Bello il bordaglia sono anni che non passo piu' di la!!

Anonimo ha detto...

...le montagne friulane le conosco troppo poco, e questo giro che avete fatto mi entusiasma non poco!

ciao susy

trekker ha detto...

Sono stato da quelle parti un paio di anni fa ma d'estate.
La montagna in autunno è permeata di colori e poesia che il clima uggioso non riesce certo a sminuire tuttaltro... regala scorci inconsueti e ricchi di fascino.
Gran bel post. Complimenti